Cenni Storici: Abitata dagli Ausoni (Aurunci) e dagli Opicii, verso l’VIII sec. A. C. fu invasa, sulle coste dai Greci, che fondarono la città di Cuma e Partenope ( rifondata poi come Neapolis tra la fine del VI e l’inizio del V secolo a.C) .
Ma nel VI sec., le zone interne della regione furono occupate dagli Etruschi, che diedero vita ad una lega di dodicicittà con a capo Capua. Nella seconda metà del V sec. a.C., iniziò l’invasione dei Sanniti, che conquistarono Capua (nel 440 circa) e Cuma (425 circa). Gli invasori imposero il loro dominio e la loro lingua, diventando così un solo popolo: gli Osci. Quando una seconda ondata scese dalle montagne per invadere la Campania, Capua si rivolse a Roma per essere difesa (343 a.C.). Iniziarono allora le guerre sannitiche (343-290 a.C.), il cui esito fu l’occupazione romana di tutta la regione, sia interna che costiera, con la fondazione di numerose colonie. Con la discesa di Annibale, a nulla valse organizzarsi contro Roma, durante la seconda guerra punica, la regione subì un profondo processo di romanizzazione, e solo Napoli e Pompei conservarono le loro radici elleniche. Dopo aver fatto parte, con il Lazio, della prima regione d’Italia, la Campania divenne sotto Diocleziano una provincia a sé, mantenendo la sua unità anche sotto gli Ostrogoti e i Bizantini. Con l’occupazione longobarda di Benevento (570 circa), la regione fu divisa tra il ducato di Benevento, comprendente Capua e Salerno e Napoli e la regione costiera centrale. Amalfi,
invece, arricchitasi coi traffici marittimi, riuscì nei sec. IX-XI a divenire un fiorente ducato indipendente. Dopo la definitiva conquista di Napoli, da parte dei Normanni, nel 1139, la Campania, nei sec. XII e XIII, fu compresa nel regno di Sicilia, divenendo prima un possedimento degli Angioini e poi degli Aragonesi. Dal 1503 al 1707, fu dominio della
Spagna e, subito dopo, degli Austriaci (dal 1707 al 1734). sotto. Con l’avvento al trono di Napoli di Carlo VII di Borbone (1734), si ha il regno di Napoli e Sicilia, e poi del Regno delle Due Sicilie. Con l’unità d’Italia (1860), iniziarono per Napoli enormi problemi economici e politici, che raggiunsero il culmine nel 1884, quando una grave epidemia di colera decimò la popolazione. Nella Seconda Guerra Mondiale, gli Alleati effettuarono un sanguinoso sbarco a Salerno (9 settembre 1943) e presero Napoli, quando ormai la città era stata già evacuata dai Tedeschi.
Questa fusione di radici culturali, di usi e costumi di popoli diversi, ha avuto una influenza benefica sulla bellezza delle donne campane e sull’arte culinaria, che può contare sia sulle ricchezze di un mare pescoso, che sulle coltivazioni di frutta, ortaggi, delle pianure. A ciò si aggiungono i magnifici prodotti del latte, i fichi e le olive del Cilento,gli agrumi della costiera amalfitana,i funghi ed i formaggi dell’alta valle del Cervati, i prodotti bufalini della valle
del Sele ed i salumi del piagginese.

Salerno è un comune di 140.580 abitanti, capoluogo dell’omonima provincia. È la seconda città della Campania per popolazione.È conosciuta per la sua Scuola Medica Salernitana, che fu la prima e più importante istituzione medica d’Europa all’inizio del Medioevo e come tale considerata da molti un’antesignana delle moderne università. Città di mare, ha una tradizione culinaria notevole, per il gusto e la fantasia degli accostamenti alimentari.


Pranziamo nel salernitano

Un Primo piatto: Spaghetti con vongole e cozze (1)
Far aprire, separatamente, le vongole e le cozze a fuoco vivo. Raccogliere e tenere da parte il sugo dei molluschi, privato della sabbia ( lasciar posare la sabbia sul fondo e far colare molto lentamente il liquido in un altro recipiente ) e i molluschi tolti dalle valve.
Far dorare, a parte, in abbondante olio di oliva uno spicchio d’aglio tritato o sciacciato, che si può togliere o lasciare secondo il gusto. Aggiungere qualche pomodorino e lasciar cuocere a fuoco piuttosto vivo per pochissimi minuti. Unire al sugo prima il liquido e, poco dopo , le vongole e le cozze, e lasciar leggermente addensare il tutto. Prima di togliere dal fuoco, completare con una buona manciata di prezzemolo. Condire con questo sugo gli spaghetti cotti al dente e appena scolati. Evitare assolutamente di usare il formaggio grattugiato.

Un secondo piatto: Triglie in cartoccio (2)
Scegliere delle triglie piuttosto grandi, sventrarle e salarle. Metterle in una carta da forno ben oleata e lasciarla cuocere lentamente, in modo che conservi inalterata la fragranza di scoglio e di alga. Una volta le triglie in cartoccio venivano cotte sotto la cenere della fornacella. Ora si possono preparare servendosi del forno a calore moderatissimo.

Un contorno: Insalata mista (3)
Ingredienti:
scarola, lattuga, indivia, cipolline crude (a chi piacciono), ravanelli, sale olio ed aceto in giuste proporzioni.
Tagliare a piccoli pezzi la parte bianca della scarola e le altre verdure. Condire con
sale, olio e aceto.

Un dolce : La “pizza dolce” (4)
Ingredienti:
Pasta frolla, crema e marmellata di amarene.
Foderare una tortiera con pasta frolla, riempirla con crema e cucchiaiate di marmellata
di amarene. Ricoprire accuratamente con altra pasta frolla e cuocere al forno regolarmente, senza far colorire troppo. Cospargere la “pizza” raffreddata con zucchero in polvere finissima.

Un buon vino campano: Il Colli di Salerno bianco IGT
Prodotto dai bei vigneti si estendono sulle colline di Salerno, ben si sposa con i sapori tipici e tradizionali della cucina locale sottolineandone la bontà e il gusto, perché resta tutta la potenza di un alcol dichiarato a 13,5 grandi .Giallo paglierino, man mano che il bicchiere riposa sul tavolo e la temperatura si alza, esce fuori prepotentemente il frutto di grandissime capacità evolutive. In bocca svela la sua potenza ed una incredibile intensità, che si sposa con una discreta morbidezza .
I Vini Colli di Salerno è l’unica tipologia della provincia di Salerno che si fregia del marchio IGT (indicazione geografica tipica della Comunità Europea) e sono molto conosciuti e apprezzati nell’ambiente enologico italiano.

Rosa Maria Pastore

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