a cura di Rocco De Rosa
Ancora il teatro di scena in Val d’Agri, a Spinoso, il centro che da tempo ormai ha legato il suo nome a un impegno civile di alto livello a sostegno della partecipazione dei giovani ai processi di sviluppo e per dire basta allo sfruttamento selvaggio del sottosuolo, privo di una ricaduta sulle popolazioni.
“Chi è di scena?” è il titolo di uno spettacolo teatrale realizzato dalla compagnia Zero in condotta che ha ottenuto significativi successi in Italia. Una compagnia tutta lucana, coordinata da Mariangela Corona e che si prefigge di rendere protagonisti appunto i ragazzi della crescita sociale dell’area, una tra le più interessanti della Basilicata interna, a due passi dai pozzi di petrolio.
“Chi è di scena” ha dato voce agli allievi ragazzi delle scuole di Spinoso con uno spettacolo curato nei minimi particolari capace di svegliare le coscienze per far riflettere sul mondo degli adolescenti, sui sentimenti che animano le giovani generazioni nella Basilicata, serbatoio di acqua e di petrolio.
“Il laboratorio di Spinoso, commenta l’assessore alle politiche sociali Maria Rosaria Guarascio, è tra i più avanzati ed esprime un messaggio politico di alto livello per far valere l’idea di una società pienamente partecipe di ciò che accade . Questo il nostro obiettivo. Le royalties del petrolio possono essere utilmente impiegate non solo nella realizzazione di marciapiedi e altro (opere non sempre indispensabili) ma per promuovere la cultura del teatro, inteso come leva potente perché soprattutto i ragazzi abbiano l’opportunità di far valere le loro istanze.”
Ad agosto si replica. Il 5, sempre a Spinoso, uno spettacolo musicale organizzato dalla compagnia Zero in condotta e il 24 dibattito a tutto campo su un cortometraggio realizzato proprio dai giovanissimi della zona con l’intento di sottolineare la loro capacità creativa e il grado di proposta.
“Passaggi importanti – osserva inoltre l’assessore Guarascio – che danno voce e dignità a chi ha sempre vissuto ai margini di una realtà importante e spesso dimenticata. Una società che vuol crescere merita di essere ascoltata!”
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