In un tragico momento in cui il settore zootecnico della zona dei “Mazzoni” sta vivendo una situazione di estrema emergenza, desideriamo sensibilizzare l’opinione pubblica, ricordando a tutti la vera storia del nostro territorio, in modo che si possa comprendere meglio che cosa esso rappresenti per la nostra gente.

Ebbene, iniziamo col precisare che nella pianura casertana, a poca distanza dal litorale del mar Tirreno e più precisamente nel territorio della piana del fiume Volturno, sorge il Comune di Cancello ed Arnone. Esso, come è noto, per la posizione geografica, oltre che per la specifica e qualificata vocazione zootecnica, costituisce un polo di attrazione per un comparto di notevole importanza, sia sociale che economica, per l’intera provincia casertana.

E’ qui, che da sempre viene prodotta la squisita mozzarella di bufala. E, a proposito della mozzarella di bufala, se ne parla sempre più frequentemente. Essa è un prodotto che, sempre più spesso, diventa oggetto di conversazione e di studio, non solo sui tavoli della concertazione e/o competenti sedi del settore agroalimentare, ma costituisce, ormai, un momento aggregante anche nei salotti bene delle maggiori città italiane, travalicando i confini di territorio nazionale, per essere oggetto di massima attenzione in molti ristoranti all’estero.

Sino ad ora i prodotti bufalini hanno rappresentato un settore dell’alimentazione in forte espansione e ad alto valore aggiunto economico, con conseguenti positivi risultati sul versante dell’occupazione. Il settore, caratterizzato prevalentemente da imprese a conduzione familiare, rappresenta per la Regione Campania, un comparto di notevole rilevanza sociale ed economica per la presenza di centinaia di aziende di allevamento e di trasformazione e quindi di lavoro per migliaia di persone.

La tradizione lattiero-casearia italiana è ben nota. Il formaggio costituisce una delle risorse nazionali ed i latticini sono una tradizione presente un pò ovunque nel Mezzogiorno. Tuttavia, la mozzarella, quella vera, cioè quella prodotta con il latte di bufala, è una prerogativa solo della Campania ove da secoli, si tramanda di famiglia in famiglia l’arte della trasformazione del latte bufalino.

Tale prodotto, che secondo alcuni, ha avuto origine sin dal XVI secolo, trova in Campania la sua migliore affermazione grazie alle fertili terre (la “Campania Felix” dei romani) ed al suo clima mite, habitat naturale per il pascolo della bufala. Attualmente in Campania vi è circa il 90% del patrimonio bufalino nazionale e di esso circa l’80% è collocato nella provincia di Caserta e, soprattutto, nel territorio di Cancello ed Arnone.

Quindi, nella nostra zona si è prodotta la mozzarella sin dal 500 circa, è stata lavorata dai nostri nonni, dai nostri bisnonni ed altri e altri ancora, con metodi, certamente meno efficienti di quelli attuali, eppure, le persone non hanno mai risentito di alcunchè, la mozzarella di bufala, con le sue insuperabili qualità organolettiche, è stata sempre considerata un prodotto sano e nutriente.

Invece oggi, che esiste una tecnologia più avanzata, che sono state fatte grandi opere di bonifica con la trasformazione del territorio e con uno sviluppo zootecnico adeguato ai tempi, il settore si trova di fronte ad una problematica che non sembra trovare vie di scampo. Noi ci facciamo una sola domanda: perchè? Forse questioni politiche? Pagano tutti, mentre dovrebbero pagare pochi?

Sta di fatto che bisogna fare attenzione, non si può , con leggerezza, distruggere un intero comparto e lasciare sul lastrico migliaia di persone!

Tilde Maisto

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