INCHIESTA DELLA PROCURA DI SANTA MARIA CAPUA VETERE: BLOCCATE LE ORDINANZE DI ABBATTIMENTO, PRELIEVI DA RIPETERE

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BRUCELLOSI, SEQUESTRATE 15MILA BUFALE

LORENZO CALÒ - L’emergenza brucellosi all’attenzione della magistratura dopo gli esposti e le tensioni dei mesi scorsi che hanno portato molti operatori del settore a contestare i provvedimenti di abbattimento dei capi infetti disposti dal commissariato di governo. Ma da ieri l’intera vicenda ha subito un forte scossone dopo la decisione della Procura di Santa Maria Capua Vetere di notificare ai titolari di 45 allevamenti dell’intera provincia di Caserta un provvedimento di sequestro probatorio di tutti i capi di bestiame risultati sieropositivi (cioè affetti dalla brucella) e quindi destinati nelle prossime settimane a essere soppressi. Contestualmente i pm ordinano la ripetizione di tutte le indagini di laboratorio condotte sugli animali malati al fine di verificare i criteri attraverso i quali viene certificata la sieropositività delle bufale. Dunque, per effetto dei provvedimenti della magistratura - notificati all’autorità commissariale, ai servizi veterinari e alle Asl per gli adempimenti di rito - vengono al momento sospese tutte le attività (per altro già programmate) di abbattimento dei capi di bestiame sieropositivi secondo il piano elaborato dallo stesso commissariato e dall’Istituto zooprofilattico. Nei prossimi giorni saranno gli stessi titolari degli allevamenti (cui è stata affidata la custodia giudiziale degli animali) a fornire chiarimenti, insieme alla struttura commissariale, sulle modalità con cui sinora sono stati espletati i controlli per definire l’anagrafe degli animali malati. L’inchiesta, che è soltanto nella fase iniziale, sarebbe scaturita dopo l’esposto presentato nelle scorse settimane dalla Lab (Lega allevatori bufalini) su indicazione degli avvocati Carlo Taormina e Raffaele Ambrosca. Allegata agli atti della denuncia anche la decisione del Consiglio di Stato che ha sospeso l’ordinanza del Tar Lazio con la quale veniva negata la sospensiva agli abbattimenti di capi bufalini trovati sieropositivi ai test anti-brucellosi. Inoltre, i giudici di Palazzo Spada avevano chiesto chiarimenti al ministero della Salute per verificare l’effettiva conformità alla legge dei prelievi effettuati sui capi abbattuti. Ed è questo uno degli aspetti che, anche se in maniera per ora non diretta, entrano nell’inchiesta della Procura sammaritana dal momento che sinora sono stati abbattuti in tutta la provincia di Caserta 25 mila capi di bestiame infetti. Il punto è: quali saranno gli effetti su quegli allevatori che hanno subito la decimazione delle loro mandrie se i criteri sinora adottati dovessero essere ritenuti non idonei? E poi, proseguirà la fase dei risarcimenti economici così come previsto dalle apposite ordinanze ministeriali, l’ultima delle quali, pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso luglio, proroga lo stato emergenziale fino al 31 dicembre 2008?
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VACCINAZIONI E INDENNIZZI, CONTESTATO IL PIANO DI SALVATAGGIO

I criteri per la vaccinazione degli animali con le procedure Rb51, i pronunciamenti dell’Ue sulla conservazione e sulla difesa delle specificità animali genetiche (e la bufala mediterranea lo è a tutti gli effetti), le modalità di accesso agli indennizzi di carattere economico per gli operatori del settore colpiti dalle ordinanze di abbattimento e interessati in certi casi da una vera e propria decimazione del loro patrimonio bufalino. «Insomma - ragiona Lino Martone del Siaab - sono tanti i nodi ancora da sciogliere sotto il profilo dell’emergenza brucellosi che vede penalizzate in particolare aziende operanti nei territori di Grazzanise, Cancello-Arnone, Castelvolturno, Mondragone, nell’area aversana e di Villa Literno». Sono questi anche i temi sul tavolo dell’Orsa, l’Osservatorio regionale per la sicurezza alimentare che proprio a Caserta ha sede e che coordina, con la struttura commissariale e con i servizi veterinari, gli interventi di prevenzione e profilassi. Un tema, quest’ultimo, che ha più volte spinto gli operatori del comparto a sollevare presso le autorità competenti un grido di allarme sulla «volontà di distruggere un settore importante dell’economia della provincia di Caserta». L’ultimo appello due settimane fa con l’ex sottosegretario all’Interno Carlo Taormina, incaricato dalla Lega allevatori bufalini di mettere in campo strategie di tutela del settore. «È necessario capire - è il ragionamento di Taormina - a chi interessa che vengano abbattuti indiscriminatamente i capi bufalini e che venga danneggiato il settore in Campania. Pensiamo che il latte proveniente dall’Est europeo viene sottoposto a procedimenti per facilitarne il trasporto e che spesso viene spacciato per latte campano, venduto a un prezzo più basso e senza subire i controlli necessari».

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