La sesta giornata di serie A è stato un weekend particolare.

C’è già la prima capolista solitaria - INTER - che a dispetto di quanto è stato detto da molti allenatori è riuscita a passare all’olimpico contro la Roma; e ci è riuscita con un risultato roboante, un 1-4 che non ammette repliche, una prova da grande squadra che la colloca di diritto come favorita per la vittoria finale. Gara nella quale alla mezz’ora del primo tempo c’è stata la svolta della partita: su un calcio d’angolo in favore della Roma, TOTTI, il capitano, batte malamente e serve involontarimente Maxwell ch si invola verso la porta dei giallorossi, palla per Cesar che si presenta davanti a Doni, respinta ma sul pallone si avventa Ibraimovich che di testa cerca la porta, sulla traiettoria si trova Gily, il più basso dei suoi, che non arrivando di testa “para”, espulsione e rigore che Ibra trasforma. La Roma in dieci e sotto di un goal, tenta una reazione e riesce ad agguantare di nuovo il pareggio, ma poco dopo i nerazzurri mettono a segno un tremendo uno-due, vanno in goal prima con Crespo e poi con Cruz e la Roma è in ginocchio. Più tardi arriverà il 4-1 definitivo firmato da Cordone di testa su assist di un sempre grandissimo Figo. E’ un segnale chiaro a tutte le insequitrici: quest’anno, secondo me, più dello scorso anno, sono loro la squadra da battere.

Segue a ruota la Juventus, che nel posticipo vince il derby col Torino al 93° grazie a un goal, regolarissimo, del suo cannoniere principe, Trezeguet. Oramai sono più di 100 i suoi goal segnati in maglia bianconera, miglior marcatore straniero della storia della “Vecchia Signora”. Un marcatore straordinario, rapace dell’area di rigore, cecchino infallibile, forse uno dei pochi marcatori veramente costanti del panorama calcistico mondiale. Ogni volta che lo vedo giocare, ma soprattutto vedo chi gli toglie il posto in nazionale, mi chiedo come abbia fatto Domenech a regalargli solo uno sprazzo di partita nella finale mondiale di Berlino. Comunque buon per noi. Sembra essere nel suo habitat naturale in campo, pochi fronzoli, pochi dribbling, massima concretezza. Spietato. Il derby della “Mole” è stato come tutti i derby di Torino molto fisico e duro. L’ha spuntata la Juve qundo ormai il Toro pensava di aver portato a casa il pareggio. Nei granata buona la prova di Recoba che ha creato costanti pericoli alla porta di Buffon, presto papà!

La grande malata di questo inizio di campionato è il Milan che non riesce più a vincere, squadre sulla carta non ai livelli tecnici dei rossoneri, ormai, le impongono il pareggio, proprio come il Catania, ieri capace di andare in vantaggio nel primo tempo con Martinez e riacciuffata in avvio di ripresa solo grazie a un rigore molto dubbio, trasformato poi da Kaka. Prova altalenante quella del fuoriclasse brasiliano del Milan, capace di sprazzi di classe cristallina, ma anche imprecisioni, errori che da lui non ti aspetti!

La squadra che, invece, continua a vincere giocando un bel calcio, nonostante l’assenza di Adrian Mutu è la Fiorentina di Prandelli e Osvaldo, il giovane attaccante argentino proveniente dalla seri B, per la precisione dal Lecce, nel quale ha realizzato 8 goal in 31 presenze nello scorso campionato. Doppietta per lui nel derby toscano con il Livorno all’Armano Picchi, con due assist di Santana che alla fine realizza il terzo goal dei viola. Negli amaranto espulsi l’allenatore Orsi e Loviso nella ripresa.

Cadono anche Napoli e Palermo, i primi in casa in uno stadio deserto per via della decisione del giudice sportivo riguardante i fatti di mercoledì col Livorno di far giocare la partita a porte chiuse contro il Genoa, e i secondi a Empoli contro i ragazzi di Cagni.

Per Lavezzi e Co. è stata più questione di sfortuna, iniziata con l’autorete di uno dei simboli di questo Napoli, Paolo Cannavaro. Gli azzurri erano arrivati al pareggio grazie a Domizzi e avevano meritato anche qualcosina in più, ma nell’ultima parte della gara è arrivato il goal di Sculli a dare la vittoria a un Genoa che è alla sua seconda vittoria di fila in campionato e al quinto risultato utile consecutivo, pensando che, tra l’altro, è una neopromossa. Grifoni che hano nell’attaccante ex Milan, Marco Borriello, il loro terminale offensivo di maggior rilievo tecnico.

L’altra grande del sud, il Palermo, si è fermata bruscamente a Empoli, giocando male pur essendo passati in vantaggio con Cavani. Poi c’è stata l’espulsione di Caserta che ha complicato ulteriormente le cose, l’Empoli ha iniziato a girare ed è andato tre volte a segno con Pozzi, Giovinco e Vanucchi, arrivando poi alla vittoria finale. Grande prova dello Juventino Giovinco, capace di dare fluidità, velocità e brillantezza all’intera squadra, entrato lui è cambiata la partita.

A pari merito con Napoli e Palermo, a dieci punti, troviamo l’Udinese capace di rimontare in casa dallo svantaggio contro il Parma. I goal tutti nella ripresa sono di Corradi al 74′ di Quagliarella, finalmente in goal in campionato con la nuova maglia all’84′ e all’ultimo minuto disponibile, al 95′, del difensore Zapata, che interessa fortemente al Milan.

Subito sotto c’è la Sampdoria di Novellino, travolgente conto l’Atalanta che pur non meritava un passivo così pesante. Bella prova dei blucerchiati che finalmente vincono al Luigi Ferraris con la ciliegina sulla torta: il goal tanto atteso e tanto sognato di Antonio Cassano. I primi due goal sono stati di Bellocci, ma gran parte del merito va a Vincenzino “aereoplanino” Montella (uomo del sud vero) e di Sammarco. L’Atalanta dopo il pareggio con la Fiorentina, la vittoria con la Lazio e un altro pareggio contro il Siena, non meritava di perdere così duramente, aveva colpito anche due legni, ma a volte la Dea del calcio è spietata.

La Lazio, invece, arranca ancora, un altro pareggio e con un grandissimo goal da almeno trenta metri di Kolarov, che ha risposto al goal iniziale di Cozza. La reggina meritava sicuramente la vittoria, ma sotto porta i calabresi hanno sbagliato molto e non hanno chiuso il match, facendosi poi riagguantare nell’ultima parte di gara. E’ una situazione di classifica molto brutta per la squadra di Reggio Calabria, penultimi, un solo punto sopra il Livorno, situazione che in pochi si aspettavano visto il grandissimo campionato che avevano disputato l’anno scorso. Ma il campionato è ancora lungo e tutto è ancora da vedere.

IL Cagliari, in una giornata con poca gente allo stadio, sole e temperature alte, la gente ha preferito andare al mare, riesce a vincere contro un diretta avversaria per la salvezza grazie al 4° gol di Pasquale Foggia, tutti su rigore. Sardi che si sono presentati al cospetto del Siena con la coppia d’attacco composta da due giovani di belle speranze: Acquafresca e Matri, ma entrambi devono crescere ancora e imparare soprattutto in furbizia. Alla fine della partita l’allenatore del Siena Mandolini, che insegue ancora la prima vittoria in A, non si è presentato in sala stampa e la squadra ha scelto di restare in silenzio, ufficialmente per fare satre tranquilla la squadra, ma pare che ai toscani non sia proprio andata giù la concessione del calcio di rigore.

In definitiva, il punteggio del campionato, alla sesta giornata, si presenta come segue: Inter 14 - Juventus 13 - Fiorentina 12 - Roma 11 - Napoli, Palermo e Udinese 10 - Atalanta e Genoa 9 - Sampdoria 8 - Milan, Lazio e Cagliari 7 - Parma e Catania 6 - Empoli 5 - Torino 4 - Siena e Reggina 3 - Livorno 2.

I capocannonieri sono Ibrahimovich (Inter) e Trezeguet (Juventus) con 7 centri ciascuno.

Il miglior attacco è quello della Juventus con 15 reti e le miglior difese sono quelle di Inter e Napoli che hanno subito solo 4 goal.

Buon campionato a tutti!!!

Luca Cacciapuoti

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