A cura di Gaetano Barbella
NASCITA DELL’”AIGLÒN”
Il suo atto di nascita, posto in un registro speciale, recita: «Sua Maestà l’Imperatore <sottinteso: dei Francesi> e Re <sottinteso: d’Italia> ci ha dichiarato essere sua intenzione che il re di Roma riceva i nomi di Napoléon, François, Joseph, Charles.» Napoléon era il nome di suo padre, François quello del nonno materno, Charles quello del nonno paterno; quanto a Joseph si ricorda che Giuseppe Bonaparte fu il padrino del bambino con Ferdinando III di Toscana, presente in luogo di suo fratello, l’imperatore Francesco I d’Austria. (1)
LA LETTERA DI NAPOLEONE A MARIA LUISA
(La lettera a Maria Luisa: Disegno eseguito dall’autore ricavato dalla mappa di Portoferraio d’Elba)
(Mappa di Portoferraio d’Elba con i tratti del disegno accanto)
Testo della lettera che Napoleone scrisse a Maria Luisa, lo stesso giorno del’arrivo all’isola d’Elba:
«Portoferraio, il 4 maggio»
«Mia buona Luisa, sono rimasto quattro giorni in mare con tempo calmo. Non ho per nulla sofferto; sono arrivato all’isola d’Elba che è molto graziosa; gli alloggi sono mediocri, ma ne farò preparare degli altri in poche settimane. Non ho tue notizie. E’ una pena di ogni giorno. La mia salute è buonissima. Addio amica mia, tu sei molto lontana da me, ma il pensiero è con la mia Luisa. Un tenero bacio a mio figlio. Tutto tuo nap». (2)
L’AIGLÒN DEL MISTERO
Del famoso veggente francese, Michel Nostradamus, sono diverse le profezie attribuite all’imperatore francese Napoleone I Bonaparte, non escluso il successivo imperatore, Napoleone III, in relazione all’attentato di Orsini nel 1858. Ma fa meraviglia non riuscire a trovare traccia, fra le profezie di Nostradamus del tanto discusso ed emblematico figlio legittimo di Napoleone Bonaparte, meglio noto come l’Aiglòn. Questo, a maggior ragione del fatto che gli si attribuisce, ma senza esserne certi, di costituire il padre di Francesco Giuseppe imperatore dell’Austria. Dal canto mio, visto che in questa sede me ne sto prendendo cura, e non perché mi sia presa tanta pena per simile impresa, la sorte ha voluto che mi si parasse davanti ai miei occhi una quartina del veggente in discussione perché balenasse in me una certa luce che riguarderebbe, appunto il nostro «Aiglòn» della curiosità. Ecco che nel leggere la quartina 5, Centuria 5 di Nostradamus, ancora da decifrare, mi si para innanzi un quadro che neanche immaginavo. Ma prima di parlarne riporto di seguito la quartina in questione, in francese originale e poi in italiano.
Sous ombre faicte d’oster de servitude,
Peuple et citè l’usurpera luy mesme:
Pire fera par fraux de jeune poute,
Livrè au champ lisant le faux proesme.
Sotto l’ombra finta d’ostentata servitude
Popolo e città l’usurperà egli stesso
Malvagità farà con frode al giovane fanciullo
Consegnato al campo-editoriale il falso proemio . (3)
Ed ecco le mie riflessioni che vi riguarderebbero.
Prima di tutto la definizione data dal veggente Nostradamus, «giovane fanciullo» fa colpo e porta decisamente al riferimento dell’«Aiglòn», giusta la perfetta aderenza della descrizione dell’ambiente poco raccomandabile che lo circondava, come si sa dalla storia: «Sotto l’ombra finta d’ostentata servitude». Tutta una messa in scena che servì egregiamente a tenerlo lontano dagli avvenimenti politici per il fondato timore di rinascite bonapartiste. Resta la questione della giusta versione del personaggio rilasciato ai posteri in relazione al verso «Consegnato al campo-editoriale il falso proemio», sul quale, effettivamente, oggi si discute non poco a ragione di certe concezioni di cui, però, non si hanno certezze.
Infatti, riepilogando brevemente, i fatti relativi alla sua fine immatura a causa della tisi, sappiamo che morì a Schönbrunn, senza aver contratto matrimonio e senza aver generato figli. Null’altro di considerevole se non fosse per un gossip dell’epoca che attribuiva a lui la vera paternità del futuro imperatore d’Austria Francesco Giuseppe che risulterebbe in questo modo, per sangue, nipote di Napoleone… Ecco ciò che mi ha portato sulla strada del «falso proemio» suddetto, il supposto “gossip” che sembrerebbe costituirne la giustapposizione storica, salvo a trovare altri spiragli, come farò vedere, nella quartina nostradamica che lo confermano. Per esempio, cosa vuol indicare il verso «Popolo e città l’usurperà egli stesso» se riferito al nostro Aiglòn?
Ciò che ho immaginato con ancora più chiarezza a questo punto, è la comparsa di uno mostruoso scenario dietro le quinte della realtà storica, nelle misteriose mani di una sorta di velata giustizia da contrappasso. Di qui l’orizzonte di eventi voluti dalle potenze vincenti dell’Europa di quel tempo che hanno forzato la loro mano per obliare un scomodo gigante della guerra, l’imperatore Napoleone Bonaparte, non solo come “genia” bellica ma anche come “genia” biologica. Ma ironia del destino, quella stessa “genia” se la ritrovano comunque con Francesco Giuseppe e poi con Hitler («Popolo e città»). Come si sa i resti di Napoleone II furono trasferiti agli Invalides il 15 dicembre 1940 per disposizione di Adolf Hitler, appunto, in una tomba vicina a quella di Napoleone I, recante l’iscrizione «Napoléon II Roi de Rome». Non è una prova ma è pur sempre una inconcepibile mano del destino che ha voluto lasciare comunque la sua traccia occulta. La data fu scelta per segnare il centenario del trasferimento agli Invalides delle ceneri di Napoleone, avvenuto appunto il 15 dicembre 1940. Che dire? Quando si tenta di sfiorare il mistero, la ragione si rifiuta di soppesarla, non possedendo appigli concreti, tuttavia non si può neanche escluderne la possibilità. In tal caso, se non altro ci sarà pur sempre qualcuno incline a credervi in modo eccezionale, magari fra coloro che si sentono ancora alfieri di un potere supremo, non importa se «bonapartisti» o di tutti quelli che a suo tempo vi furono estremamente avversi. Se così fosse, riflettendo sul mostruoso disegno del destino racchiuso nell’emblematico presagio di Nostradamus, riferibile al «falso proemio» e rincarando la dose con la presa di coscienza di questa trama così bastarda (attraverso questo scritto: ma ambasciator non porta pene!), non potrà mai più sentirsi fiero del suo stato di antico privilegio, poiché peserà in un sol momento sulle sue spalle la tragedia di ben due guerre mondiali e i genocidi che ne son derivati. Ecco il segreto messaggio che trapela in quel «Popolo e città» che «usurperà egli stesso»! A chi toccherà?
UN PRINCIPE IN GUAI SERI
(ANSA) - POTENZA, 16 GIU 2006 - Vittorio Emanuele di Savoia, di 69 anni, e’ stato arrestato per ordine del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Potenza. Nei confronti del principe le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e al falso e allo sfruttamento della prostituzione.
(1) http://it.wikipedia.org/wiki/Napoleone_II_di_Francia
(2) Tratto dal libretto di Luigi De Pasquali, “Napoleone all’Elba” - Editrice Stefanoni Lecco.
(3) Traduzione di Renucio Boscolo tratta dal suo libro Centurie e Presagi di Nostradamus – Edizione Meb Torino.
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