di Nunzio De Pinto
CASERTA – Va in scena questa sera, con inizio alle ore 20.30, presso il teatro comunale di Caserta, lo spettacolo di poesia, teatro, musica e danza dal titolo “Klan-destini” diretto dal regista Salvatore Nappa.
Lo spettacolo, organizzato dall’Associazione di volontariato medico sociale “Jerry Masslo” con il patrocinio dell’Amministrazione comunale di Caserta, è un bellissimo esempio di arte che vede protagonisti artisti italiani e artisti di numerosi paesi nordafricani presenti sul nostro territorio. Infatti, una particolarità dello spettacolo è la presenza sul palco di persone provenienti dagli orizzonti più diversi: italiani, camerunesi, tunisini, nigeriani.
“L’intento” – ha affermato il regista Salvatore NAPPA – “per quanto riguarda sia gli strumenti utilizzati sia le persone impegnate, è di dar un segno, pur piccolo, che si può convivere benissimo nonostante le nostre differenze che sono assolutamente indipendenti dalle nostre volontà e poggiano solamente sulla casuale collocazione geografica”.
Klan-Destini non è solo uno spettacolo teatrale ma è soprattutto un’esplosione di energia, di voglia di vivere e di cancellare le macchie oscure che risiedono negli occhi e nel cuore di questi ragazzi che vogliono dare anche se hanno poco o niente. L’iniziativa, infatti rientra nelle attività di sensibilizzazione e di animazione socio- culturale del territorio attuate dall’associazione di volontariato “Jerry Essan Masslo” onlus, volte ad abbattere il muro di pregiudizi, col corollario di diffidenza che ne deriva, nei confronti degli stranieri stabilitisi in Italia. Coinvolgente ed originale, “Klan-Destini” catapulta lo spettatore verso la martoriata terra africana cogliendone l’essenza fino a scoprirne un’insospettabile e singolare familiarità. Jean Renè Bilongo, Viviana Ebong, Lovet Arina Keke, Eduardo Melone, Elisabeth Edigin, Franco Melone ed i musicisti Antonio Carandente, Foued Kerrit, Samuel Anko, Federico Boulé, Mario Carandente, sotto la direzione di Salvatore Nappa portano in scena danze e musiche etniche del “Continente Nero”.
Quello che viene generalmente chiamato poesia, nella tradizione orale non esiste, poiché tutte le lingue dell’Africa sono già poesie. Chiunque le abbia scritte si accorge che contengono numerosi accenti, ciò significa già cantare. Piuttosto che parlare, in Africa si canta ed è quello che hanno fatto, riscuotendo un grande successo.
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