Prima parte
A cura di Gaetano Barbella
«Il 19 dicembre trovammo nella cassetta delle lettere i biglietti ferroviari per Kemijärvi via Bentheim, Brema, Odessa, Copenaghen, Stoccolma, Haparanda e Rovanieni.
Su un pezzettino di corteccia de betulla, bianca come neve, spiccavano le parole incise a mano, a caratteri minuti ma eleganti: “Venite dobbiamo discutere con voi di questioni importanti!”. Era di certo un messaggio degli gnomi, che non potevamo in alcun modo ignorare…».
È l’inizio di un bel libro, “Il segreto degli Gnomi”, edizione Rizzoli. I due autori, Rien Poortvliet e Wil Huygen, parlano di un favoloso viaggio nella Lapponia ove incontrano gli gnomi del suddetto messaggio che si dimostrano assai industriosi…
Ma non è di questo viaggio che intendo parlarvi, bensì di un altro, per trovarci “sulle tracce del Piccolo Popolo” che è quello in cui fanno parte, tra altri, gli gnomi suddetti.
IL PICCOLO POPOLO
Gnomi, elfi, orchi, troll, fate, folletti, streghe, unicorni, draghi, ondine, spiriti del bosco: ecco il “Piccolo Popolo” che nel folklore britannico indica il mondo delle creature dette Fairies. Ma questo mondo valica le antiche credenze e il folklore dei britannici e limitrofi. Per esempio esaminando il termine “Fata”, si riscontra che deriva dall’antico “faunoe o fatuoe” e che significa creatura selvatica, abitante del mondo naturale. Tuttavia è anche un termine che deriva dal latino “fatum”, cioè destino, ed era associato alle “Parche” (o Moire). Sappiamo che queste erano divinità che filavano sul fuso i fili del destino umano, arrotolandolo sul rocchetto, per tagliarlo infine con le forbici al giungere dell’ora stabilita.
Oggi questo “Popolo” sussiste ancora in certe pratiche religiose neopagane, la più popolare delle quali è denominata Wicca, una religione che venne presentata per la prima volta nel 1954 attraverso gli scritti di un ex funzionario pubblico britannico esperto di esoterismo, Gerald Gardner. Poi di altre religioni neopagane è da menzionare il Druidismo o Celtismo, una continuazione celtica, infine l’Odinismo, che è basato sul vecchio Paganesimo nordico e che ebbe origine in Australia nel 1936, con la fondazione della Chiesa odinista da parte di Alexander Rud Mills.
Dal punto di vista teosofico, nel XVI° secolo, Paracelso si occupò del “Piccolo Popolo” ovvero di una popolazione di spiriti chiamati elementali. Sono spiriti della natura associati ai quattro elementi: aria, acqua, terra, fuoco. Gli elementali dell’aria sono chiamati silfidi, quelli dell’acqua sono le ninfe, quelli della terra gli gnomi e quelli del fuoco sono chiamati salamandre. Questi quattro tipi di spiriti sono fatti di carne e sangue come gli esseri umani, ma non hanno anima e possono muoversi velocemente come i “puri spiriti”.
Per ciò che riguarda la natura fisica degli spiriti elementali, come già menzionato sopra, ci si riferisce alle tradizioni nordiche e medioevali, dove si credeva che i Trols, le fate, gli gnomi, i folletti ecc. non fossero di materiale eterico, ma come gli esseri umani possedessero un corpo fisico, fatto di carne e sangue.
Infatti, nel medioevo, quando l’umanità conservava ancora un legame molto stretto con i mondi invisibili e viveva a stretto contatto con la natura, queste creature, erano viste come piccoli esseri reali, proprio come se fossero di carne e sangue.
Le fiabe delle fate e degli gnomi, per noi si riferiscono a esseri fantastici, ma in quel periodo no, era normale incontrarli e crederli con un corpo materiale come il nostro, soltanto con fattezze diverse e senza un’anima, che era posseduta soltanto dal genere umano. Tant’è che si credeva, che gli gnomi scomparissero all’improvviso dalla vista dell’uomo per paura o timidezza.
Si pensa, che per descrivere gli elementali, Paracelso si sia servito delle leggende e superstizioni di molti paesi. In passato si credeva molto di più agli elementali. Si pensava, infatti, che tutto ciò che era stato creato – alberi, fiori, fiumi, campi, colline, nuvole – avesse uno spirito. Questa credenza era chiamata animismo, dalla parola latina anima, che significa appunto “vita”, “soffio vitale”, ”spirito”. Gli Indiani del nord dell’America sono animisti: credono che gli animali e tutto ciò che c’è in natura, abbia un’anima o uno spirito, come quello delle persone.
Ma l’accenno alle “Fate”, associate alle “Parche” del mondo latino, anch’esso pagano e poi assorbito dalla nuova religione del cristianesimo, fa pensare. Anzi fa sorgere l’idea che il “Piccolo Popolo”, o elementali, sia stato soggetto ad un esodo nel corso dei millenni fino ad oggi, pur mantenuti in una certa misura in vita, ma in bilico incerto, dalle attuali pratiche religiose della menzionata Wicca ed altre.
Ecco che si profila lo scopo che mi sono proposto di esporre, in base a certe mie supposizioni, che è di percorrere un possibile itinerario, percorso nel tempo fino ad oggi dal “Piccolo Popolo” e capire dove rintracciarlo. Seguirà, un mio commento rilasciato ad un blog, col quale aprirò un interessante spiraglio su questo tema
ESODO DEL PICCOLO POPOLO
Un mio commento al post di WiccaNews blog,
«Le domande più comuni sulla Stregoneria, Wicca e il Paganesimo»
27.01.2008 alle ore 15:11
Caro ddrwydd,
tempo addietro ho avuto il piacere di essere ospite del tuo blog attraverso alcune mie cose, sulla piramide di Cheope, sulla sezione aurea, sul Cristianesimo ed altro.
Oggi leggendo il post a commento, che spazia a tutto campo sulla Stregoneria, Wicca e il Paganesimo, mi è venuta voglia di esprimere delle mie opinioni sulla Wicca in particolare.
Come premessa mi limito alla Wicca celtica, la corrente che ha origine dagli antici culti del popolo Celtico, molto diffusa in Irlanda, Galles, Scozia, sovrapponendosi in alcuni casi ai riti Teutonici. Si potrebbe dire che dalla Wicca celtica si siano generate tutte le altre Wicca. E’ molto legata alla Terra ed alle sue energie e ai 4 elementi. Utilizza molto le Rune, la magia e fa leva sul rispetto della Natura e il Piccolo Popolo. Di qui - ai fini della mia iniziativa del commento in questione - per arrivare a noi europei, il potersi collegare al mondo Occidentale in evoluzione plasmato fino ad oggi dal Cristianesimo che si è ispirato, tra l’altro, appunto ai culti pagani celtici per convertire le loro festività in forma cristiano cattolica. Prova ne è, per esempio, che la Dea Brigit dei Celti è diventata santa Brigida.
Approfondendo la mia opinione, in particolare, sul “Piccolo Popolo” della Wicca celtica, la mia esperienza personale di studioso ricercatore del mondo dell’insolito mi porta ad esprimere queste idee.
È mia convinzione che se si cerca di trovarne le loro tracce epocali, immaginando che siano come si racconta di esso, è impresa vana. Nella fantasia magari sì, però alimentando anche storie adatte per far fare cassetta a scrittori tutt’altro che disposti al sano esoterismo, e di qui a produttori del cinema, della TV e del mondo del web.
Ma io credo che gran parte di questo “Piccolo Popolo”, sia transfugato nel tempo per necessità nel mondo della materia, come dire nel mondo dei “morti”. Nulla togliendo a non pochi cultori e professanti di antichi culti pagani in cui si pensa che sia possibile far sopravvivere il “Piccolo Popolo”.
Anzi, direi che è cosa buona, ma è vana se non ci si aggancia al presente pervaso dalla Tecnica di cui tutti si avvalgono. E come?
Cominciando a pensare che proprio attraverso la Tecnica si ha modo di ritrovare il “Piccolo Popolo”, anche se non più riconoscibile perché trasformato in numeri e linee per appartenere al mondo della Scienza Matematica per primo. Di qui un infinito seguito distribuito nelle altre Scienze per “vivificare” a loro modo la materia e fornire così “organi” in forma di “supporti” artificiali all’uomo, come una delle ultime novità, l’orecchio bionico per esempio.
Manca a questo mitico “Popolo”, ciò che conta più di ogni altra cosa per loro, una miracolosa “resurrezione”, ma è una preziosità che giova all’uomo stesso per sollevarlo dall’aridità spirituale-animica in cui versa oggi e che lo sta portando allo stato della stessa materia in cui si rifugiarono per forza maggiore nel mito, quelli del “Piccolo Popolo” in questione. Con l’atroce prospettiva di dipendere da essa, anziché riaffermare l’antica supremazia basata sul senso di giustizia e compassione propria dell’umano.
Ma come generare la nuova coscienza umana perché si disponga a “ospitare” con rispetto questo “Popolo”?
Secondo me, moderando l’uso dei “bianchi grembiuli di pelle”, tanto per cominciare, in relazione al mondo Occidentale. Mi riferisco all’istituzione di essi da parte dell’antica Arte dei Liberi Muratori, da tempo divisi in Logge Massoniche, che si è sempre servita di simbolici “utensili”, come compassi, squadre, livelle, fili a piombo ed altro per erigere le loro cattedrali dello Spirito di Dio. Ma è solo la punta di iceberg di attività esoteriche di ogni genere.
Nell’antico passato c’era armonia fra l’uomo “massone” e i fedeli “servitori-utensili” attraverso cui il “Piccolo Popolo” si adoperava con ingegno a far progredire la mente umana addottorandola così a nuove discipline scientifiche per il suo bene e quello del creato ad essa soggetto. Ma andando avanti nel tempo fino ad oggi, le cognizioni così acquisite sono servite sempre meno per fini altruistici di bene, come doveva essere per giuramento di ogni apprendista al suo esordio nell’esercizio dell’Arte Regia.
Insomma, c’è da chiedersi con senso di responsabilità da dove proviene la cultura dell’uomo d’oggi ed in particolare come si è formata nel tempo l’intelligenza umana, ossia quali sono stati i “supporti” in seno alla materia biologica umana.
Ho ben ragione di proporre una riflessione così predisposta, poiché accurati miei studi ne costituiscono la prova inequivocabile. Vedasi, in particolar modo, un paio di saggi fra i diversi esposti nel mio sito “Il geometra pensiero in rete” e in diversi altri siti amici. Si tratta del saggio “Alle radici dell’intelligenza matematica” e “Sphere Packing” che raccomando di leggere attentamente.
Cordiali saluti,
Gaetano Barbella
Note aggiuntive di commento
Agganciandomi alla succinta esposizione iniziale sul “Piccolo Popolo”, mette sulla via il “passaggio” pagano celtico a quello dei latini, cosa che lascia adito a dei radicali cambiamenti di stato d’essere. Di questa ipotetica fase evolutiva del “Piccolo Popolo” sembra trapelare una visione della preistoria frammischiata da presunte realtà extraterrestri che nel tempo, fino ad oggi, destano interessi morbosi persino di autorità militari. Di questo se ne parlerò nella seconda parte, che vi proporrò di leggere nel prossimo articolo (cui seguiranno altri due), attraverso una visione della preistoria verso il futuro in un libro del 1969 sempre attuale.
In quanto al ravvisato “passaggio” pagano celtico-latino, vale ciò che ho già detto nel commento suddetto. Ossia «che gran parte di questo “Piccolo Popolo”, sia transfugato nel tempo per “necessità” nel mondo della materia, come dire nel mondo dei “morti”», non solo per dar corpo alla materia biologica rendendola gradualmente intelligente, ma “anzitempo” per perfezionare “tecnicamente” il pianeta Terra attraverso i quattro elementi. Da qui il racconto biblico della creazione, oltre a tanti altri testi sacri. Di questo risvolto tecnologico ne parlo intimamente nei saggi “Sul terzo giorno. Prima parte” e “Sul terzo giorno. Seconda parte” .
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