Come apprendere a migliorare se stesso?
Con la buona volontà, per tentativi, secondo la regola dell’apprendimento per prove ed errori.
IMPORTANTE: applicare un’idea alla volta.
A ogni successo registrarlo e farne tesoro; ad ogni insuccesso dire <<pazienza>>, perdonarsi e ritentare la volta dopo.
E’ essenziale non prendersela con se stessi quando si cade nei vecchi errori; occorre ricordare che l’abitudine ha una forza molto grande; l’uomo è naturalmente portato a ripetersi quindi a ripetere gli stessi errori (COAZIONE A RIPETERE).
Questo è un punto di grande importanza (pena l’inutilità di tutto quanto detto!): più uno è comprensivo con se stesso, si perdona e più facilmente apprenderà, migliorerà. Non basta infatti sapere cosa fare, occorre anche abituarsi a fare in un modo nuovo.
Più uno è severo con se stesso (lascia cioè che il SUPERIO agisca) e più il suo inconscio per reazione al SUPERIO lo porterà a ripetere i vecchi errori.
Con ciò non voglio dire che uno deve aspettarsi che la maturità professionale gli venga dal cielo.
LA VOLONTA’ DI MIGLIORARSI è sempre alla base di tutto.
Avere comprensione per se stessi significa amarsi di più, rendersi più sereni e tutto questo sforzo di apprendimnto (che, dopo tutto, deve essere fatto una volta sola) alla fine arrecherà beneficio a tutta la vita dell’uomo. Non solo si troverà a lavorare con maggior piacere, a guadagnare di più, ma si troverà più sereno, più sicuro anche in famiglia, con gli amici, in una parola: con tutti gli altri.
AUTOCONTROLLO, MAGGIORE COMPRENSIONE PER SE’ E PER GLI ALTRI vorranno dire per l’uomo: PIU’ SERENITA’, come MAGGIORE CONOSCENZA PROFESSIONALE e MAGGIORE OGANIZZAZIONE DEL LAVORO significheranno per lui MAGGIORE SICUREZZA.
Se è vero che il mondo sta cambiando, anche il venditore deve imparare a vivere nel futuro; a pensare per il futuro; a vivere, pensare ed agire per il futuro. E per arrivare a <<pensare per il futuro>>, occorrono tre cose fondamentali; la prima, è una disponibilità mentale ed accettare le cose nuove senza resistere; la seconda, sentire forte il desiderio di aggiornarsi, di conoscere, di soddisfare la curiosità; la terza, riuscire a prevedere quello che succederà domani.
Ma per fare tutto questo possiamo pensare di farlo senza la volontà di apprendere qualcosa ogni giorno, da ogni incontro, anche dagli altri? E’ dunque chiaro, che per vivere bene occorre essere giovani, di spirito, non di età. Non conta l’età all’anagrafe, conta l’età dello spirito. Uomini che vogliono restare giovani debbono volere (ma non diciamo <<volere è potere>> perchè questa è una storia che può condurci su un falso terreno); diciamo <<volere , agire, potere>>.
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