Il mese di Novembre inizia con due celebrazioni importanti, due momenti per riflettere e ricordare. Il primo del mese si festeggiano i Santi. Il 2 Novembre è il momento di ricordare chi non c’è più: una giornata ricca di significati religosi che, come ogni cosa, finisce per fondersi con antichi riti e credenze popolari. Rocorrenze, eventi, piatti tipici e curiosità e, soprattutto, uno sfrenato consumismo.

Nel Comune di Cancello ed Arnone, ma un pò dappertutto, le persone fanno a gara ad addobbare nel modo più bello ed appariscente la tomba del caro estinto, si accendono migliaia di lampadine votive e ceri; si scelgono le più belle composizioni floreali. Naturalmente in tutto questo c’è un senso di rispetto, il più delle volte un indimenticabile amore e tenerezza nei confronti del caro estinto, ma anche un modo, come un altro, per attuare quel famoso consumismo che, come si suol dire, manda in fumo fior di quattrini.

Purtroppo, a me sembra che, nella maggior parte dei casi, si voglia esagerare perchè anche nella commemorazione dei defunti esiste una sorta di gara che coinvolge molte persone: persone che, magari, per un anno intero, non si sono recati a fare alcuna visita ai loro morti e che in questa giornata tentano di recuperare in un solo colpo. Comunque non c’è da meravigliarsi è la vita che ci mette dinanzi a questi compromessi e poi come non ricordare l’insegnamento del grande Totò, quando ci dice: “ogni anno il 2 novembre c’è l’usanza per i defunti di andare al cimitero”. Il 2 Novembre, dunque, per la maggior parte delle persone diventa un’usanza alla quale non ci si può sottrarre!

Ma la festa dei morti è anche una giornata di intense preghiere, infatti qui a Cancello ed Arnone, sia con il bello che con il brutto tempo. come spesso è capitato, il parroco Don Antonio Buompane è solito celebrare una solenne Messa all’interno delle mura cimiteriali, nel cosiddetto “cimitero nuovo”. La funzione religiosa è seguita da moltissime persone e, senza alcun dubbio, è il modo migliore per stare vicino ai nostri defunti, con la possibilità per noi credenti di guadagnare indulgenze.

Ma ora ritornando al profano dobbiamo ricordare che un motivo ricorrente nelle tradizioni popolari della festa dei morti è la credenza che in questo giorno i cari scomparsi tornino a farci visita sulla terra. Per questa ragione, i riti di commemorazione hanno assunto in tutta Italia signfiicati e finalità simili: accogliere, confortare, placare le anime degli avi defunti. E se è vero che oggi il culto popolare commemora i defuni attraverso il suffragio e la preghiera, è veo anche che molte delle antiche usanze vivono ancora.

Una suggestiva poesia del Pascoli “La tovaglia”, rende in modo tenero e suggestivo la sensazione della presenza dei cari scomparsi in casa.

“Entrano, ansimano muti:/ ognuno è tanto mai stanco!/ e si fermano seduti/ la notte, intorno a quel bianco./ Stanno lì sino a domani/col capo tra le mani/senza che nulla si senta/ sotto la lampada spenta”.

Tilde Cacciapuoti

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