Da Caserta 24 ore:
ISCHIA (NA) - Sarà una giornata all’insegna della memoria, quella che giovedì 24 Luglio condurrà ischitani e turisti nel vivo della settantaseiesima edizione della Festa a Mare agli Scogli di Sant’Anna, l’evento organizzato dal Comune di Ischia in collaborazione con Ischia Risorsa Mare.
Alle ore 20:30 la manifestazione si snoderà da Piazza Antica Reggia, lungo l’arteria principale, fino a raggiungere il Piazzale Aragonese.
L’evento, che ogni anno richiama l’attenzione di un folto pubblico, vedrà sfilare una Lancia degli anni ‘70, restaurata per l’occasione dal mastro d’ascia Francesco Assante, con il Palio del pittore isolano Davide Curci e i bozzetti delle Barche dei Comuni di Ischia, Serrara Fontana, Forio, Anacapri, Casamicciola Terme e Lacco Ameno. Gli originali saranno esposti successivamente come ogni anno nella galleria d’arte di Mario Mazzella, ad Ischia Ponte.
E proprio da Ischia Ponte, nel segno della tradizione, il battito di legni, accompagnato e stimolato dal ritmo dei tamburi e dalle note del clarino, vedrà l’esibizione del Gruppo Folk della ‘Ndrezzata, che darà vita alla danza che a Buonopane si tramandano di generazione in generazione. Una simulazione assai suggestiva, per rivivere i combattimenti che gli isolani sostennero nel Medioevo, per difendere la loro terra dagli assalti dei Saraceni. Altrettanto interessante l’irresistibile pizzica del Salento con gli Zimbaria, che concluderanno il programma della serata.
A presentare l’appuntamento Carmen Cuomo e del direttore artistico Michelangelo Messina che mostreranno al pubblico i video con i vincitori delle ultime dieci edizioni, messe a disposizione da Teleischia, con la proiezione del “Cinegiornale” e i frammenti della “Settimana INCOM”, prodotti dall’Istituto Luce, in possesso dell’Ischia Film Festival, da anni impegnata a raccogliere un archivio cinematografico che riguardi l’isola.
«Le identità – ha dichiarato Michelangelo Messina - sono anche “condivisione”. E’ importante ritrovarsi nei luoghi, nelle tradizioni, nei simboli, affinché si attinga ai valori del passato. Ecco perché abbiamo voluto omaggiare l’artista Mario Mazzella e Giovan Giuseppe Sorrentino, detto “Nerone”, che ricordiamo tutti per l’audacia creativa, il sano spirito competitivo e naturalmente, per essere stato uno dei pionieri di questa magnifica festa».
«Quando cominciava il mese di luglio – ricorda il figlio di “Nerone”, Carlo Sorrentino, felice che tutti possano ricordare le origini della “sagra del mare” - arrivava “a’ freva e Sant’Anna”. Mio padre coinvolgeva tutta la famiglia. Anche quando fu sospesa per la guerra, sistemavano sugli scogli le lampetelle e sulla barca ci riunivavamo per fare baldoria. Con noi, anche le barche di Michelangelo Patalano, Giovan Giuseppe Cervera, Giovani Giuseppe Scoti, Mario Mazzella. Ognuno portava qualcosa che poi scambiavamo: melone, parmigiana di melanzane, coniglio e vino a volontà. Non occorreva nient’altro! Negli anni Cinquanta, quando la festa riprese, mio padre presentò “La Conchiglia”, che dischiudeva tra le sue valve una ragazza in costume: era bellissima! L’estro e il desiderio di rinnovarsi per divertirsi e far divertire era grande, anche quando la festa proponeva un tema fisso, come fu nel ’58 quando, per le scenografie galleggianti, il filo conduttore richiamava il Festival della Canzone Marinara. Ricordo che mio padre realizzò “Vascello Ischia 1600”, impiegando un mese intero. Nella costruzione della barca partecipava tutto il rione: dal Porto al Ponte, fin giù a Cartaromana. Il bozzetto veniva allestito sulle barche a remi, dopo aver sistemato le tavole, che venivano addobbate da tutte le angolazioni. Edoardo Canestrini – continua a raccontare - ebbe grande sintonia e amicizia con mio padre, insieme prepararono “Michelemmà” nel ‘70 e “Funiculà Funicolà” nel ’71. Furono questi gli ultimi anni in cui partecipò alla sfilata. Successivamente abbiamo continuato io e mio fratello Raffaele, con quattro Barche fuori concorso: “Buon compleanno Sant’Anna”, con la torta per i cinquant’anni della festa, “Tifeo”, “Spumante e Melone” e “A’ ‘mpepata ‘e cozze”. Allora – conclude nostalgicamente - non c’erano soldi, si organizzava tutto gratuitamente. Era viva la voglia di partecipare per vincere. E’ questo lo spirito che deve rivivere in questi giorni, lo stesso che rivedo nella squadra della Mandra abile a coinvolgere anche donne e bambini. E’ importante conoscere la storia della propria terra, far partecipi i giovani affinché contribuiscono con iniziativa e creatività».
A ricordare la festa di Sant’Anna c’è anche Antonio Mattera, proprietario del Castello Aragonese. «Dal Monte Epomeo – racconta - si accendeva il primo falò seguito da quello delle varie contrade. Le lampetelle, preparate dallo stagnino Pasquale Tartaglia, venivano sistemate sugli scogli, alla Torre di Michelangelo e al Castello Aragonese, che per simulare l’incendio veniva cosparso di migliaia di lumicini. Quando venne meno lo stagnino, per un periodo usammo le scatole delle pelate di pomodori, che recuperavamo presso gli alberghi, con dei sacchi di juta imbevuti di nafta. Allora, non c’erano le chiatte, ad essere allestite erano le barche a remi. Il premio, un diploma, toccava quasi sempre a “Nerone”. Gli altri ci provavano, creavano “colore”, ma il migliore restava lui. Era una persona particolare. Ricordo tutte le sue Barche. In modo particolare quella più famosa “Nerone”. Era il 1931 e lui la presentava per la prima volta vestito da imperatore romano, con due ancelle ai lati che gli facevano vento con grandi ventagli colorati. Durante la sfilata l’imprevisto: le impalcature troppo precarie e un mancato contrappeso fecero capovolgere la barca e Nerone si fece un bel bagno, compromettendo la sfilata che poi riconquistò l’anno successivo vincendo».
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