Da anni in prima linea contro la camorra, ha dovuto abbandonare il suo quartiere.
di Nunzio De Pinto
SAN NICOLA LA STRADA - Domenica 24 giugno 2007 è stato, per don Luigi Merola, il giovane prete di frontiera che vive sotto scorta, il giorno dell’addio al suo quartiere, Forcella, a Napoli. Alla fine si è arreso, ha lasciato Forcella dopo sette anni di battaglie contro il crimine - piccolo e grande - ma anche contro l’indifferenza dei più e la resistenza che gli oppose il precedente arcivescovo.
Ostacoli che lo stesso sacerdote ha ricordato e sottolineato in una bella lettera su un quotidiano nazionale (a cominciare dall’ordine di non fare l’omelia durante i funerali per Annalisa Durante, la giovanissima napoletana uccisa da un colpo di pistola partito dalla pistola di uno dei clan di Forcella).
Anni nei quali ha avuto il coraggio - a differenza di altri sacerdoti in prima linea - di gridare contro i camorristi. Con l’ingenuità e l’entusiasmo della giovane età, infatti, ha avuto l’ardire di mostrare il degrado di un quartiere senza illuminazione pubblica e senza strutture per la socialità (poi realizzate, grazie a lui). La solitudine. E’ il destino di chi vuole combattere la criminalità: la solitudine. Al di là delle chiacchiere di circostanza e delle dichiarazioni d’intenti, a prescindere dalla pelosa vicinanza dei politici e dalle inevitabili “parate” istituzionali.
Vengono in mente don Puglisi, Oscar Romero, don Giuseppe Diana, morti per aver voluto compiere fino in fondo la loro missione pastorale, contrastando con la logica dell’amore e della ragione, la violenza di chi impone un modo di vita che imbarbarisce la società umana.
E don Luigi Merola sarà a San Nicola La Strada il prossimo 11 dicembre, dove nel Salone delle conferenze del Real Convitto Borbonico, con inizio alle ore 18.30, presenterà alla comunità sannicolese il suo libro che parla proprio del suo quartiere “Forcella, tra inclusione ed esclusione sociale”. Interverranno il sindaco Angelo Antonio Pascariello, l’assessore alla Cultura Lorenzo Magnifico ed il giornalista Franco Tontoli.
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