di Nunzio De Pinto
CASERTA - Le Zone franche urbane (Zfu) rappresentano l’ultima novità in materia di fiscalità di vantaggio, ovvero di una visione del fisco capace di aiutare le attività economiche insediate o da insediare in zone particolarmente difficili da punto di vista sociale. Le Zfu sono già state positivamente sperimentate in Francia a partire dal 1996. “Le misure di vantaggio, introdotte nel nostro Paese con la Finanziaria 2007, ma effettivamente ridefinite e rilanciate con la legge di quest’anno” – hanno affermato Pasquale COSTAGLIOLA, Presidente dell’Associazione “Terra Nostra” e Fiore MARRO, segretario nazionale del Comitato delle Due Sicilie – “mirano a contrastare i fenomeni di esclusione sociale in circoscrizioni o quartieri caratterizzati da degrado attraverso il sostegno alla nascita di nuove piccole realtà imprenditoriali, che potranno godere - grazie ad un fondo, istituito nello stato di previsione del Mise, pari a complessivi 100 milioni di euro per il biennio 2008 e 2009 - di un regime fiscale e contributivo particolarmente vantaggioso, che prevede l’esenzione dalle imposte sui redditi per 5 anni, dall’Irap, dall’Ici e l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali. Lo scorso 5 agosto” – hanno sottolineato Costagliola e Marro – “le Regioni avevano l’obbligo di trasmettere al ministero dello Sviluppo economico (Mise) i progetti presentati dai Comuni italiani per accedere alle agevolazioni riservate alle piccole e microimprese che, a partire dal 1° gennaio 2008, hanno avviato una nuova attività in una “Zfu”. A partire da mercoledì prossimo, poi, lo stesso Ministero - dipartimento per le Politiche di sviluppo e coesione - in collaborazione con le Regioni, passerà al setaccio le candidature, per stilare la “short list” da proporre al Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe). L’ultimissima parola, però, spetta a Bruxelles, e in particolare alla direzione generale Concorrenza della Commissione Ue, che dovrà - in deroga al divieto generale previsto per gli aiuti di Stato dal Trattato Ce, deroga ammessa solo nei casi in cui le misure di vantaggio non determinano alterazioni delle condizioni di concorrenza del mercato - dare il via libera definitivo alle “Zones franches urbaines” all’italiana. E’ naturale che questo strumento giuridico abbia una applicazione per il Sud Italia, ovvero per quelle regioni già censite nel cosiddetto obiettivo 1 della UE. In questo caso Caserta con le sue condizioni di emergenza occupazionale, sociale ed economica” – hanno ribadito – “è luogo d’eccellenza per questi interventi di fiscalità “positiva” come è accaduto, anche con situazioni parziali, con Urban II. In realtà il capoluogo di Terra di Lavoro era stato indicato come possibile soggetto della Zfu ma in maniera velleitaria e confusa, senza approfondimenti ma soprattutto senza che si avessero notizie di un piano come richiesto ad hoc. Il paradosso è che il passaggio da effettuarsi al Cipe per l’individuazione della short list dei siti di applicazione dei benefici, vede la presenza di un sottosegretario al Ministero dell’ Economia e delle Finanze casertano, con delega specifica proprio al Cipe. Una condizione presumiamo per una volta favorevole al territorio” – hanno concluso Costagliola e Marro – “ma che non ha trovato il presupposto dell’enucleazione di un piano da parte dell’ente comune di Caserta che è purtroppo una sgangherata banda di dilettanti. Caserta è abbandonata al suo destino infame, incapace di cogliere le occasioni che pur si pongono sul piano politico territoriale per l’assenza di una classe dirigente(sic) che non sa nemmeno dove abita”.
Lascia un Commento