Abkhazia, ultimatum alla Georgia: Tblisi lo respinge

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(I soldati vanno verso il fronte di guerra - Foto Ansa)

Le forze russe hanno impartito un ultimatum alle truppe governative georgiane schierate nel distretto di Zugdidi, al confine con la Repubblica secessionista dell’Akhazia, intimando loro di deporre le armi: lo ha reso noto il comandante del contingente di Mosca dispiegato in territorio abkhazo, generale Serghei Chaban, precisando peraltro che nel frattempo il termine era già scaduto alle 10 del mattino ora locale, le 8 in Itala. L’ultimatum riguarda le unità ordinarie del ministero della Difesa di Tbilisi e quelle scelte del ministero dell’Interno, i corpi della polizia e le guardie di frontiera. “Se sarà respinto - ha ammonito Chaban - faremo ricorso a tutte le misure necessarie per farlo rispettare”. In Georgia fonti del ministero dell’Interno hanno tuttavia replicato avvertendo che i soldati della Repubblica caucasica non accetteranno il disarmo, e ha quindi rigettato l’intimazione. Il distretto di Zugdidi si trova nella provincia occidentale georgiana della Mingrelia; il capoluogo omonimo, domenica, era stato sottoposto a pesanti bombardamenti aerei.

Oltre 50 aerei bombardano Tbilisi - All’alba vi sono stati nuovi bombardamenti aerei russi anche alle porte di Tbilisi, in Italia erano le 2,40 del mattino. Secondo Shota Utiashvili, portavoce del ministero dell’Interno georgiano, oltre una cinquantina di aerei russi hanno sorvolato il territorio della Georgia sottoponendola a nuovi bombardamenti. Dapprima è stato colpito il villaggio di Kodjori, a una decina di chilometri dalla capitale, dove si trova la base di un battaglione delle forze speciali. Poi è stata la volta del monte Makhata, che sovrasta la città ad appena 5 chilometri dal centro: obiettivo, un’installazione radar per il controllo del traffico aereo. Non si è avuta notizia di vittime. Non è chiaro se al momento dei raid fosse ancora nella capitale della Georgia il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, giuntovi domenica in missione di mediazione per conto dell’Unione Europea, della quale Parigi riveste la Presidenza semestrale di turno; Kouchner aveva comunque in programma di ripartire immediatamente per Mosca.

Salvi gli italiani - E’ giunto alle 10 presso l’aeroporto di Ciampino il primo dei due C-130 dell’Aeronautica Militare che trasporta gli italiani evacuati dalla Georgia. Gli aerei provengono da Irmi, in Armenia, dove il gruppo - circa 110 persone -, a cui si sono aggregati altri 20 cittadini della Ue, è stato trasferito da Tblisi, la capitale della Georgia. A Ciampino e’ presente il capo dell’unità di crisi della Farnesina, Fabrizio Romano che ha definito l’operazione di evacuazione “coordinata e tempestiva, messa in campo in poche ore”. Nella capitale georgiana restano attualmente una sessantina di italiani.

Una delle prime testimonianze - “Mio marito mi diceva: non è possibile che gli aerei russi bombardino la Georgia. E invece è accaduto. E’ l’ennesima annessione della Georgia. Fino a qundo si può continuare cosi? Vi prego: mi rivolgo a tutta l’Europa, salvate la Georgia”. E’ l’accorato appello di una donna georgiana, sposata con un italiano, appena arrivata all’aeroporto militare di Ciampino con uno dei dei due C-130 dell’Aeronautica Militare che ha evacutao circa 110 italiani dalla Georgia, via Armenia. “Ho appena parlato al telefono con dei miei parenti - aggiunge -: i russi hanno bombardato la località di Kopuleti e di nuovo vicino Tbilisi, ed è ormai la quarta volta”. Un’altra testimonianza è quella di un ragazzo originario di Terni: “Ero a Tbilisi con mia moglie che è georgiana, in visita ad alcuni parenti. Ora lei è rimasta lì e si stanno trasferendo in un piccolo villaggio fuori dalla capitale. Trasferendosi, quindi, non ho grande preoccupazione. Ieri sera, però dalla finestra di casa abbiamo visto una esplosione a tre chilometri da dove eravamo. Sappiamo che hanno lanciato sul quel piccolo aeroporto militare, cinque bombe, anche se ne sono esplose soltanto due”.

Altri 9.000 soldati russi in Abkhazia - La Russia, stando alle poche e frammentarie informazioni, avrebbe persino incrementato il proprio dispiegamento militare in Abkhazia, Repubblica autonoma della Georgia ma di fatto indipendente, e in lotta per la secessione con il beneplacito del Cremlino. Secondo il generale Alexander Novitsky, comandante del contingente d’interposizione russo sul posto, Mosca vi ha ormai schierato un’intera sotto-divisione di paracadutisti, per un totale di oltre novemila uomini, appoggiata da più di 350 mezzi corazzati. “Il rafforzamento del nostro contingente di pace - ha spiegato Novitsky - ha l’obiettivo d’impedire il ripetersi della situazione che i soldati russi hanno dovuto fronteggiare a Tskhinvali”.

Uomini e mezzi pronti per la guerra - In base all’accordo di cessate-il-fuoco, sottoscritto nel ‘94 dopo la cacciata delle truppe governative di Tbilisi, la Russia è legittimata a mantenere in Abkhazia fino a tremila soldati, il cui numero ancora di recente non superava tuttavia le 2.500 unità. Negli ultimi giorni fonti giornalistiche presenti nella piccola Repubblica separatista hanno riferito di un continuo viavai di aerei cargo russi che trasportavano uomini e mezzi.

L’appello del presidente georgiano Saakashvili - Sottoposto alla inarrestabile offensiva russa, il presidente georgiano Mikhail Saakashvili ha messo in guardia gli alleati occidentali, avvertendo che la stessa democrazia è in pericolo, nella regione del Caucaso e non solo, se permetteranno che la Georgia capitoli di fronte all’aggressione di Mosca. “Se noi cadiamo”, scrive il leader di Tbilisi in un articolo pubblicato sull’edizione europea del quotidiano ‘The Wall Street Journal’, “ciò significherà anche la caduta dell’Occidente, nell’intera ex Unione Sovietica e oltre. I dirigenti dei Paesi confinanti, si tratti dell’Ucraina, di altri Stati caucasici o dell’Asia centrale, dovranno valutare se il prezzo della libertà e dell’indipendenza non sia in realtà troppo elevato”.

Militari georgiani rientrano dall’Iraq - Nel mentre la Georgia ha ordinato ai duemila militari impegnati in Iraq di tornare immediatamente in patria. Circa metà del contingente che Tbilisi aveva inviato al fianco degli americani è già rientrato, come confermato da un portavoce Usa. “Stiamo aiutando le unità georgiane perché possano completare il ridispiegamento necessario a far fronte alla attuale situazione della sicurezza” ha detto il maggiore John Hall. Secondo il colonnello Bondo Maisuradze, comandante delle forze georgiane in Iraq, “l’operazione richiederà qualche giorno”. Il grosso delle truppe inviate da Tbilisi era schierato a Kut, considerata centro di smistamento del contrabbando dall’Iran.

Si bombarda anche dopo il ritiro delle truppe georgiane dall’Ossezia - Domenica il ministero della Difesa di Mosca ha annunciato di aver affondato una nave da guerra lanciamissili georgiana che stava tentando di attaccare una loro unita. I molteplici bombardamenti sulle città georgiane sono stati effettuati successivamente al ritiro delle truppe dall’Ossezia del Sud.

Fonte: Notizie Tiscali

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