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di Tilde Maisto

Nel nostro Comune, come in migliaia di altri posti nel giorno del primo d’aprile c’è l’usanza di burlarsi di qualcuno, appendendogli sulla schiena un “pesce” disegnato su carta; si tratta di una burlesca tradizione che ha origini molto antiche. E’ un rito pagano che si rinnova di anno in anno sempre e solo il primo giorno di aprile…o quasi (in alcuni paesi i festeggiamenti avvengono con qualche differenza), con lo scopo di mettere le persone in imbarazzo.
Le vere origini di questa ricorrenza sono, tuttavia, sconosciute: attorno alla sua nascita si sono sviluppate diverse teorie. Una delle ipotesi più accreditate si rifà alla riforma gregoriana del calendario. Fino al 1582, il Capodanno veniva festeggiato tra il 25 marzo ed il primo aprile. A seguito della riforma da parte di Gregorio XIII, il capodanno fu spostato al primo gennaio. Non tutti però si abituarono subito al cambiamento e vennero quindi additati come gli “sciocchi d’aprile”. Da qui la matrice burlesca del primo d’aprile.
C’è poi un’altra teoria molto più antica, che ricollega l’origine della festa del pesce d’aprile a un periodo anteriore al 154 a.C. A fare da trait d’union è sempre il Capodanno: all’epoca, infatti, il primo d’aprile segnava l’inizio dell’anno. E la stessa cosa avveniva nel calendario giuliano (introdotto da Giulio Cesare nel 46 a.C.) dove il primo di aprile indicava l’inizio del solstizio di primavera.
Comunque il “Pesce d’Aprile” pare che abbia un’origine piuttosto misteriosa, tanto che sulle sue origini è nata una leggenda che coinvolge addirittura Antonio e Cleopatra. Un mistero che riporterebbe all’antico Egitto: sembra, infatti, che il primo pesce d’aprile risalga al 40 a.C., addirittura, a Cleopatra, che avrebbe sfidato Marco Antonio ad una gara di pesca; pare che in quella occasione il generale romano avesse tentato di fare il furbo, incaricando un servo di attaccar all’amo una grossa preda che lo avrebbe fatto vincere, ma la Regina, scoperto il piano, avrebbe dato ordine di far abboccare un grosso finto pesce in pelle di coccodrillo; per questo, quindi, ci sarebbe l’arcana usanza di attaccare sulla schiena di un ignaro soggetto un pesce di carta.
Comunque, al di là di ogni tradizione, la giornata del primo Aprile, nel Comune di Cancello ed Arnone, ha portato tanta allegria, soprattutto, tra i giovani che radunatisi in piazza hanno mostrato a tutti la loro vitalità e la loro gioia di vivere, facendo bonari scherzi, ricchi d’affetto e di amicizia.

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