E’ un segnale molto allarmante, pare che in Italia il diabete colpisca 4 ragazzi under14, e che siano circa ventimila i giovanissimi costretti a iniezioni quotidiane di insulina.

Questo, dunque, il motivo principale per il quale, presso il San Raffaele di Milano, con un semplice esame del sangue si possono scoprire le persone a rischio e con una pillola al giorno si può evitare che il diabete di tipo I, cioè quello che colpisce ogni giorno quattro bambini entro i 14 anni, porti alla dipendenza da insulina. Si tratta di una sperimentazione, ma è comunque una speranza!

Il San Raffaele di Milano punta decisamente alla lotta al diabete perchè essa è la malattia del secolo. Intanto il prossimo 14 Novembre sarà la prima giornata mondiale dedicata alla lotta al diabete, una pandemia che prevede 366milioni di malati (tra tipo I e tipo II) nel 2025, e , che sia causa, direttamente o per le conseguenze, di una morte ogni 20 nel pianeta.

Oggi nel mondo sono oltre 180 milioni i malati di diabete (di cui 155 affetti dal tipo II), tre milioni e mezzo in Italia. Giusta l’apprensione dell’Onu e per sensibilizzare l’opinione pubblica, si illumineranno monumenti da Est ad Ovest del globo. Diabete Italia ha già raggiunto accordi per la Torre di Pisa, Castel Sant’Angelo a Roma, Palazzo Marino a Milano, la Reggia di Caserta. E i Tir bianchi per la prevenzione e lo screening di “Changing Diabets” saranno a New York, davanti al palazzo di vetro, per chiedere ai popoli una Carta dei diritti del bambino diabetico.

Lo scopo, comunque, è anche quello di informare, educare ai controlli e agli stili di vita anti-diabete: attività fisica e corretta alimentazione abbassano del 60% il rischio.

E’ il diabete giovanile, il tipo I, a preoccupare di più: da 30 anni in continua crescita (le due zone del mondo con maggiore incidenza sono Sardegna e Lapponia, ma non si sa il perchè.

La ricerca italiana è in prima linea. Un segnale è il nuovo Diabets research institute (Dri) realizzato a San Raffaele di Milano. Lo dirige Maria Grazia Roncarolo, ricercatrice rientrata in Italia che gli americani rivorrebbero negli States. Molti gli studi avviati, tra cui quello del “vaccino”: pillole di insulina (ma con funzioni di ormone) o una formula endonasale (he resta però a livello della mucosa) somministrata ai bambini maggiori di 4 - 5 anni, ritenuti a rischio di sviluppare la malattia. Ha lo scopo di “impegnare” gli anticorpi contro l’insulina che sono poi la causa della distruzione delle cellule del pancreas, produttrici appunto dell’insulina. Bloccati gli anticorpi, il pancreas dovrebbe preservarsi.

E’ bene precisare che il diabete di tipo I, di cui non sono ancora chiare le cause, insorge infatti acutamente. Ha una lunga incubazione, che inizia nella prima infanzia e può durare decenni. Cova in silenzio, ma è riconoscibile per la presenza nel sangue di anticorpi contro le cellule beta del pancreas. Per individuare i piccoli a rischio c’è un semplice test del sangue rivolto ai parenti stretti di persone con diabete di tipo I.Il Dri San Raffaele avrà anche una sofisticata apparecchiatura per “vedere” dal vivo le cellule del pancreas e i meccanismi dell’autoimmunità.

Abbiamo ritenuto utile affrontare questa importantissima problematica, già trattata anche dal “Corriere della Sera” di qualche giorno fa, perchè è necessario che le persone siano sensibilizzate e sappiano, in caso di bisogno, dove ed a chi esattamente rivolgersi.

Tilde Maisto

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