di Nunzio De Pinto
CASERTA – E’ stato l’ennesimo Natale passato lontano da casa e questa sera brinderanno al nuovo anno negli attendamenti del libano, dell’Afghanistan ed in tutte le altri parti del mondo dove i nostri uomini e donne con le stellette sono stati chiamati ad operare. Sono circa 8.000 i nostri giovani che attualmente sono lontani da casa, ma i nostri ragazzi, anche se a casa hanno lasciato mogli, figli e fidanzate, quando il dovere chiama rispondono sempre con una parola: “Obbedisco”.
Alla vigilia di Natale, a mezzanotte, gli ordinari militari hanno celebrato la Santa Messa di mezzanotte fra imponenti misure di sicurezza, al termine della quale c’è stato un brindisi beneaugurante con i loro comandanti. Anche durante il cenone della vigilia e del pranzo di Natale, le unità cinofile dell’Esercito hanno perlustrato palmo a palmo ogni centimetro quadrato delle varie basi militari. Nulla sfugge all’olfatto dei pastori tedeschi o belgi in dotazione all’Italian Joint Task Force.
Sia in Libano che in Afghanistan, gli uomini del Generale di Brigata Antonino Agricola, comandante della Scuola di Amministrazione e Commissariato, di stanza presso la Caserma Magroni di Maddaloni, hanno preparato un menù molto ricco che forse neppure a casa i nostri ragazzi avrebbero potuto assaggiarlo. Sono stati migliaia i pasti preparati per il cenone di Natale, e questa notte sarà lo stesso anche per il cenone di Capodanno, a base di linguine all’astice, tagliatelle al pesto, risotto con funghi e gamberetti, questo per il primo piatto. Per secondo, poi, frittura mista di calamari e gamberetti, pesce spada alla mugnaia e arrosto bagnato con vino bianco. Dopo la frutta, c’era il classico panettone, pandoro e frutta secca. Ma molti dei nostri militari, giunti nelle ultime ore dopo qualche giorno di riposo in Patria, si sono portati da casa gli struffoli e la pastiera napoletana che ha fatto sentire meno dolorosa la lontananza da casa e dagli affetti.
Il giorno di Natale a pranzo il contingente italiano ha potuto gustare i cannelloni al forno, il risotto alla milanese e gli spaghetti all’aragosta. Quindi arista di maiale, arrosto in salsa verde e platessa al forno. Il tutto condito con vino nostrano: Falanghina e Greco di Tufo. Dunque, ancora un Natale in missione di pace per i militari italiani impegnati all’estero per garantire le condizioni di sicurezza per il ritorno alla democrazia in paesi per anni vittime di guerre e dittature. Ma è stato anche un Natale all’insegna della solidarietà, con decine di soldati e non solo impegnati in attività umanitarie per restituire il sorriso a centinaia di bambini.
Lascia un Commento