di Nunzio De Pinto
TEANO – La figura del Generale Giuseppe Garibaldi suscita molte critiche anche a distanza di 147 anni dall’Unità d’Italia. Martedì scorso c’è stato un blitz della Lega nella Sala della Lupa di Montecitorio durante la giornata di studio in occasione del bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi.
Il presidente della Camera Fausto Bertinotti aveva appena dato la parola al primo dei relatori del convegno, il professor Giuseppe Monsagrati, quando una decina di deputati del Carroccio guidati dal vice capogruppo Andrea Gibelli hanno innalzato uno striscione con la scritta “Padania libera” ed hanno distribuito in sala ed a ciascuno dei relatori al tavolo della presidenza un volantino con la foto dell’ “Eroe dei due mondi” con la scritta “Ma quale eroe. Via le sue statue dalle nostre piazze”.
La dimostrazione è durata pochissimo ma ha avuto una vasta eco sulla carta stampata e televisiva. “Ci sono diverse parti politiche” - ha detto il presidente Bertinotti mentre i leghisti lasciavano la sala – “e ognuno è libero di manifestare la sua opinione nel rispetto degli altri”.
“Sono costernata e offesa” – ha invece affermato Anita Garibaldi, pronipote dell’Eroe, dalla sua casa di Londra – “per quanto è accaduto. Al mio ritorno in Italia mi consulterò con i miei legali. Sarebbe mia intenzione, infatti, querelare i parlamentari leghisti che hanno infangato il nome del mio avo”.
Anita Garibaldi, che è stata a Teano diverse volte anche nel corso delle manifestazioni per la celebrazione del bicentenario della nascita, non intende assolutamente porgere l’altra guancia e, se ci sono elementi, è intenzionata a portare davanti ad un giudice i parlamentari leghisti. Nel comunicato della pronipote di Garibaldi è anche annunciato che da lunedì prossimo il Centro studi di politiche europee (Cespeuro) avvierà una raccolta di firme “come risposta all’infame richiesta dei parlamentari della Lega di rimuovere le statue di Garibaldi dalle piazze d’Italia”.
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