Riceviamo e pubblichiamo da Teleradio News di Gianni Gosta

Passaggio mediatico propiziato dal dramma rifiuti per il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti, l’assessore ai tributi Michele Castaldo e il segretario comunale di Santa Maria Capua Vetere, Assunto De Nisio, mentre bisognerà aspettare lunedì sera per sperare di vedere a “Chi l’ha Visto” l’alvignanese Donatella Andrisani, manager proiettata ai vertici della politica -e della sanità- provinciale grazie ad una fulminante carriera iniziata quale sindaco di Alvignano. Fatta salva una fugace inquadratura mentre entrava nello studio di “Mi Manda Raitre”, preceduta (?!?) da sì galante sindaco, infatti, la nostra ha, si, funto da bella statuina, ma anche risparmiato la figuraccia rimediata dai due amministratori, che hanno insistito sull’opportunità di aver inviato ai cittadini le bollette per pagare la tassa sui rifiuti, addirittura con notevoli aumenti nella città del Foro, nonostante la mancata raccolta e i gravi danni provocati ai cittadini e documentati da una troupe esterna della trasmissione condotta da Vianello che nei giorni scorsi è stata a Santa Maria ed a Caserta. Addirittura Petteruti ha tentato di sostenere fra l’altro la necessità di esigere il gravoso balzello perché, se è vero che lo smaltimento finale non avviene, il Comune ha comunque provveduto alla raccolta. Ad onor del vero il sindaco di Caserta ha esordito schierandosi dalla parte dei contribuenti, dei quali lui stesso fa parte avendo la “sfortuna” si possedere uno studio tecnico, svelando “urbi et orbi” di aver chiesto al commissario straordinario un risarcimento danni per 13 milioni e mezzo di euro, equivalenti a circa ventisette miliardi di lire, che “spalmerà” sui contribuenti ammesso e non concesso che riesca a vederli. Chissà se avrà pensato a costituirsi parte civile nel giudizio contro Bassolino & compagni, unica condizione, secondo esperti, che consentirebbe di aspirare ad un legittimo risarcimento. Il vice sindaco di Snta Maria, invece, ha spiegato che i ruoli notificati da poco con un consistente aumento si riferiscono ad anni pregressi, ma alcuni contribuenti venuti apposta da S. Maria dopo aver sollevato il caso, gli hanno contestato che all’epoca lui non era neanche amministratore e quindi non poteva sapere se anche all’epoca la città era invasa diall “monnezza”. Più diplomatico invece il segretario De Nisi, che ha assicurato ai contribuenti (tutti!) la non perentorietà dei ruoli, trattandosi di un bonario avviso al quale, in caso di mancato pagamento, non farebbe seguito alcun atto esecutivo. Preziosa come sempre la presenza del professor Ruffolo, il quale ha spiegato agli amministratori che esiste la possibilità giuridica di non reclamare il pagamento, in caso di servizio non reso, la nella fattispecie si configurerebbe non solo un indebito arricchimento dell’ente locale, m anche un danno biologico per i contribunti, che potranno avviare un’azione di rivalsa collettiva sotto forma di “class action”. Possibile per tutti i contribuenti della Campania.

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