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(unità cinofila dell’esercito in Libano)

di Nunzio De Pinto

CASERTA – Da molti anni i nuclei cinofili dell’Esercito, di stanza a Grosseto presso il Centro Militare Veterinario, sono stati impiegati sui teatri operativi a più alto rischio, come l’Iraq, l’Afghanistan, il Libano. Grazie al loro olfatto i cani dei nuclei cinofili hanno contribuito al ritrovamento di grosse quantità di esplosivo che poteva essere usato contro i nostri militari. Ora, nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”, sono giunti a Napoli anche unita cinofile con cani cosiddetto “patrol”, così chiamati perché in grado di: segnalare, ricercare, inseguire ed eventualmente immobilizzare persone potenzialmente ostili. Oggi i binomi uomo-cane dell’Esercito sono tornati a Napoli per operare a fianco degli uomini della Brigata Garibaldi di Caserta, il cui zoccolo duro è attualmente impegnato in Libano nell’operazione “LEONTE 4”, sotto la guida del Generale di Brigata, Vincenzo IANNUCCELLI. I loro compiti riguardano prioritariamente la sorveglianza dei siti di interesse strategico per la risoluzione dell’emergenza rifiuti in Campania. Rappresentano una capacità operativa preziosa per l’Esercito italiano, in quanto sono stati addestrati ad operare con efficacia in tutti i Teatri operativi anche quelli considerati “a più alto rischio” quali il Libano e l’Afghanistan ove la minaccia degli ordigni esplosivi costituisce il pericolo più grande da combattere quotidianamente. Il cane specializzato “Patrol”, nel lavoro di sicurezza e vigilanza di punti/aree sensibili, sfrutta principalmente i sensi dell’udito e dell’olfatto al fine di ottimizzarne l’impiego, Di massima, i nuclei cinofili di fanteria, sono impiegati come sensori a supporto di attività svolte da una pattuglia in movimento appiedato, con il compito di individuare e segnalare silenziosamente la presenza di elementi ostili. Un Patrol Dog, impiegato in condizioni ideali, per quanto in condizioni di scarsa visibilità, grazie al suo eccezionale olfatto è in grado di avvertire l’odore umano a grandi distanze. Inoltre, grazie al suo fine udito, è in grado di sentire un nemico che cerchi di infiltrarsi attraverso il rilevamento di suoni impercettibili all’orecchio umano. La notte e le scarse condizioni di visibilità esaltano le potenzialità dei nuclei cinofili di vigilanza e sicurezza. Dallo scorso 4 agosto 3.000 militari sono stati inviati in diverse metropoli, fra cui Napoli, a presidiare la città. A loro il compito di sorvegliare i cosiddetti obiettivi sensibili e di affiancare le forze dell’ordine nel controllo della città. Soldati che i cittadini partenopei già hanno visto ai posti di blocco. Una misura che il governo ha preso per tentare di restituire ai partenope, e non solo, quel senso di sicurezza da tempo smarrito.

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