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Aveva fatto capire, la vigilia, che ci avrebbe provato e che si sentiva in forma: ora il trionfo può dirsi completo e la consacrazione definitiva. La marcia azzurra è sul gradino più alto del podio olimpico grazie ad Alex Schwazer. È il terzo oro olimpico dell’Italia su questa distanza, l’ottavo nella marcia in assoluto, il 19mo per l’atletica azzurra alle Olimpiadi di tutti i tempi. L’ultimo successo italiano nella 50 km ai Giochi olimpici era stato quello di Abdon Pamich, 44 anni fa.

È stato un trionfo assoluto quello di Schwazer. L’altoatesino è arrivato da solo al traguardo, in 3 ore 37′09″, lasciandosi dietro gli avversari e chiudendo con un vantaggio di oltre due minuti sul secondo classificato, l’australiano Jared Tallent e tre minuti sul russo Denis Nizhegorodov, bronzo. Voleva rifarsi, Alex Schwazer, dopo il terzo posto ai Mondiali di Osaka dello scorso anno. E l’altoatesino è stato capace di un trionfo senza pari, capace di trasmettere a tutto il pubblico del National Stadium la sua emozione, quell’ultimo giro del percorso fatto in lacrime. Prima del traguardo, ecco - con il dito levato al cielo - la dedica al nonno scomparso a luglio, figura a cui l’azzurro era molto legato. Appena superato il traguardo, Alex si è piegato per terra, non per stanchezza ma per tenere per sè ancora per qualche secondo quelle lacrime e quell’emozione. Poi il trionfo, l’abbraccio con il suo allenatore, Sandro Damilano. L’applauso della folla, il tricolore che gli avvolge le spalle, l’abbraccio con il secondo classificato, la stretta di mano con il terzo. «Sono molto contento, in queste condizioni non mi batte nemmeno Superman», sono le prime parole del marciatore azzurro. «Questo è un oro che pesa davvero», commenta il presidente del Coni Gianni Petrucci. «Schwazer è un grande campione - aggiunge - e promette di durare a lungo. Devo dare atto a Sandro Damilano che ieri aveva detto che Alex avrebbe vinto».

Una giornata iniziata nel migliore dei modi per i colori italiani, che proseguirà con un programma fittissimo. Occhi puntati infatti sul ring su cui saliranno 3 italiani da podio: Roberto Cammarelle, per la semifinale categoria 91 kg contro il britannico David Prince; Vincenzo Picardi, categoria 51 kg, con il thailandese Somjit Jonghjor e Clemente Russo (91 kg) che dovrà vedersela con lo statunitense Deontay Wilder. Sarà la volta inoltre del big match di semifinale fra l’Italvolley maschile e lo squadrone del Brasile e, anche dal kayak potrebbero arrivare buone notizie per i colori azzurri. In acqua, infatti, è tempo di finali: la canoa del K4 500 donne (con Stefania Cicali, Alessandra Galiotto, Fabiana Sgroi e Alice Fagioli); quella uomini K2 1000 (con Andrea Facchin e Antonio Scaduto) e quella uomini del K 4 1000, che vedrà impegnati Franco Benedini, Antonio Rossi, Alberto Ricchetti e Luca Piemonte.
Per la grande atletica si disputerà la finale del salto con l’asta, in cui sarà impegnato Giuseppe Gibilisco e, in serata, la finale della staffetta 4×100, con la Giamaica grande favorita.

Fonte: Il Sole 24 ore

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