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Di Matilde Maisto

GIORNATA MONDIALE DEL BACIO 2014

lunedì
lug 7,2014

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La storia millenaria del più universale tra i comportamenti umani

Oggi, 6 luglio, si celebra il World Kiss Day, la Giornata Mondiale del Bacio, festa nata in Gran Bretagna nel 1990, ma presto diffusa in tutto il mondo con l’obiettivo di ricordare, con una giornata ad esso dedicata, quanto può essere importante un bacio: gesto terreno e sacrale al tempo stesso, tra i più universali del comportamento umano, il bacio addensa uno spettro straordinariamente ampio di significati. Nell’immaginario collettivo il bacio si lega strettamente al sentimento d’amore, ma davvero innumerevoli sono i valori simbolici che gli si possono attribuire. I baci fanno infatti parte di precisi rituali e sono espressione di sentimenti di differente natura che contemplano non solo l’amore, ma anche affetto materno e filiale, tenerezza, simpatia, lealtà, gratitudine, compassione, gioia, o dolore. E’ inoltre possibile assistere ad un’evoluzione di significato del gesto negli usi e costumi della civiltà, nel corso del tempo e attraverso lo spazio. Impossibile categorizzarli tutti, come lungi da me vuol essere il tentativo di ricostruirne una cronistoria completa: quello che vi propongo oggi è un breve viaggio nella millenaria storia del bacio!

Le prime descrizioni del “bacio profondo”, quello che comunemente definiremmo “alla francese”, ci arrivano dal greco Aristofane che nella commedia Le nuvole parla di “katàglossos” (da katà = profondo e glossa = lingua). I latini distinguevano invece il “basium”, di cui parla Catullo, “l’osculum” (bacio fra amici, considerato una sorta di consacrazione di lignaggio per gente dello stesso sangue) e il “suavium”, più propriamente il bacio fra amanti. Vi era poi il diritto al bacio, “jus osculi”, un’usanza alla quale si ricorreva, pare, per accertarsi che le donne non avessero bevuto il vino, vietato al gentil sesso. Ancora nel Medioevo si manteneva l’abitudine, tramandata dai romani conquistatori, di baciarsi per salutarsi. Ma il costume era regolato dai rigidi dettami di stampo feudale. Le persone di pari condizione sociale si baciavano sulla testa, sulle guance e anche sulla bocca, mentre un individuo di rango inferiore non si poteva permettere simili libertà con i superiori. Più basso era il rango, più in basso era il posto dove l’inferiore poteva baciare il superiore: partendo dai piedi, man mano che si saliva di rango, si progrediva all’orlo del vestito, al ginocchio e quindi alla mano. Il bacio passionale trova invece in questi anni grossa opposizione da parte della morale religiosa che lo giudicava peccaminoso anche nei rapporti coniugali. Nel diritto medievale, il bacio era utilizzato invece per suggellare il cosiddetto ‘baciatico’, cioè il diritto della fidanzata a ricevere una donazione dal fidanzato, consuetudine derivante anch’essa dalla pratica romana dell’osculum interveniens, il bacio che interveniva a sancire il diritto della fidanzata a ricevere in donazione metà dei beni ricevuti in regalo, in caso di morte del fidanzato. L’uso di baciarsi sulla bocca in forma di saluto tra amici e parenti comincia poi a venir meno dalla fine del XVI secolo, sostituito da regole più sofisticate e distaccate come inchini e riverenze. Nel XVII secolo, che vede il Rinascimento cattolico contrassegnato, tra l’altro, dalla creazione della Compagnia di Gesù, l’anima prevale definitivamente sul corpo, così che questi si distanziano e i gesti d’affetto si fanno più discreti. Nell’Ottocento, il secolo delle buone maniere, nasce poi il “galateo dei baci”: non ci si bacia, né sulla bocca, né sulla guancia, per strada o in pubblico; le ragazze non devono mai baciare per prime; una ragazza per bene si lascia baciare sulla fronte da una persona più anziana, ma non ricambia il bacio a meno che non ci sia molta intimità. Il bacio è cancellato nel modo di salutarsi tra uomo e donna. Il proibizionismo potenzia la componente erotica del bacio sulle labbra, che diventa strumento privilegiato della schermaglia amorosa.

 

 

BUONA NOTTE

  • Filed under: Immagini
venerdì
lug 4,2014

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venerdì
lug 4,2014

2

 

Luigi Fiammata

LA CONVERSAZIONE

Liberamente ispirato ad una scena, magnifica, del film “ JFK “ di Oliver Stone.

Certe volte, la realtà, si incarica di avere pochissima fantasia.

 

di Luigi Fiammata

 

 

Esterno giorno.

E’ il Parco del Castello, a L’Aquila. Panoramica lungo le stradine interne, tra aiuole e fontanelle. E’ un giorno di sole.

 

La telecamera inquadra una panchina lontana; si vede un uomo seduto, con un cappello in testa. La panchina guarda verso via Castello. Passano automobili, altre sono parcheggiate sotto i puntellamenti delle case. Il rumore è attutito, come fosse distratto.

Si inizia a sentire lo scricchiolio di passi sulla ghiaia dei sentieri tra gli alberi. Prima da lontano, poi sempre più vicino.

La telecamera si accosta lentamente all’uomo seduto sulla panchina, fin quando questi, si volta, e viene inquadrato in primo piano, mentre guarda i passi arrivare. Non sorride.

 

Dovrebbe avere circa sessanta anni di età. Il cappello, a tesa stretta, color panna, gli nasconde parzialmente i capelli, corti, bianchi e folti. Porta occhiali tondi, ha gli occhi celesti, leggermente acquosi e sporgenti. Le labbra sono carnose, ben disegnate; ha una pronunciata fossetta sul mento, e dei baffi severi, ancora parzialmente neri. Indossa giacca e cravatta. La camicia è bianca.

Si sposta su un lato della panchina, per lasciar posto al nuovo arrivato; la telecamera si allontana, e li inquadra, di fronte.

 

E’ arrivato un altro uomo. Circa trenta anni di età. Capelli molto corti, rasati  sui lati, biondi.  Una barba rada e disordinata sul volto. Gli occhi scuri, febbrili. Indossa una maglietta di cotone, a maniche lunghe, sbottonata sul collo, color turchese scuro, e jeans.

 

  • Grazie, d’aver accettato di parlare con me. – Dice il più giovane.
  • Sia chiaro – risponde l’altro – che questo colloquio, non è mai avvenuto. –

Si guardano negli occhi. Il giovane stringe le mascelle.

 

  • Da dove iniziamo ? –
  • Iniziamo dal denaro. Il denaro è quello che muove tutto. Il denaro è la misura di ogni passo. E’ come il vento, il denaro. Non lo vedi, ma lo senti. Ed è capace di travolgere ogni cosa. Ogni casa. Ogni dignità.

Prende fiato, l’uomo dal cappello. Ha una voce profonda, espressiva.  Distoglie lo sguardo dal giovane, e  guarda di fronte a sé, sulla strada, ma senza vederla. E inizia a parlare senza fermarsi.

 

  • Gli ultimi soldi, realmente stanziati per l’Aquila, sono quelli della Delibera CIPE del dicembre 2012. Poi li hanno rimodulati, affettati, ma quelli sono. E non altri; e non ce ne sono ancora. E non si vede quale strumento possa esserci per stanziarne degli altri per l’Aquila.Quello che racconto è uno sfondo. Una scenografia. Lo sguardo che puoi avere quando giri un angolo e ti si apre davanti una piazza. Guardi tutto insieme, e, allo stesso tempo, non riesci a vedere nulla di preciso. Devi fermare lo sguardo su una colonna, sulle scale di una chiesa, per vederle davvero. E, ancor più, isolare una singola persona che cammina sulla strada, anche solo per sapere se è un uomo o una donna. E questo, bisognerà farlo .
  • Si dovrebbe indagare; riempire gli spazi vuoti con i nomi. Oppure provare a raccontare i movimenti, i nodi, le svolte. E i nomi li metterà ognuno di quelli che guarda.
  • Ma i soldi arrivati a L’Aquila sono tanti, davvero tanti, in questi ultimi anni. Anche se non bastano a ricostruire. E tutti concentrati su un unico territorio.

Ancora un attimo di pausa. Si toglie il cappello, lo tiene tra le mani. Riprende a parlare.

  • Facciamo che io sono una piccola impresa edile aquilana. All’inizio, dopo il terremoto, passata la fase dei puntellamenti, con l’avvio del lavoro per le case poco danneggiate, inizio ad acquisire contratti. La normativa, però, prevede che, prima io faccio i lavori, li finisco, li riconsegno, e, poi, alla fine di tutto, incasso. Però, se con l’andare avanti di questo processo, io mi ritrovo con qualche ritardo di pagamento, ad esempio perché il Comune non ha disponibilità economica, allora devo andare in banca, perché, nel frattempo, operai e fornitori (che, data la crisi, mi chiedono di saldare oltre il 50% di quello che ordino, prima ancora che loro carichino il materiale sui camion che devono poi scaricare da me), vanno comunque pagati. La banca è lieta di scontarmi la fattura, quindi io posso spendere i soldi che incasserò certamente. Però, il ritardo, continua. E allora, la banca, anche se sa che sto spendendo soldi coperti da una fattura derivante da finanziamenti dello Stato, mi chiede di rientrare perché sono andato molto oltre il fido che mi era stato concesso. Con la banca, quindi, accumulo un debito doppio.E se non pago, vengo segnalato alla Centrale Rischi. Divento una impresa non solvibile. Anche se ho qualche milione di euro di lavori in portafoglio.Io posso pure passare il tempo a chiedermi chi gli avesse raccontato della mia condizione. Intanto però, la banca mi ha segnalato alla Centrale Rischi. E quindi non posso più avere soldi per pagare i contributi dei Lavoratori. Quindi non posso più fare il DURC. Il Documento Unico di Regolarità Contributiva. E senza il DURC, il Comune non mi paga. E l’INPS, anche se faccio un accordo per rientrare a rate del debito, se non pago le rate, deve mandare il debito ad Equitalia. Ed Equitalia, mi deve pignorare. Tutto secondo Legge. E finisco così con il perdere anche i lavori che avevo in portafogli.
  • Improvvisamente, si materializza nel mio ufficio, un commercialista, con l’accento del nord. Ben vestito, con la macchina di lusso. E mi dice che mi può finanziare lui. Non gli devo mica vendere l’azienda. Anzi, è importante che io resti. E’ gentilissimo. Però, se gli dico che ci voglio pensare, non mi lascia un biglietto da visita, nulla. Nessun pezzetto di carta. Magari mi dice che mi ricontatta lui.
  • Il fido che avevo, più l’importo della fattura che mi hanno anticipato.

 

L’uomo più giovane, deglutisce. E chiede:

 

  • Scusi, ma la banca, forse si comporta così perché con la crisi ha tante situazioni critiche anche lei, no ?
  • Può darsi. Però, prima, i crediti delle banche erano garantiti dalla Cassa Depositi e Prestiti, e poi, finito l’intervento della Cassa Depositi e Prestiti, il Comune ha fatto una convenzione con l’Associazione delle Banche Italiane, che frutta alle banche il 3,40% di interesse sul denaro che transita per le pratiche di finanziamento della ricostruzione. Quindi, se il denaro si ferma un po’, produce altro denaro. E produce anche per il Comune, che se ferma il denaro in cassa, percepisce un interesse e mette a posto il Bilancio.
  • E, in Comune, c’è un unico dirigente, che governa tutte le pratiche di ricostruzione, e c’è un unico geometra che provvede ai pagamenti, se i suoi impiegati gli preparano le pratiche però. Perché lui il computer non lo sa usare.

 

Lungo la stradina cammina una ragazza che porta un cagnolino al guinzaglio. I due restano silenziosi, finché non passa oltre.

 

  • Scusi, comunque, ad un certo punto, lo Stato paga, e le cose si mettono a posto…

Ribatte il giovane.

  • Può non andare proprio così. Può succedere che in una Assemblea Condominiale, che magari era già in parola con me, piccola impresa edile aquilana, per il lavoro della ricostruzione, uno dei condomini, debitamente istruito, cominci a seminare dubbi, sulla mia situazione. E l’Assemblea Condominiale, magari con il supporto di commercialisti che offrono consulenze ad hoc, può decidere di affidare formalmente ad altri, il lavoro.
  • Questa che mi racconta, però, mi appare una forzatura…
  • Potrebbe esserlo. Ma lei potrebbe verificare quali imprese, o gruppi di imprese, si aggiudichino prevalentemente il lavoro che è coordinato da importanti amministratori di condominio, o da certi studi tecnici. E potrebbe accorgersi che esistono precise cordate.
  • Ma anche questo, potrebbe non essere un problema. In fondo si lavora con chi ci si fida, no ?
  • Certo. Però, il punto delicato della questione, riguarda il “come” si forma una volontà assembleare, e quanto liberamente siano effettivamente affidati i lavori.
  • Va bene, ma, alla fine, l’importante è ricostruire la città no? E poi, per evitare che siano imprese disoneste a farlo, c’è la “ White List”…

L’uomo dal cappello accenna un sorriso tirato. Si sistema meglio sulla panchina.

  • La “White List” non esiste. Forse esisterà. Dopo.
  • Come?
  • Se lei va, ora, sul sito della Prefettura dell’Aquila, alla Sezione “ Amministrazione Trasparente “, trova un elenco di ditte, che, volontariamente, hanno chiesto di far parte di un elenco di fornitori che soddisfano una serie di requisiti antimafia etc.
  • Quindi la “White List” c’è.

Ribatte ad alta voce il giovane.

  • Sì, che c’è, ma per le ditte che fanno “fornitura di ferro lavorato”, o “noli a freddo di macchinari”, o la “guardiania ai cantieri”… Non c’è una “White List “, ad esempio per le aziende che abbattono e ricostruiscono case. O per aziende che fanno movimento terra. E’ proprio la Legge, che è così. E la Lista, riguarda comunque le Aziende che, volontariamente, decidono di proporsi. E non c’è obbligo alcuno, a servirsene. A oltre cinque anni dal sisma.
  • Ma, sul sito dell’Associazione Costruttori dell’Aquila, qualcosa ci sarà….
  • Si, materiale informativo relativo alla “White List”. Più o meno. Del 2010.
  • E peccato che manchi, nel sito, una sezione dedicata all’affiliazione massonica…
  • Che vuol dire ?
  • Ma nulla, ovviamente. Era solo una battuta. Non si definiscono tra loro i massoni come “liberi muratori “ ?

Il giovane guarda fisso l’uomo dal cappello. Un camion passa, con grande frastuono. Il giovane si allontana un po’ dall’uomo col cappello, come se volesse mettere una distanza, non solo fisica, dalle sue parole.

 

  • D’altra parte – incalza l’uomo col cappello – è noto che esiste una tariffa, variabile tra il 3 e il 10% del valore dei lavori da svolgere, che viene pagata come tangente da chi deve vedersi affidati quei lavori. E io, piccola impresa edile aquilana, non me lo voglio permettere, di pagare. Quindi, non lavoro.
  • Mi scusi, ma io mi rifiuto di accettare queste dicerie, come vere. Se io mettessi nella mia storia questa roba un po’ qualunquista e scontata, perderei di credibilità.
  • Può darsi. Però sarebbe interessante vedere quanti appartamenti in questo periodo sono venduti a prezzi reali da regalo, o quante consulenze costosissime si fanno. Le cose, non sempre hanno l’anima del nome che si dà loro. Certe volte, il nome è solo un lenzuolo che nasconde certi fantasmi.
  • Prendiamo per un attimo per buona la cosa che mi sta dicendo: adesso sono io, un’impresa, e per farmi affidare un lavoro, dovrei pagare una tangente. Ma, quello è un lavoro della ricostruzione. Il cui valore è costruito su un prezziario. I margini di guadagno sono ridottissimi. Da dove prendo i soldi per pagare tangenti ?

L’uomo dal cappello, si alza un istante dalla panchina. Si passa una mano tra i capelli, e accenna qualche movimento sulle gambe. Poi si piega e siede di nuovo. Sporgendosi in avanti. E inizia a parlare, a bassa voce. Con il viso rivolto a terra.

 

  • Tante imprese aquilane hanno usufruito dei servigi di imprenditori campani recentemente arrestati, con manodopera a 19 euro l’ora tutto compreso, e nessuno controlla, dove si deve controllare, o sindacalizza; se prendo finestre dalla Romania, posso giostrare bene con l’IVA che non pago; se assumo solo manovali comuni, risparmio parecchio; se faccio subappalto, guadagno, e posso subappaltare quasi tutto, e quando non posso, faccio figurare che alcuni dipendenti delle ditte subappaltatrici, sono in realtà miei dipendenti; e certe volte, se il subappaltatore non mi riconsegna tutto secondo i tempi stabiliti, è lui a pagare a me la penale, che se la stabilisco dall’inizio, e il subappaltatore, coscientemente ritarda la consegna, è una tangente per me. Se poi il subappalto lo faccio con una ditta estera che si porta i lavoratori direttamente dal loro paese, e li paga con i contratti del loro paese, anche così, ci guadagno.
  • Ma, in realtà, il guadagno vero, è quando prendo il lavoro, e metto in moto i soldi, e se serve, le fidejussioni: con i soldi che non ho io, ma che qualcun altro mi dà, e che porto in banca; perché se sono il titolare d’impresa, certe volte, puzzo di legno e qualcun altro comanda. Perché così, i soldi si lavano. Allora sì, che posso pagare tangenti per i prossimi lavori che voglio prendere. Perché il soldo lavato, vale di più, molto di più del soldo sporco.

 

Il giovane dai capelli biondi, si mette a sedere sul bordo della panchina, e poi stende la schiena all’indietro. Mette le mani dietro la testa, come a poggiarsi su un cuscino nell’aria.  Poi si rialza. Si prende la testa tra le mani, e guarda l’uomo col cappello.

 

  • Si rende conto che dopo tutto quello che mi ha detto, ci manca solo che mi racconti che gli appalti per la ricostruzione di edifici pubblici sono pure lottizzati dalla politica, e abbiamo concentrato tutto insieme sulla città il male degli ultimi secoli ? Chi ci crede ?
  • Che gli appalti pubblici della ricostruzione siano lottizzati dalla politica, io non glielo dico, però lo so. Come so che alcune importanti aziende edili aquilane hanno lavorato, parecchio, nel periodo della presenza e responsabilità unica della Protezione Civile, e poi, si sono un po’ fermate, ad attendere che di nuovo scatti il loro turno. Oppure che altre imprese, che prima del terremoto fatturavano qualche decina di migliaia di euro all’anno, ora viaggiano a milioni. E consiglierei anche di verificare quanti sono i Lavoratori che effettivamente sono assunti, e al lavoro, nei cantieri più o meno aperti, o fermi, lungo l’Asse Centrale della città, per capire come certe imprese si prestino a rendere quasi veri i desideri della politica. Il perché si prestino, forse fa parte di altre storie.Alza le mani, il giovane, a interrompere il discorso dell’altro.
  • Lei non mi ha fatto un nome. Lei getta ombre sulla buona fede di Istituzioni e Associazioni. Lei favoleggia di cupole segrete che si muovono nell’ombra cercando di ritagliarsi un posto alla tavola imbandita da una politica vorace o schiava. Ma guardi che a L’Aquila centinaia di imprese, cittadini, Lavoratori, sono persone oneste che si danno da fare per ridare vita alla loro città. E tanti, in Associazioni o Partiti, o nelle Istituzioni, seriamente e disinteressatamente si battono per L’Aquila. Magari anche facendo, semplicemente e silenziosamente il proprio dovere. Ma di loro nessuno parla perché non fanno notizia.
  • Vero. Verissimo.Vede, giovane amico. Lei potrebbe essere il primo a realizzare una sceneggiatura da film su queste storie. Non serve che ci sia qualcuno che tiri le fila. Qualcuno che dica esplicitamente quel che si vuole fare e come. I potenti, si annusano tra loro, e cercano accordi. Senza neanche parlare tra loro, come seguissero un galateo non scritto. O si fanno guerra, ma mai per distruggere del tutto il nemico. Solo per acquisire posizioni migliori. Tanto, la ruota gira. E c’è un parco di mucche da mungere sempre.La scriva questa sceneggiatura da film. E la realizzi questa sua opera. Magari non cambia nulla, ma sarà comunque un fatto importante. Magari tra venti anni i nostri nipoti capiranno di più.La telecamera si stacca. La panchina torna lontana.I rumori della città affievoliscono.
  • Silenzio.
  • La telecamera indugia sui raggi del sole che penetrano le foglie degli alberi.
  • Il punto è esattamente questo. E’ vero che ci sono tanti onesti e positivi. Ma sono proprio loro il mangime di quegli altri. E vanno conservati; proprio come il fieno per l’inverno.
  • Ma a L’Aquila, dal 6 aprile 2009 si svolge un gioco molto pesante. In cui molti attori vogliono semplicemente accumulare potere, ridefinire gerarchie e ricchezze. Consolidare influenze, ed elettorati. L’inquinamento è generalizzato: nella testa delle persone. Il vero nemico, paradossalmente, è il mercato dalla cui competizione tutelarsi in ogni modo lecito o criminale. Il vero nemico sono le regole e la democrazia, e il conflitto trasparente.
venerdì
lug 4,2014

1

LEUCIANA SUMMER FESTIVAL 2014:

AL VIA LA PREVENDITA.

 

PARTE LA CORSA AI BIGLIETTI PER I CONCERTI

E DA SABATO TUTTE LE “INFO” DEL FESTIVAL SUL SITO UFFICIALE.

 

Caserta – Parte VENERDI’ 4 LUGLIO alle ore 11.00, la prevendita dei biglietti della 15°LEUCIANA SUMMER FESTIVAL”, in programma dal 24 al 30 luglio al Belvedere di San Leucio,organizzato dalla Città di Caserta con il contributo della Regione Campania e dell’Unione Europea per la direzione artistica di Donato Tartaglione.

Tagliandi, dal valore “simbolico” di 2 EURO + D.P. che daranno accesso al “Cortile dei Serici” con posto unico numerato e potranno essere acquistati presso la Ticketteria di Via Gemito, 1 a Caserta (0823 353336) e tutte le prevendite autorizzate o, via web, consultando la piantina elettronica e selezionando il posto prescelto su www.go2.it.

Per ogni transazione non sarà possibile comprare più di 4 biglietti.

L’Organizzazione offrirà, comunque, tutte le sere degli eventi (a partire dalle ore 19.00) la possibilità di acquistarne 100 al botteghino del Belvedere senza corrispondere alcun diritto di prevendita.

“E’ questa una manifestazione di grande qualità”, ha sottolineato il Sindaco di Caserta Pio Del Gaudio, “che si inserisce perfettamente in quella che è l’intenzione della mia amministrazione di valorizzare al meglio il Belvedere di San Leucio. E’ questa, infatti, la location ideale per i grandi eventi che devono andare oltre il territorio regionale. Ed è proprio per questo che il LEUCIANA SUMMER FESTIVAL può e deve rappresentare un ‘ponte’ tra il nulla di qualche anno fa e una prospettiva più che positiva per il futuro. Eventi di spessore ai quali, come promesso, sarà possibile accedere quasi gratuitamente con soli 2 EURO (altrove gli stessi spettacoli si “acquistano” a 30 o 40 euro!) e finalmente fruibili da tutti”.

Cosi, da domani comincia la caccia al biglietto: in vendita 1000 tagliandi per sera, mentre cresce l’attesa per gli attesissimi eventi che vedranno protagonisti alcuni tra i più popolari beniamini del pop d’autore e della musica contemporanea: GIOVANNI ALLEVI (24.07), LUCA CARBONI (25.07), ENRICO RUGGERI (26.07), NOEMI (27.07), RON (28.07), SAMUELE BERSANI (29.07), AVION TRAVEL (30.07).

Tutto pronto anche per l’esordio web del Festival, in programma per le 16.00 di SABATO 5 LUGLIO: su www.leucianasummerfestival.it sarà possibile avere tutte le informazioni necessarie sulla Rassegna, con foto e bio degli artisti, notizie sul Belvedere, sull’accoglienza e l’ospitalità, e tutte le anticipazioni sulla Manifestazione.

venerdì
lug 4,2014

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Tratterà della mitica Età dell’Oro, e del suo ritorno nei termini concreti di un nuovo Rinascimento, la quindicesima e ultima puntata di «Encyclopædia Cœlestis», il novissimo laboratorio euristico di filosofia, arti varie, gioco e umana armonia dell’Accademia Palasciania. Motivo ispiratore saranno le costellazioni della Vergine e della Bilancia, nell’insieme raffiguranti Astrea, dea della giustizia. Torneranno inoltre, stavolta tutte insieme, le nove Muse.

L’incontro, come sempre a ingresso gratis, si articolerà in una lezione-spettacolo di Marco Palasciano più una serie di giochi teatrali cui chiunque potrà partecipare.  

L’appuntamento è per le ore 18.45 di domenica 6 luglio nel Palazzo della Gran Guardia, sede dell’Associazione Pro Loco di Capua (piazza dei Giudici), con replica alla stessa ora mercoledì 9 luglio a Villa Irene (Pontelatone, strada principale, di fronte al mercato comunale). Dovendo scegliere fra le due serate, suggeriremmo quella di Pontelatone, comprensiva di festa per la chiusura dell’anno accademico (con buffet in stile «everybody brings something»: gradito un contributo a piacere in cibo o bevande).

I resoconti di tutte le puntate potranno leggersi in palasciania.blogspot.it. Per ulteriori informazioni contattare il 3479575971 o Palasciano in facebook.

 

venerdì
lug 4,2014

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Antonio Ievolella

GHIRBA

a cura di Patrizia Di Maggio

Napoli, Chiesa di Santa Maria Incoronata a Via Medina

4 luglio – 10 settembre 2014

La mostra dello scultore Antonio Ievolella si presenta nella Chiesa di Santa Maria Incoronata a via Medina, riaperta di recente dopo un parziale intervento di restauro.

L’esposizione si compone di due grandi sculture, le ghirbe da cui prende il titolo, realizzate su una struttura in acciaio cor-ten ricoperta da riquadri di lamiera trattati con differenti patinature.

Ghirba riassume l’ultima produzione del maestro, che ripropone alcuni temi fondamentali del suo percorso, come il rapporto tra sculture e contesto, il recupero della tradizione attraverso la memoria e il “sentimento”, la forma intesa come espansione dei volumi e sperimentazione di elementi contrastanti.

Numerosi i significati simbolici: la forma arrotondata degli otri richiama il ventre materno, con un diretto riferimento alla madre di Cristo, alla quale è dedicata la Chiesa dell’Incoronata; l’acqua contenuta negli otri è simbolo di purezza e di vita, di rinnovamento e di energia, ma è anche fonte di speranza e testimonianza di una storia in divenire; l’otre (la ghirba) rappresenta la vita, poiché custodiva il bene più prezioso per la sopravvivenza del pellegrino come del pastore, del contadino come del soldato, e non a caso la parola ghirba, di origine africana, durante la Grande Guerra entrò nel gergo dei militari italiani assumendo il significato metaforico di vita.

Biografia

Benevento è la città natale di Antonio Ievolella, che dopo gli studi al locale Liceo Artistico, s’iscrive all’Accademia di Belle Arti di Napoli, e nella città partenopea frequenta assiduamente la galleria di Lucio Amelio ed entra in contatto con le principali tendenze artistiche, nazionali e internazionali.

Nel 1976 insegna al Liceo Artistico di Brera, e due anni dopo stabilisce a Padova residenza e studio.

È del 1987 la prima personale, alla galleria di Verona “Studio La Città”, con cui nasce un importante e durevole sodalizio che lo porterà a esporre in importanti sedi italiane e europee.

Nel 1988, su invito di Giovanni Carandente, partecipa alla XLIII Biennale di Venezia con Trittico, scultura composta da tre poderosi elementi totemici, nella sezione Scultori ai Giardini, curata da Andrea del Guercio, il quale organizza nello stesso anno una personale alla galleria “Oddi – Baglioni” di Roma; partecipa inoltre alle mostre Undici artisti per Villa Domenica, curata da Virginia Baradel, e Materialmente: scultori degli anni Ottanta, nella Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna.

Gli anni Novanta rappresentano un periodo di intensa attività: nel 1990 la galleria “Studio La Città” organizza la mostra Viaggi – Antonio Ievolella/Hidetoshi Nagasawa; nel 1997 progetta le sculture per Il Grande Carro, che saranno disposte lungo i principali snodi della città di Padova; nello stesso anno partecipa, su invito di Edoardo Manzoni, all’esposizione sarda ‘Su Logu de s’ Iscultura, proponendo un’opera che esibisce l’innata vocazione a creare morfologie intimamente legate ai grandi spazi aperti.

Questo orientamento trova la naturale prosecuzione nella mostra Itinerari, realizzata nel 2005 nel parco di Monza, in partnership con la Fondazione Pietro Rossini.

Nel 2004 s’inaugura il suggestivo complesso scultoreo I Guardiani della Dormiente, da un’idea nata alla metà degli anni Novanta e cresciuta nel proficuo dialogo instaurato con l’architetto Franco Biscossa durante i lavori di ampliamento e ristrutturazione del cimitero di Rio di Ponte San Nicolò.

È del 2006 la personale promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli e curata da Tommaso Ferrillo, Materia Forma Luogo, allestita a Castel dell’Ovo, straordinario sito affacciato sul golfo partenopeo, che diventa la naturale scenografia per le sculture di Ievolella.

Nel 2008 e 2009 prendono vita le grandi fontane per una villa privata di Battaglia Terme (PD) e per la piazza antistante alla Chiesa di Voltabarozzo nei pressi di Padova.

Le sculture di Antonio Ievolella figurano in importanti collezioni pubbliche e private.

Info:

Napoli, Chiesa di Santa Maria Incoronata a via Medina

inaugurazione venerdì 4 luglio ore 12,00

orari di apertura: dal lunedì al sabato ore 9,00 – 14,30; domenica chiusa

Catalogo : Grafiche Turato Padova

Contatti:

Soprintendenza BAPSAE per Napoli e Provincia, Ufficio Comunicazione e Stampa: tf. 081. 5808.328

Comune di Napoli, Servizio Patrimonio Artistico e Beni Culturali: tf. 081.7957707/ 08

 

 

 

venerdì
lug 4,2014

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ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE REGINA ELENA ONLUS

Ieri a Napoli il comitato partenopeo dell’Associazione Internazionale Regina Elena Onlus ha organizzato una conferenza sul tema: “Gli Armeni in Italia nel XIII secolo. L’influenza italiana sui manoscritti religiosi Cilici e sulla pittura in miniatura”, con relatrice (in inglese) la studentessa armena Emma Chookaszian, specialista in studi medioevali, ricercatrice all’ Università di Montpellier ed all’Università di Erevan in Armenia. L’Uff. Rodolfo Armenio ha letto la traduzione in italiano. All’inizio dell’incontro ha portato il saluto il coordinatore della Filcams-Cgil di Napoli, Giovanni Nughes. Sono stati letti il messaggio delCardianle di Napoli Crescezio Sepe e del Capo di Casa Savoia Vittorio Emanuele.

I collegamenti storici armeno-italiani sono di gran lunga più antichi e più  importanti di quelli sviluppatisi tra l’Armenia e qualsiasi altra popolazione europea. Risalgono all’epoca dei possedimenti romani in Asia e successivamente furono consolidati grazie all’opera di cristianizzazione dell’Armenia ed alla conseguente attrazione di Roma, raggiungendo l’apice in età medioevale, quando furono istituiti intensi rapporti commerciali con le città mercantili italiane. Il XIII secolo testimonia la nascita e la prosperità di molte colonie armene sulla costa italiana, come Ancona, Venezia, Rimini, Salerno, Pisa, ma anche nell’entroterra: Pontecurone, Siena, Orvieto e soprattutto Perugia. In tali insediamenti vi era di solito una Domus Arminorum (Casa degli Armeni), che aveva diversi utilizzi, inclusi quelli di ostello e luogo di raduno.… La dinastia armena di Hethoumids Il fondatore e primo Re di questa dinastia fu Hethoum I, che regnò in Cilica(1226-70). Era il figlio di Costantino, Signore di Baberon e della Principessa Alix Pahlavouni di Lampron. Re Hethoum I era in buoni rapporti con il Papa e il regno armeno era ancora sotto la protezione di Roma. Questa simpatia può essere facilmente spiegata dal fatto che il Sovrano era un grande latinofilo. Hethoum I abdicò nel 1270 in favore del figlio Levon ed entrò nell’ordine francescano, dove visse il resto della sua vita in un monastero, come semplice monaco. Nel 1485 Carlotta di Lusignano cedette i titoli regi di Gerusalemme, di Cipro e di Cilicia al suo nipote Carlo I, quinto Duca di Savoia. Da quella data i Duchi di Savoia, poi i Re di Sardegna ed i Re d’Italia, hanno sempre portato il titolo di Re di Gerusalemme, di Cipro e d’Armenia. La conferenza ha ricevuto il patrocinio dell’Ambasciata d’Armenia in Italia,  dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofico, della Cgil e del Circolo “Beata Maria Cristina” di Tricolore.

venerdì
lug 4,2014

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Per il quinto anno consecutivo il Gruppo Editoriale Cinquemarzo organizza il Festival “Viareggio la Città del Cuore di Shelley” , dedicato al poeta inglese che perse la vita in un naufragio sulle nostre spiagge il giorno 8 Luglio 1822.
E proprio l’8 luglio 2014 prenderà il via questa quinta edizione, con l’inaugurazione di tutti gli eventi che, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Viareggio, vedrà una nutrita rosa di eventi culturali.

La S.V. è dunque invitata martedì 8 luglio alle ore 21 presso Villa Paolina, via Machiavelli 2 per l’inaugurazione del festival e della mostra collettiva “Battito Creativo” che rimarrà allestita fino al 20 luglio.

Si allega il programma della manifestazione.

Viareggio la città del cuore di Shelley ha ricevuto per il secondo anno consecutivo la Medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica

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venerdì
lug 4,2014

 Pasqualino Emerito: “Sul territorio dove ha competenza la nostra polizia municipale c’era”

Il sindaco: “Oltre i confini comunali non spetta a noi svolgere il controllo stradale”

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 Nella foto Emerito, il municipio e Tessitore

CANCELLO ED ARNONE – Il percorso dei “battenti” che, nel giorno della Madonna delle Grazie, da Cancello ed Arnone, alle 5 del mattino, si dirigono fino alla chiesa di S.Andrea del Pizzone, ormai rappresenta un’usanza consolidata.  Dopo la vicenda tirocinio anche questa tradizione ha offerto, in paese, spunto per intavolare e mostrare disappunti. Stavolta a lamentarsi alcuni genitori dei bimbi “battenti” che hanno sfilato, di mattina presto, per arrivare nella frazione di Francolise, nelle zone periferiche, trafficate da mezzi agricoli, che congiungono i due comuni, senza controllo di vigili.

Preso atto del disappunto lo abbiamo rigirato al primo cittadino, anche perché scriverne e basta, senza cercare di capire, senza confrontare le tesi è del tutto infecondo.

“La polizia municipale, – ha spiegato il sindaco,- ha iniziato a lavorare di mattina presto proprio in occasione dell’evento. Logicamente i vigili urbani hanno controllato il percorso dei battenti all’interno del territorio di Cancello ed Arnone, dove hanno competenza. Oltre i confini comunali, – ha concluso Emerito, – non spetta a noi svolgere questa funzione”.

Il problema, a nostro avviso, si sarebbe potuto evitare con un contatto preventivo  tra i comandi di Francolise e quello del comune amministrato da Pasqualino Emerito per organizzare una staffetta di supervisione dei tratti stradali interessati.

Giuseppe Tallino (Caserta CE)

 

venerdì
lug 4,2014

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Vespaio di polemiche. Il sindaco: “Il bando è aperto. Nessuna preclusione”. I selezionati svolgeranno lo stage in comune a titolo gratuito. Le domande giunte al protocollo, però, sono state solamente 5. Forse con qualche manifesto il numero dei partecipanti sarebbe aumentato

 

CANCELLO ED ARNONE –  Il progetto formativo “Risanamento finanziario e spending review” (CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO) ha creato, in paese, diverse polemiche, varie reazioni che, inevitabilmente, hanno raggiunto anche la nostra attenzione.  Al centro di tale disappunto  la poca pubblicità, che avrebbe caratterizzato l’avviso per la presentazione delle domande dei tirocini da svolgere in municipio, e le parentele tra i giovani scelti ed amministratori e impiegati comunali. Per quanto riguarda la propaganda del bando il primo cittadino ha detto di aver divulgato, come è scritto  anche sulla determina n°37 , il progetto sull’albo pretorio online. A nostro avviso, però, estenderne la visibilità con manifesti avrebbe garantito una partecipazione più ampia, più eterogenea: infatti le domande pervenute sono state solamente 5. Riguardo le parentele notiamo che tra i primi tre scelti per lo stage compaiono il figlio del cugino di Pasqualino Emerito e la figlia di un’impiegata comunale. Tra i due in attesa di partecipare al progetto, invece, c’è un figlio di un altro dirigente comunale. Il sindaco ha affrontato la “questione congiunti” spiegando che il bando, in realtà, è aperto: “Già da oggi, - ha dichiarato Emerito, - è possibile presentare altre domande. Quindi non c’è nessuna volontà di creare preclusione. Per la selezione si rispetta l’ordine anagrafico e quello di protocollo. Il progetto era stato pubblicato sul sito del comune nella sezione ‘avvisi e bandi’. Chi controlla il portale sicuramente lo ha visto”. Emerito, poi, ha precisato pure che il corso non ha comportato gravi costi per le casse pubbliche: “C’è stato solo un impegno di spesa di circa 500 euro per assicurazione Inali, ma si tratta di una cifra omnicomprensiva per tutto lo stage. I ragazzi, – ha concluso il sindaco, – svolgono il tirocinio in forma gratuita: il corso avrà solo un valore per fini curriculari.” Il clima politico a Cancello ed Arnone non è sereno. Di certo non è acceso come lo è stato durante il periodo elettorale, ma gli strascichi di quella competizione si notano ancora, sono abbondantemente palpabili. Magari con maggiore attenzione, con qualche manifesto affisso sulle tabelle, questa volta la maggioranza avrebbe potuto evitare le polemiche garantendo, magari, anche l’arrivo di un quantitativo di domande di partecipazione più consistente e, come abbiamo detto prima, più variegato. E’ vero che internet ormai è diffuso. E’ vero che il web è frequentato da quasi tutte le fasce d’età. E’ anche vero che il tirocinio è gratuito per l’amministrazione (lo dice il regolamento comunale approvato con delibera n°9 del 22 maggio 2014), ma garantisce  pur sempre titoli validi per ispessire i curricula dei giovani in cerca di lavoro. La vicenda ruota intorno a quest’interrogativo. Quanti sono i giovani che visitano il sito comunale? Purtroppo non tanti. Dunque, a nostro avviso, per ora, pubblicare il bando solo sul portale on line non basta. Basterà fra un decennio, forse fra un ventennio,  quando la rete sarà elemento imprescindibile anche per la società  del Basso Volturno. Ripetiamo ancora una volta: si sarebbe dovuto fare di più per offrire l’opportunità del tirocinio a tutti. Come? Semplicisimo, e siam costretti nuovamente a ripeterci:  occorreva qualche manifesto. Ma, sia chiaro, sono solo nostre semplice considerazioni.

Giuseppe Tallino  (Caserta CE)

 

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