Un’intervista rilasciata a Wuz da Ermanno Olmi
La 65. Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia
“Da Bergman ho tratto la lezione della purezza, della costante tensione alla miracolosa autenticità dell’infanzia, l’età della vera innocenza e del contatto misterioso con ciò che ci sovrasta e ci rende davvero vivi.”
da Avvenire, 31 luglio 2007
Nato a Bergamo nel 1931 da famiglia contadina, profondamente cattolica, Olmi rimane ben presto orfano di padre, morto durante la Seconda guerra mondiale.
Trasferitosi a Milano si iscrive all’Accademia di Arte Drammatica e segue i corsi di recitazione.
Per mantenersi, lavora presso la Edisonvolta, dove già lavorava la madre, e gli viene affidata l’organizzazione delle attività ricreative per i dipendenti, in particolare quelle relative al cinema.
Gli viene richiesto di documentare le produzioni industriali attraverso filmati. Olmi sfrutta l’occasione per dimostrare il suo talento con la macchina da presa; pur non avendo praticamente nessuna esperienza alle spalle, tra il 1953 ed il 1961 realizza decine di documentari, tra i quali La diga sul ghiacciaio, Tre fili fino a Milano (1958) e Un metro è lungo cinque. In tutti gli oltre quaranta documentari realizzati negli otto anni di lavoro si nota l’attenzione alla condizione degli uomini che lavorano nelle strutture aziendali, un modello interpretativo della realtà che anticipa le caratteristiche delle sue future pellicole.
In occasione del Leone d’Oro alla carriera, Feltrinelli pubblicherà nella collana Real Cinema i documentari realizzati da Ermanno Olmi nei suoi primi anni di lavoro alla Edison, straordinari film d’autore, praticamente inediti, che furono prodotti, come si è detto prima, negli anni ’50 come documentari d’impresa.
Nel 1959 Olmi debutta sul grande schermo con il lungometraggio Il tempo si è fermato, storia sull’amicizia fra uno studente e il guardiano di una diga nell’isolamento e la solitudine dell’alta montagna. Sono già presenti quelli che saranno i temi tipici della maturità del regista: i sentimenti delle persone semplici, il rapporto con la natura, la solitudine…
Il posto, 1961 (prodotto dalla casa di produzione “22 dicembre” fondata da Olmi con gruppo di amici), ottiene ottime recensioni da parte della critica. Il film racconta le aspirazioni e i problemi di due giovani alle prese con il loro primo impiego. Con questo film Olmi vince il Premio della critica alla Mostra del cinema di Venezia.
Ne I fidanzati (1963) c’è ancora l’attenzione al quotidiano, alle cose semplici della vita, alle vicende del mondo operaio. Nel 1965 gira E venne un uomo, una biografia, partecipe e commossa, di Papa Giovanni XXIII.
Seguono: Un certo giorno (1968), I recuperanti (1969), Durante l’estate (1971), La circostanza (1974).
È del 1977 il film che può essere considerato il suo capolavoro, L’albero degli zoccoli, che si aggiudica la Palma d’Oro al Festival di Cannes e il César per il miglior film straniero.
Si trasferisce prima da Milano ad Asiago e poi, nel 1982, a Bassano del Grappa, dove fonda la scuola di cinema Ipotesi Cinema. Sempre nel 1982 dirige Cammina cammina, allegoria sulla favola dei Re Magi.
Gira documentari per la RAI e alcuni spot televisivi.
Nel 1987, dopo qualche anno di assenza per curare una grave malattia, Olmi gira Lunga vita alla signora!, premiato al Festival di Venezia con il Leone d’Argento.
L’anno seguente vince il Leone d’Oro grazie a La leggenda del santo bevitore, tratto dall’omonimo racconto di Joseph Roth, adattato da Tullio Kezich e dal regista stesso. Il film vince anche quattro David di Donatello:
Nel 1993, gira Il segreto del bosco vecchio tratto da un racconto di Dino Buzzati, con protagonista Paolo Villaggio, un evento piuttosto raro per Olmi, che privilegia attori non professionisti.
Nel 1994 dirige un episodio del vasto progetto internazionale Le storie della Bibbia, a cui partecipa anche la RAI, Genesi: la creazione e il diluvio.
Nel 2001 dirige Il mestiere delle armi, film storico che ha grande successo sia al Festival di Cannes, dove viene presentato, che a livello internazionale.
Il film si aggiudica nove David di Donatello 2002.
Nel 2003 approda racconta le epiche vicende di pirati e arrembaggi di una Cina senza tempo in Cantando dietro i paraventi, anch’esso acclamato dalla critica, che vede Bud Spencer come unico attore occidentale, insieme a Camillo Grassi, in un cast interamente cinese.
Nel 2005 collabora con altri due grandi registi, Abbas Kiarostami e Ken Loach, nel film Tickets.
Nel 2007 esce Centochiodi, che Olmi annuncia come il suo ultimo film di finzione, avendo deciso d’ora in poi di dirigere solo documentari.
Di Grazia Casagrande
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