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Il carciofo ha proprietà medicinali.
(VERO)
Il carciofo (Cynara scolimus) è una pianta erbacea, alta un metro, un metro e mezzo, nel cui fusto scanalato scorre un latice acre. Ha foglie spinose, lunghe e larghe, dal colore
verde cinereo e dal sapore amaro.
Alla sommità del grosso stelo si trova un bocciolo (parte commestibile) dai petali carnosi e chiusi.
Conosciuto fin dall’antichità, il carciofo (dall’arabo alkharshûf) cresce in tutti i paesi dell’Europa meridionale, specialmente nella zona mediterranea.
Varietà dei carciofi:
I carciofi si coltivano in molte regioni d’Italia, con caratteristiche esteriori un po’ diverse, mentre il sapore non presenta, nelle diverse varietà, differenze molto marcate.
Date le molte varietà e grazie alla possibilità di rapidi trasporti, i carciofi possono essere consumati durante molti mesi dell’anno. I più precoci sono i grossi carciofi siciliani (di
Ramacca) e quelli sardi, più piccoli e spinosi. In seguito compaiono i toscani e i romani, dal gusto amarognolo, con foglie tozze e senza spine. Gli ultimi sono quelli della riviera ligure, allungati e spinosi, con foglie tenere. In Campania è coltivato il carciofo bianco di Pertosa.
Qualità dietetiche:
Come alimento si consuma il fiore, che non ha certo un gran valore nutritivo, (60 calorie ogni 100 grammi di parte utile), però contiene il 15% di zuccheri, in gran parte sotto forma di amido chiamato “inulina”, ben assimilabile e assai utile, specie ai diabetici.
L’inulina, infatti, è formata da fruttosio, lo zucchero presente nella frutta, che viene rapidamente utilizzato dall’organismo senza elevare il tasso di zucchero nel sangue.
Il carciofo, inoltre, ha un buon contenuto di sali minerali e un discreto tasso di vitamine. La sua digeribilità è facile, a patto che non si mangino le parti più coriacee.
Proprietà medicinali:
Per uso medicinale si usano le foglie e le radici, che trovano applicazione in: mancanza d’appetito, talune malattie del fegato e della cistifellea, gotta, artritismo.

Ricette

Decotto I: Far bollire, per un’ora, una manciata di foglie (le più giovani) di carciofo in un litro d’acqua, sostituendo l’acqua evaporata durante la cottura; non zuccherare. Se ne bevono 3 tazze al giorno, una prima di ogni pasto. Questo amaro decotto ridona l’appetito, rischiara la pelle, stimola l’eliminazione attraverso i reni di prodotti tossici che
si accumulano nell’organismo.

Decotto II: Regolarsi come la ricetta precedente con 30 gr. di radici di carciofo e 1 litro d’acqua. Questo secondo decotto è indicato in tutti i casi di gotta e di artritismo.
Continuando la cura per 2-3 settimane, scompaiono le spiacevoli conseguenze di dolori, formicolii, vertigini.

Carciofini sott’olio
Ingredienti:
Carciofini piccoli e teneri 2 kg, vino bianco 1
litro, aceto 500 gr., limone, lauro, chicchi di pepe, chiodi di
garofano, olio d’oliva, sale.
Esecuzione: Pulire i carciofini, eliminando le foglie esterne e tagliandone la punta; immergerli in acqua acidulata con limone e lessarli al dente, in una miscela di vino e aceto in ebollizione, aromatizzata con 2-3 foglie di lauro, qualche chicco di pepe, qualche chiodo di garofano, sale e fettine di limone. Scolarli e metterli a testa in giù su una griglia, facendoli asciugare per 24 ore. Allinearli, poi, in vasetti di vetro con foglie di lauro e granelli di pepe, coprirli di olio e chiudere ermeticamente. Buon appetito!
Rosa Maria Pastore

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