In Giappone stanno facendo rapidamente marcia indietro

di Nunzio De Pinto

SAN NICOLA LA STRADA - Un no deciso alla costruzione di termovalorizzatori per lo smaltimento dei rifiuti: a prendere posizione non sono i cittadini della Campania né i vari comitati di protesta ma l’area di ricerca del Cnr. Dunque, scienziati al di sopra delle parti che parlano avendo la scienza dalla loro parte e non politici ambigui o industrie interessate ai lauti guadagni. “La soluzione individuata per mettere a regime la gestione dei rifiuti è una non-soluzione” – è quanto ha spiegato oggi, ad un incontro al Cnr di Napoli, il professor Ennio Italico Noviello, primo ricercatore dell’area ricerca del Cnr di Roma – “L’incenerimento trasforma i rifiuti da solidi in aeroformi, ma restano pur sempre tossici e nocivi” - ha sottolineato Noviello – “E, infatti, in Giappone, uno dei primi paesi ad utilizzare questa tecnologia (cioè i termovalorizzatori, ndr.), stanno rapidamente facendo marcia indietro, mentre in paesi come la Francia si sono costruiti un centinaio di piccoli impianti per evitare di sovraccaricare una sola zona”. Dalle critiche il Cnr passa anche alle proposte. Secondo Noviello l’incenerimento dei rifiuti potrebbe essere sostituito con la “dissociazione molecolare, in grado arrivare quasi ad emissioni zero. O come la tecnologia al plasma, capace di rendere i rifiuti materiale totalmente inerte. Purtroppo, però” – ha concluso lo scienziato – “tutto questo non incontra il favore delle istituzioni”. Già perché, ci domandiamo noi. Forse perché il dissociatore molecolare costa molto meno di un termovalorizzatore, o forse perché i consiglieri scientifici dei vari Premier, ministri e via discorrendo non sono proprio buoni. Forse i NAS dei Carabinieri dovrebbero controllare se questi consiglieri scientifici hanno veramente conseguito la laurea. Non vorremmo trovarci di fronte ad un ragioniere che si è diplomato da casa con una famosa scuola degli anni Sessanta, e si spaccia invece per esperto ambientale.

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