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Desidero raccontare la storia di una “Mamma Chioccia” perchè, oltre ad essere abbastanza divertente, immagino che possa interessare altre milioni di “Mamme Chiocce”.

“Sono dinanzi al mio amico computer e sto cercando la parola <<pollachiura>>, mi sto chiedendo: ma si può sapere che cos’è questa <<pollachiura>>? Ed ecco ci sono: è un fastidioso fenomeno infiammatorio delle vie urinarie. Il medico che mi ha visitata diagnosticandomi questo fastidioso malessere, mi ha rassicurata, credo, infatti, che con qualche accurato accorgimento riuscirò a risolvere questo mio problema, che molto spesso mi imbarazza, mi mette a disagio e non mi fa sentire bene con me stessa.

Già sembra esagerato, ma è proprio così, sono stanca di sentirmi dire da mio marito o dai miei figli: “mamma, devi ancora andare in bagno?” Mi vergogno di entrare in un bar, e prima ancora di chiedere un caffè, domandare dove posso trovare la toilette, non voglio più avere la sensazione che tutti mi guardino perchè ho scritto in fronte “Mi scappa la pipì”! Ora seguirò attentamente la terapia consigliatami e sicuramente guarirò!

Intanto, mentre torno a casa con Luca, mio figlio, che mi ha gentilmente accompagnata dal medico, chiacchieriamo del più e del meno, riflettendo insieme a lui sulle cose da me realizzate nel corso della mia vita. Era un colloquio sobrio, schietto, semplice, ma all’improvviso Luca mi ha detto: - mamma tu sei la persona che io adoro di più in tutto il mondo (ma, giustamente, io dico…dopo la sua ragazza!), sei capace di fare tante cose, quando vuoi prendi iniziative di ogni genere, sei veramente un’ottima madre, io ti voglio tutto il bene del mondo, ma lasciati dire, però, che a volte sei capace di annegare in un bicchier d’acqua…Ma, mi puoi spiegare perchè hai paura di tutto? Hai paura di guidare fuori dal tuo solito giro in paese, hai paura di stare da sola in casa, hai paura quando io sono fuori di sera, hai paura anche quando Elisa esce al mattino per andare a scuola, figuriamoci se dovesse uscire di sera! Mamma cerca di comprendere che questo tuo atteggiamento è sbagliato perchè così facendo ci fai vivere male e ci trasmetti, incosapevolmente, tutte le tue paure. Mentre Luca parlava, io ascoltavo in silenzio e mia figlia Elisa incalzava facendogli da eco, insieme sembravano un concerto d’archi in perfetta armonia.

Ebbene ora sono qui, da sola, anzi con il mio computer, penso e ripenso a Luca e ad Elisa e riconosco la verità delle loro parole, comprendo che il mio amore è eccessivo, forse tutte le mamme amano i propri figli in modo eccessivo, prababilmente è necessario amare di meno perchè è solo amandoli meno che si riesce a lasciarli liberi, si riesce a farli volare con le ali spiegate verso il loro futuro e, non importa, se cadranno e se cadendo si faranno del male, perchè devono trovare in loro stessi la forza di rialzarsi, asciugarsi le lacrime e medicarsi le ferite.

Mentre faccio e scrivo questa constatazione, ho la consapevolezza che essa è solo una pura retorica, ma come posso non medicare le ferite di Luca o quelle di Elisa se quando accade loro qualche cosa, qualsiasi cosa, sento le loro stesse emozioni? Provo gioia, se loro provano gioia, dolore se provano dolore, amo le persone che loro amano, adoro fare le cose che loro adorano fare. Adesso amo anche “Birillo” il cagnolino che Luca ha voluto a tutti i costi e che ha, ormai, conquistato ogni componente della nostra famiglia.

Per essere meglio compresa, vorrei, comunque, precisare che Luca è nato dopo otto anni di matrimonio, pare che prima non ne volesse sapere di venire al mondo (a quanto pare ha fatto sempre quello che ha voluto!), ma poi si è imposto nelle nostre esistenze con tutta la prepotenza del suo pianto di bambino sano e pieno di vita. Per circa sei anni è stato figlio unico, per di più a lungo agognato e desiderato. Ci ha travolti come un terremoto, un maremoto, un fulmine a ciel sereno, sia mio marito che io lo abbiamo riempito di coccole e di tenerezza. Sin dal primo istante che mi è stato messo tra le braccia, ho sentito un tremolio nel cuore, un amore infinito che, senza dubbio, mi accompagnerà per tutta la vita.

Poi, dopo sei anni, sempre quando meno me lo aspettavo, è arrivata la mia dolcissima bambina Elisa, un angioletto biondo e ricciolino che ha completata la mia esistenza e la mia felicità. Lei quest’anno compie diciotto anni, è una signorinella molto intelligente e studiosa, un pò ribelle, ma buona, dolce affettuosa, la mia AMICA-NEMICA. E’ capace di consigliarmi ed anche di giudicarmi con occhio critico, ma io adoro ogni ricciolo dei suoi capelli, e vi assicuro che ha una valanga di riccioli!

Ho voluto raccontare questa storia perchè sono certissima che al mondo esistono tantissime “Mamme chiocce” e mi farebbe piacere creare con loro un confronto ed un dialogo.

Vi aspetto, Ciao Tilde. Scrivetemi a redazione@cancelloedarnonenews.com


 

 

 

 

 

 

 

 

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