Personaggi:
Pinocchio
Il giudice
L’avvocato difensore
Il Pubblico Ministero
La giuria
Il testimone
Il pubblico
Voce fuori campo
PROLOGO
(Recitato da una voce fuori campo)
” Signore e Signori… illustrissimi dottori, assisterete, tra un momento, al giudizio più tremendo: c’è Pinocchio in Tribunale, che difende la sua pelle; se la passa , proprio male, ne vedremo delle belle. E’ accusato, ingiustamente, dal furore della gente di avere sconfinato nel duemila, ch’è affollato di robots e, che bruttura, di una nuova letteratura. Non ha scampo il poveretto:
- Abbasso il figlio di Geppetto! –
Gridano tutti in lontananza, per costui non c’è speranza! Ha fatto bene? Ha fatto male? Ora vediamoin Tribunale… “
SCENA PRIMA
[Un tribunale: al centro un giudice, una giuria di cinque bambini sulla destra, il Pubblico Ministero e l’avvocato difensore sulla sinistra, al centro Pinocchio ammanettato, tra due carabinieri]
Pinocchio - (rivolto al pubblico) Che mondo disincantato! Non ci sono più Fatine, scomparso è il vecchio lupo; la volpe, poveretta, è finita in un dirupo. I bambini di tutto il mondo sono troppo smaliziati: non credono alle favole, ai sogni, ai grilli parlanti; nel
mondo del fantastico non entrano sognanti. Amici miei carissimi, condannatemi pure! Pinocchio è già cadavere, sul cuore ve lo giuro!
Pubblico
Ministero: - (rivolto a Pinocchio) Ed era ora! Per troppo tempo sei vissuto nel cuore dei bambini, ora basta con i burattini! Siamo nell’era della praticità, dove la realtà lotta la
fantasia e del suo mondo tutta la magia
Pinocchio: - E’giusto! C’è l’atomica, la gioia dell’inquinamento, veloci super missili che distruggono in un momento. Perché pensare al cuore, al trionfo dell’amore? Bandiamo la
fantasia dal mondo delle macchine e della frenesia! Muore con me Geppetto, Alice
e Paperino, il gatto con gli stivali, Biancaneve e Pollicino. Facciamo posto ai mostri, al mondo degli androidi! Abbasso il sentimento ed il buon comportamento! (guardando in aria e gridando a l fantasma dell’ amico) - Lucignoloooooo… hai ragione…. Il mondo è degli asini! (rIvolto ai carabinieri) Portatemi in prigione! –
Giudice: - Non divaghiamo troppo, teniamoci in argomento! Se il mondo vuole i mostri non è problema nostro! Evitiamo ogni pausa e procediamo con la causa!-
Pubblico
Ministero: - Vi ringrazio, Vostro Onore! L’accusa parla chiaro: Pinocchio ha sconfinato ed
ora paga caro. Il primo testimone, allor, si faccia avanti e dica al Signor Giudice di questo lestofante (indicando Pinocchio)-
Testimone: - Ho visto, questa mattina, esposti in una vetrina, dei libri di Pinocchio che mi hanno offeso l’occhio: un naso gigantesco mi fece strabiliare. Pensai d’esser matto e mi
feci visitare, ma era proprio lui, c’era da sbagliare, quando vi ritornai ricominciai a smaniare!-
Pubblico Ministero: - Ecco, Signori miei! Nel mondo del 2000 si offende impunemente con un naso impertinente. Dov’è la grazia? Dov’è la misura? Offende la vista questa immonda creatura! (Pinocchio, umiliato abbassa il capo)-
Avvocato
Difensore: - Ora stiamo esagerando, si va oltre ogni usanza, ricordiamo il vecchio detto che chi ha naso ha creanza! Per il resto…cosa dire?…Mi rimetto, con licenza, della
corte alla clemenza. Io non rischio il parrucchino per un vecchio burattino. E per
questo, ho detto già: la mia arringa è tutta qua - (Con l’arringa dell’avvocato difensore
si conclude la prima scena.Tutti rimangono immobili)
SCENA SECONDA (EPILOGO)
(recitato da una voce fuori campo)
Il giudizio s’è concluso con vantaggio dell’ accusa. Dopo lunga discussione è finita la tenzone e Pinocchio è sconsolato: ha capito ch’è spacciato. Ora aspetta con pazienza d’ascoltare la sentenza. (Si rianima la scena ed un giurato, si alza e consegna al giudice il verdetto della giuria)
Il Giudice: - ( leggendo dal verbale della giuria ) Oggi, tredici settembre, con giudizio della corte, sia arrestato il burattino e sia messo pure a morte! –
( Alcuni fanciulli, tra il pubblico, già precedentemente istruiti, si oppongono, a
viva voce, al verdetto pronunciato)
Pinocchio: - (l’addio di Pinocchio ) Addio, bambini miei, io vado via! Perdonatemi la lunga compagnia! Ritorno nel mio regno: la fantasia. Lì troverò Geppetto e la fatina,
il gatto con gli stivali e Pollicino: il mondo delle favole, dei sogni belli, dove tutti quanti sono fratelli; dove si legge ancora il libro Cuore e dove si ragiona dell’amore. Qui non c’è posto per il povero Pinocchio e tutto ciò che vale è ritenuto vecchio. Vi lascio alle macchine, agli astro-mostri, al suono dei computer, alla televisione, miracolo d’immagini e di confusione, dove i piccoli diventano grandi ed i grandi…dei bambinoni.-
Pubblico: - Non andar via! Rimani con noi! Ti vogliamo ancora bene!…- ( Alcuni bambini,
tra il pubblico, salgono sul proscenio e liberano Pinocchio, poi si girano verso il pubblico e salutano con un inchino)
cala il sipario
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