dal Corriere di Caserta del 21 Novembre 2007 (Vittorio Petraroli)

Il 27enne e il suo complice 23enne erano già noti alle forze dell’ordine per sfruttamento della prostituzione e altri reati. I malviventi erano latitanti e dovranno rispondere di 2 rapine e di un’estorsione ai danni di un imprenditore.

Ha sparato all’impazzata contro le forze dell’ordine per tentare di fuggire ad una cattura ormai imminente. E non è la prima volta che usa le armi contro qualcuno, Perci Blerim, ventisette anni che ha tentato con quei colpi di fuggire in compagnia del suo complice, Allaman Troca, di ventitre anni, albanese come Blerim. Si tratta di due volti conosciuti per i reati commesi contro il patrimonio nonchè per sfruttamento della prostituzione.

Il ventisettenne dal grilletto facile in passato era anche evaso dagli arresti domiciliari. Il blitz che ha portato al loro arresto è incominciato alle prime luci di ieri mattina a Capua. I due sono ricercati per due rapine ed un’estorsione , una commessa nei confronti di un piccolo imprenditore albanese che con la sua denuncia ha permesso di fare arrestare il terzo membro della banda, Robert Seferi, trentenne cugino di Blerim.

I reati accertati sarebbero stati commessi nei territori di Marcianise e di Santa Maria Capua Vetere, motivo per cui le indagini sono condotte dai due commissari locali. Gli uomini diretti dai primi dirigenti Ettore Cecere e Roberto Gentile, hanno fatto irruzione in un covo di Capua. Tutti gli elementi raccolti nel tempo portano lì. I due non ci sono ma gli agenti trovano una serie di indizi che, senza alcun dubbio, conducono a Cancello ed Arnone, in una casa di una donna del luogo, una donna, che pare abbia una relazione sentimentale con Blerim e che potrebbe nascondere i due.

Arrivati sul posto rinvengono un’Audi modello A4, la stessa risultata provento di una rapina portata a termine due giorni prima ai danni di un uomo di Marcianise che accennò ad una resistenza. Fu allora che Blerim sparò, senza però colpire il bersaglio. Da un casolare vicino i due nel mirino dei poliziotti tentano una fuga in auto, subito seguiti. La Fiat Punto (rubata pochi giorni prima a Cancello) con a bordo i due incomincia a speronare le volanti con il chiaro intento di spingerle fuori strada. La fuga poi prosegue a piedi. Uno di loro estrate anche un’arma. La punta contro gli agenti. Anche dall’altro lato spuntano le pistole. Chi assiste alla scena incomincia ad avere paura, basta un proiettile esploso per sbaglio o nella fretta che si rischia la tragedia.

Ed i colpi partono dalla pistola di Blerim diretti contro un carabiniere della stazione di Cancello ed Arnone, arrivato in zona insieme ai colleghi di Mondragone. E’ proprio un poliziotto a fare in modo che tutto finica senza troppi danni: con la sua pistola mira ad un piede di Blerim, il sinistro. Spara e lo colpisce al malleolo. Il ventisettenne non si ferma, si getta nel fiume lì vicino e tenta di nascondersi tra le foglie. Ma ormai la zona è circondata e dall’alto un elicottero dei carabinieri osserva tutto ciò che si muove. Sono le undici e trenta della mattina quando il fuggitivo viene tratto in arresto. In manette finisce anche Troca che nel frattempo si è nascosto in un casolare isabitato. Blerim viene medicato alla clinica “Pineta Grande” di Castelvolturno.

Il pattugliamento della zona è tutt’altro che finito. Nel fiume si cerca ancora l’arma usata per sparare contro gli uomini delle forze dell’ordine.

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