L’hockey su ghiaccio è il gioco di squadra più duro, e forse anche il più veloce. Ma chi ci gioca lo ama per tutta la vita. E chi lo guarda pure.

Tre tempi di venti minuti effettivi, 20 giocatori per squadra, un portiere e cinque uomini di movimento, per parte, dieci giocatori in tutto che si muovono a grande velocità contendendosi con una stecca in mano un disco di gomma di 7,5 cm di diametro per un peso di 150 grammi. Colore, velocità, forza, movimento; azioni e schemi mutevoli, studiati in ore e ore di allenamenti, ma sempre interpretati a seconda della situazione; contatto fisico, scontri e cariche consentite, secondo criteri ben definiti, e poi ogni 40-50 secondi effettivi, tutti fuori, entrano, anche a volo, altri cinque giocatori per parte, freschi di energie fisiche e di pensieri, in un turn over che non permette al gioco di fermarsi un attimo.

Senza dubbio l’uomo più importante è il portiere, il più determinante, quasi il 60% del valore complessivo, in termini di responsabilità e risultati. Presenza costante tutta la partita, protetti e rispettati dai suoi compagni, sono motori di fiducia nel gruppo.  Grandi squadre hanno vinto sempre con grandi portieri. In questa disciplina il valore dei singoli e il valore complessivo della squadra.

Uno sport di contrasti, dove la tecnica e la perfezione di attimi e di movimenti si contrappongono alla vera durezza e fisicità degli scontri. Contatti fisici previsti che ad un occhio inesperto possono sembrare eccessivi ma che in realtà sottostanno ad un’etica di fondo, a un codice non scritto ma da tutti condiviso. Imbottiti e protetti comunque, anche gli scontri, per quanto spettacolari, risentono della fluidità del gioco, la reazione va comunque sempre controllata o si incorre in due minuti di penalità o addirittura in una penalità partita, che possono costare molto alla tua squadra.

Il tempo nell’hockey ha un valore altissimo, si gioca a tempo effettivo, ogni secondo è prezioso e molti finali vedono cambiare il risultato negli attimi finali del match. Succedono tante cose in una partita di hockey. E la fortuna se arriva è sempre l’incontro della qualità e della preparazione con le opportunità.

Nell’hockey si dice: “You uare just as good as your last shift” ossia “Tu vali oggi quanto il tuo ultimo cambio, la tua ultima azione”.

L’hockey è fatto di attimi, veloci e sfuggenti, così anche da spettatore non puoi distrarti un attimo, perché succedono troppe cose.

Per cui se non siete completamente sicuri di voler iniziare a giocare a hockey, vi consiglio di non provarci, perché una volta presa la stecca e messi i pattini, non vorrete più smettere.

Luca Cacciapuoti

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