Il martedì e il mercoledì di coppa che ha visto impegnate le nostre squadre in campo è stato molto positivo. Su quattro squadre tre hanno vinto: Inter, Roma e Milan e soltanto la Lazio ha dovuto cedere il passo.

L’Inter va a vincere a Mosca contro il CSKA e trova la vetta della classifica. E pensare che la partita non si era messa affatto bene con l’infortunio di Vieira (sospetto stiramento al gemello mediale), e sotto di un goal frutto dell’ottima prima parte di gara da parte dei russi, che hanno tenuto il ritmo elevato da subito e che con Krasic a destra ha creato non pochi grattacapi all’Inter. E’ da lui infatti che parte l’azione del vantaggio del CSKA con il brasiliano Jo che trova l’angolo lontano con un destro morbido in girata. La svolta si ha nel secondo tempo con Crespo che trova il goal su un’ingenuità della difesa che sale male e lascia l’argentino libero di poter tirare a rete e segnare. Il secondo goal è siglato da Samuel, ma io lo assegnerei più al portiere Mandrykin che con una papera clamorosa degna di “Mai dire goal” si lascia sfuggire il pallone dalle mani come se fosse coperto di burro e regala la vittoria alla squadra di Mancini. Se l’Inter riesce a trovare lo stesso passo che ha già trovato in campionato saranno dolori per le altre squadre.

La Roma all’Olimpico vince 2-1 soffrendo non poco contro i portoghesi dello Sporting Lisbona. Vince e si porta seconda a sei punti, tre in meno del Manchester United padrona del girone. Una Roma che però mette in mostra i soliti difetti, troppe occasioni sprecate e una disattenzione difensiva pagata a caro prezzo. Roma che anche senza Perrotta fuori per infortunio, parte subito fortissima e va vicina al goal due volte con Mexes, una sfiorando di testa da buona posizione e un’altra col destro che impatta sulla traversa. Ma il goal è vicino e ha segnarlo è il difensora centrale brasiliano Juan che si dimostra ancora una volta indispensabile per questa squadra.

Il pareggio però è immediato, con l’unico tiro in porta fino ad allora dello Sporting, siglato da Liedson di testa. Al 35’ del primo tempo Totti è costretto ad uscire per infortunio. La ripresa parte subito con un calcio di rigore per la Roma per fallo su Vucinic; sul dischetto si presenta Mancini che tira angolato ma debolmente, tanto che il portiere riesce a parare con l’aiuto del palo. La Roma accusa in contraccolpo psicologico e lo Sporting, a cui il pareggio andava benissimo, tiene il ritmo basso. Quando la partita sembrava avviata per il pari Vucinic si inventa un numero d’alta scuola, se ne va sulla sinistra, supera due avversari in dribbling e col destro batte il portiere sul palo lontano. La Roma vince meritatamente.

Il Milan dopo i dispiaceri del campionato torna a vincere in Europa grazie alla ritrovata vena realizzativa di Gilardino che spiana la strada alla vittoria contro lo Shakhtar Donetsk con una doppietta. Partita molto spettacolare con una grande prova di tranquillità e brillantezza dei campioni d’Europa in carica. Dopo sei minuti è già goal con il colpo di testa ravvicinato di Gilardino su assist di Pirlo da corner. Lo Shakhtar va subito vicino al pareggio con Lucarelli, ma Kalac è bravo sul suo colpo di testa. Al 10’ Kaka ruba palla al portiere sull’uscita e calcia a rete da posizione molto angolata che non trova la porta. AL 14’ ancora Gilardino punisce gli ucraini con un colpo si testa forte e preciso che sembra spianare la strada al Milan. Ma lo Shakhtar non è squadra che si arrende facilmente, e comincia ad attaccare a testa bassa, accorciando le distanze con Lucarelli. Lo Shakthar insiste e Kalac deve compiere due interventi prodigiosi, ma si espone al contropiede e alle galoppate di Kaka che sfiora più volte il goal. Ci pensa Seedorf però a chiudere la partita con un colpo da bigliardo, prima, per il 3-1, e con un tiro al volo da fuori area a scavalcare l’intera difesa per il 4-1 finale.

Non oso immaginare se questo Milan si facesse rivedere anche in campionato cosa potrebbe succedere!!!

L’unica italiana a perdere è la Lazio che era ospite a Brema dei verdi del Werder. Nulla è però è andato perduto, sarà decisiva la partita di ritorno a Roma. I primi venti, venticinque minuti sono stati più di studio da parte delle due squadre, mai veramente pericolose, ma passato quell’arco di tempo il Werder Brema ha preso in mano il pallino del gioco, sfiorando il vantaggio in due occasioni con Diego. Ma il vantaggio arriva poco dopo con Sanogo che brucia Zauri e col sinistro batte a rete. Il primo tempo si conclude sul 1-0 per i verdi. La Lazio ricomincia la ripresa più in palla e con più grinta, ma comunque non riesce mai ad essere pericolosa. A trovare il goal è invece il Werder con Almeida che con un sinistro potente batte ancora Ballotta. La Lazio prova a reagire, Pandev avrebbe una buona occasione ma si fa fermare dal portiere Weise in uscita. Manfredini accorcia le distanze al 36’ ribadendo in rete di testa una punizione di Kolarov. La Lazio nel finale prova il colpaccio ma qualche dubbio fuorigioco ne frena le speranze. Finisce 2-1 per i tedeschi, con la qualificazione ancora in bilico che si deciderà probabilmente nella rivincita dell’Olimpico.

Luca Cacciapuoti

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