da RaiNews 24

Novi Ligure darà oggi l’ultimo saluto al maresciallo capo del secondo reggimento pontieri di Piacenza, Daniele Palidini, 35 anni, morto sabato scorso in Afghanistan in un attentato compiuto da un kamikaze nei pressi di Kabul.

Paladini era originario di Lecce e dal 1995 residente nella provincia di Alessandria. In città, ma anche a Piacenza, sarà lutto cittadino. Anche il Sindaco di Lecce, Paolo Perrone, che parteciperà ai funerali solenni di Daniele Paladini, ha proclamato per oggi una giornata di lutto cittadino. Per l’intera giornata saranno esposte sugli edifici pubblici della città bandiere a mezz’asta. Perone invita i commercianti ad abbassare le saracinesche dei propri esercizi a partire dalle ore 15,30, orario di inizio della cerimonia funebre a Novi Ligure e fino alla conclusione. Sempre alle 15,30 saranno diffuse da Palazzo Carafa, dove ha sede il municipio, le note del ’silenzio fuori ordinanza’. Al nome del militare ucciso il Comune di Lecce intitolerà una via cittadina. Da ieri sera il Gonfalone del Comune di Lecce si trova nella camera ardente allestita nel Municipio di Novi Ligure, si legge in un comunicato del Sindaco, “a testimoniare la vicinanza della Istituzione comunale e di tutta la comunità leccese alla famiglia Paladini”.

Intanto alle 15,30, presso l’insigne chiesa della Collegiata, si svolgeranno i funerali in forma solenne. Saranno celebrati da mons. Vincenzo Pelvi, Ordinario Militare per l’Italia e da mons. Martino Canessa, vescovo di Tortona.

Al fianco della vedova Alessandra Rizzo, della figlia Ilaria di 6 anni e di tutti i familiari si stringeranno il ministro della Difesa, Arturo Parisi, il capo di Stato Maggiore della Difesa, ammiraglio Gianpaolo Di Paola e il capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale Fabrizio Castagnetti, che hanno anche atteso a Ciampino l’arrivo della salma dall’Afghanistan.

Paladini è morto a causa di un frammento dell’ordigno che lo ha colpito alla regione occipitale. Lo ha stabilito l’autopsia eseguita presso l’istituto di medicina legale La Sapienza. A disporre l’autopsia era stato il procuratore aggiunto Franco Ionta, titolare del fascicolo aperto per strage con finalità di terrorismo.

Intanto sono stati ricoverati all’ospedale del Celio i tre militari feriti nell’esplosione kamikaze costata la vita a Daniele Paladini e a nove civili, compresi quattro bambini. Le condizioni di salute del caporale maggiore scelto Andrea Bariani e dei capitani Salvatore Di Bartolo e Stefano Ferrari sembrerebbero buone.

Nel frattempo Prodi precisa che la presenza militare in Afghanistan non è in discussione, in quanto la solidarietà italiana alla missione non verrà a mancare; egli ha voluto anche ribadire che a suo avviso “non si è trattato di un’offensiva contro gli italiani, perchè in effetti c’è un’offensiva contro tutti, ma soprattuto contro il popolo afgano. E’ un terrorismo, dice Prodi, che vuole creare instabilità nel Paese anche introducendo nuovi metodi, perchè in Afghanistan, a differenza che in Iraq, il kamikaze è una cosa estranea alla loro cultura”.

Intanto, ora, come ora il popolo italiano non può fare altro che stringersi, virtualmente, intorno alla famiglia del maresciallo capo Daniele Paladini e piangere con loro la sua inaspettata perdita.

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