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di Rocco De Rosa

Siamo quasi al picco massimo della estrazione di petrolio dal sottosuolo della Val d’Agri, nel cuore della Basilicata interna, dove dal 1994 sono partiti i progetti di estrazione petrolifera dell’Eni con consistenti investimenti e con altrettanto consistenti ricavi per la compagnia che opera in diverse parti del mondo.
Circa centomila barili al giorno sono un grande affare mentre il petrolio vola sui mercati internazionali e fare un pieno di carburante diventa un onere eccessivo.
La Val d’Agri è parco nazionale dal 5 marzo. Quale dovrà essere il rapporto tra il parco ed i giacimenti di greggio? Cresce intanto il dibattito sul tema della salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini. Al riguardo vi propongo una nota di Maria Rosaria Guarascio assessore alle popolitiche sociali di Spinoso, un centro del potentino nel cuore del parco e del petrolio.

‘Con il bando per il Centro di Monitoraggio ambientale in Val d’Agri si riapre il capitolo della vigilanza sull’area soggetta a massicce estrazioni petrolifere.
Siamo esattamente a dieci anni dall’accordo Eni Regione Governo ed a 14 dall’avvio del più importante progetto di “sviluppo olio” definito dall’Eni progetto Val d’Agri, con il quale ha avuto inizio a pieno ritmo lo sfruttamento del sottosuolo della Valle.
Fino ad oggi l’unica rete di monitoraggio è stata quella dell’Eni. Un vertice a Roma, tra esponenti del CROB di Rionero e il Ministro della salute, ha stabilito, dati alla mano, che le aree interne della Basilicata (anzitutto la Valle dell’Agri) stanno raggiungendo la media della mortalità nazionale per tumori. Il che certo fa riflettere.
Positiva dunque la decisione di attuare finalmente un complesso piano di monitoraggio. Ma fino ad oggi, a parte l’Eni, chi ha vigilato sulla salute delle popolazioni più esposte al rischio inquinamento? Qual è stato il ruolo delle ASL, ad esempio, per porre in essere un dettagliato programma di controllo, soprattutto nelle zone a maggiore rischio?
Nella mia veste di assessore alle politiche sociali di Spinoso ritengo che gli interessi delle popolazioni rivestano un carattere assolutamente prioritario rispetto ai programnmi di sfruttamento pterolifero. Il pericolo maggiore, secondo fonti accreditate, è provocato proprio dal gas dei giacimenti di idrocarburi e dalla inevitabile immissione in atmosfera. Di fronte a questo dato non c’è parco che tenga.
Pertanto rivolgo un invito ai colleghi amministratori locali a utlizzare le royalti’s del petrolio per realizzare tempestivamente una efficiente rete di controllo sull’aria, l’acqua e il suolo in grado di fornire dati certi sulla reale situazione nella nostra zona. La Val d’Agri ha bisogno di certezze e non di facili illusioni.’

Problemi da affrontare con urgenza. Nell’interesse di tutti, non solo delle popolazioni della Basilicata.

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