La situazione al limite della sopportabilità
di Nunzio De Pinto
SAN NICOLA LA STRADA – All’orizzonte della più spaventosa crisi per l’emergenza rifiuti che la città abbia mai visto non si intravede alcuna via d’uscita. Pieni tutti gli scarrabili che l’amministrazione comunale è riuscita, con grande esborso quotidiano per l’affitto di questi mezzi, a far sistemare nei pressi del cimitero cittadino, la città ora straborda di immondizia. Si segnalano le lamentele dei residenti che, un po’ a macchia d’olio, hanno avvistato numerosi topi far festa nei cumuli di spazzatura, oltre ai soliti cani randagi e gatti.
La situazione dei rifiuti è, dunque, nuovamente insostenibile. Non se ne può più e la speranza di poter gestire anche la normalità è ormai naufragata. Gli amministratori locali, insieme a tutti i cittadini, debbono giungere a delle conclusioni definitive e portarle a tutti i livelli istituzionali.
Ogni tipo di ulteriore “ rinvio” è oggettivamente impraticabile. I Consorzi sono considerati da tutti, anche da chi li ha creati, dei veri e propri pachidermi con dei vuoti incolmabili. Restano solo ciò che sono sempre stati: centri di potere e di clientele con costi incontrollabili. Nei confronti di questo vero e proprio DRAMMA, si continua a parlare di differenziata come unica soluzione, quando tutti sanno che mancano gli impianti per l’umido ed i costi per la collettività sono già da tempo insostenibili. La tragedia diviene rapidamente comica se si pensa che i Comuni che non raggiungeranno il 35% di differenziata, prevista per legge, come è il caso di San Nicola La Strada, dovranno pagare multe pari a circa 30 euro per ogni tonnellata sversata.
Le Amministrazioni Comunali non hanno poteri, visto che non possono organizzarsi in proprio e hanno l’obbligo di affidare la gestione ai Consorzi, ma potrebbero mettersi a capo della legittima protesta dei cittadini e farsi ascoltare dal governo. In sintesi, chi ha la fiducia dei cittadini deve fare il possibile e l’impossibile per risolvere direttamente i problemi più gravi. È ora che la politica si assuma le proprie responsabilità. Fino a oggi la filiera dei rifiuti è ritenuta da tutti sbagliata. Si è iniziato dal tetto (differenziata) senza avere le fondamenta (termovalorizzatori o dissociatori molecolari).
In attesa che si completino i termovalorizzatori, si possono installare in pochi giorni a dissociatori molecolari che, a differenza dei termovalorizzatori, producono meno fumi dannosi. Produrre ecoballe, che di “eco” non hanno nulla, significa continuare a sostenere un mercato oligarchico in cui emerge, da indagini e processi della Magistratura, che le attività criminali la fanno da padroni. Si continueranno a “fittare” ettari di terreno, sottraendoli all’agricoltura, sapendo che quel materiale, così com’è, non potrà mai essere smaltito nei termovalorizzatori in quanto è presente una grande percentuale di umido. La rabbia è unanime tra i cittadini perché sono sempre stati rispettosi delle istituzioni ed hanno sopportato con cristiana pazienza tutto ed il peggio di tutto.
Le soluzioni devono essere immediate, perché è messa a rischio la salute di intere popolazioni con esiti devastanti a breve e lungo termine. Ora bisogna avere il coraggio di dire: BASTA !!!
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