Come sapete Amici, mi occupo di immagine non solo di quella Grafica o Pubblicitaria, ma anche di quella Professionale.

Ovvero come presentarsi, che so, a un colloquio, o a ignoti colleghi di un nuovo lavoro. Si sa: “la prima impressione è quella che conta”. E dunque: come vestirsi? E’ un bel problema. Di seguito, alcune possibili soluzioni al dilemma:

- Impeccabile -
Giacca pantalone grigio su camicina azzurrina con bottoni al colletto, cravatta regimentale imprestata dal babbo con disegni di simboli economici (€, $, %, ecc.). Scarpe nere lucidate in tinta con la cintura (tutto di proprietà paterna). Pedalini scuri di seta (li vendono anche all’oviesse) mi raccomando sopra il polpaccio . Occhiali da vista ma soltanto per darsi un tono, le lenti sono finte. Il dettaglio: su un lembo della giacca, pinzatura del cartellino della tintoria - al contrario di quanto si pensi, in questo caso il cartellino andrà ostentato: sarà quello della tintoria più alla moda in città.
Valigetta: prestata dal babbo, con all’interno un palmare, un portatile apple ultimo modello (tutto in prestito da amici ricchi), mazzetta con sei quotidiani internazionali, kit di cartoleria varia pronta all’occorrenza (non si sa mai, magari la perquisiscono).
Pregi: Pari uno che va a sposarsi, ma sei innappuntabile.
Difetti: un po’ troppo innappuntabile, a dire il vero: i nuovi colleghi ti prenderanno subito in odio e tra loro ti chiameranno “quello nuovo”, “coso”, “il pinguino”.

- Creativo sin dall’abbigliamento -
Il primo giorno, vestito di tutto punto da torero spagnolo, entrare sventolando un mantello rosso e urlando olè a tutti quelli che ti incontrano. Il secondo, da guerriero medievale (con armatura vera, gonfalone e spada). Il terzo in divisa da boxeur, a torso nudo. E così via.
Valigetta: nessuna, non sai come tenerla in mano.
Pregi: penseranno che sei un tipo davvero originale e fantasioso.
Difetti: difficile inventarsi ogni giorno qualcosa di diverso.

- Un filino informale (ma giusto un filo, eh) -
Occhialoni da sole, tripla fila di orecchini ad anello, braccialetti indiani d’argento. Tatuaggi sparsi, fondamentale quello sull’avambraccio, molto vistoso. Felpa da ginnastica su maglietta viola con logo di gruppo punk giapponese inesistente. Jeans completamente stracciati anzi a brandelli che lasciano scoperte entrambe le ginocchia e parte di una chiappa. Il dettaglio: abbronzatura integrale. E ai piedi - c’è bisogno di dirlo? - infradito da piscina.
Valigetta anzi zaino con all’interno moleskine autografata da Chatwin in persona e un cellulare acceso (verrà spento durante il colloquio con aria di disgusto al primo trillo, senza nemmeno guardare chi fosse). Ipod con l’intera discografia mondiale dal 1890 a ieri sera.
Pregi: verrai licenziato subito ma avrai un sacco di musica da ascoltare.
Difetti: sembri un deficiente.

- Il giusto mix -
Conformista ma senza esagerare: una via di mezzo, ecco. Giacca ma con sotto solo la canottiera. Pantaloni di pitone rosso ma su scarpa inglese. Cravatta, sì, ma annodata in testa.
Valigetta: sacco di plastica del supermarket, ma griffato, che contiene penne stilografiche però scariche, un’agenda ma dell’anno scorso, un bel telefonino ma senza le pile.
Pregi: in questo modo non apparirai né sciatto né troppo elegante, e alla fine ispirerai simpatia, o almeno pietà.
Difetti: tua madre in lacrime ti impedirà di uscire di casa.

Domanda: Qual è l’immagine che più vi assomiglia?

Arkin ( è il mio nome, non è un nik )

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