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COMUNICATO-STAMPA 3 - 25 ottobre 2008
IMMEDIATA E FERMA REPLICA DI AMBROSCA A CONSALVO
Strenua la difesa del latte bufalino, della mozzarella dop e degli allevatori
< Alle affermazioni del Presidente del Consorzio di Tutela (CdT), Franco Consalvo, riportate ieri dai quotidiani, replica immediatamente e con fermezza il Presidente della Lega Allevatori Bufalini (Lab), Raffaele Ambrosca: “La filiera bufalina ha bisogno certamente di sostegno, ma può fare a meno del “tuttologo”. Il riferimento è indirizzato al CdT della mozzarella di bufala campana dop e alle dichiarazioni del suo Presidente apparse sulla stampa -osserva preliminarmente Ambrosca e senza mezzi termini-. Nulla di personale, s’intende, ma il CdT ha una nobile missione da compiere che però, a tutt’oggi e da anni ormai, appare, in larga misura, disattesa. Gli allevatori, che rappresentano la parte debole, ancorché più numerosa, dell’intera filiera bufalina si sono stancati, a questo punto, di richiedere agli Organi preposti, e segnatamente al CdT per tutti, controlli serrati, incisivi, mirati, intelligenti e, soprattutto, “disinteressati”, sui componenti che contribuiscono alla fabbricazione della mozzarella di bufala campana dop. Non è più tollerabile -sostiene con sdegno il Presidente della Lab- che, dopo l’abbattimento di circa 40mila capi bufalini, dettato peraltro da scelte profondamente opinabili, si debba assistere pure all’incalzare del disdettamento dei contratti del latte nei confronti degli allevatori. E parliamo -fa opportunamente notare- di migliaia di tonnellate di latte che, a tutti i costi, qualcuno vuole scacciare dal mercato, ma che tutti sanno essere perfettamente idoneo, pastorizzandolo, per la produzione della mozzarella di bufala campana dop.
Il Presidente Consalvo dovrebbe piuttosto preoccuparsi, e molto, di “coprire” l’aliquota di adeguata rappresentanza riservata, in seno alla compagine consortile, agli allevatori “puri”, quali effettivamente sono coloro la cui unica attività dalla quale traggono reddito è soltanto l’allevamento. Eppure, basterebbe poco per capire quanta mozzarella, spacciata per dop, v’è in circolazione a prezzi assolutamente risibili, sempre che, naturalmente, vi sia la volontà e la tenacia per ricercare la frode e la mistificazione! L’incombenza si limiterebbe all’acquisto, dallo scaffale di un qualsiasi supermercato, di quella mozzarella in vendita sotto i 7 euro con l’incarto ed il marchio dop. Di tutto ciò, comunque, la Lab ha provveduto ad informare doverosamente il Ministro Zaia dal quale si attende un punto fermo di chiarezza. Né può, intanto, passare come irrilevante l’intervento della Procura di Santa Maria Capua Vetere che, sottoponendo a sequestro probatorio migliaia di capi bufalini rilevati alle analisi come sieropositivi, ha voluto determinare le condizioni utili ad approfondire, ritenendo non sufficientemente coerenti e chiare le metodologie di analisi che sono poi quelle che, nei casi di esiti positivi, conducono all’abbattimento. D’altra parte, è proprio questa la tesi che, sagacemente e in modo efficace, porta avanti, per conto della Lab, l’avv. prof. Carlo Taormina. Si fa presto a dire “brucellosi”, ma per fortuna c’è qualcuno che ancora intende proteggere quelle bufale che, erroneamente o maldestramente, venivano avviate all’abbattimento, anche se perfettamente sane. In buona sostanza e in definitiva, va pure bene rappresentare le doglianze dei caseifici, ma a noi sembra preminente che, da parte del CdT, si tuteli anzitutto la bontà, la rintracciabilità e, specialmente, l’origine della mozzarella di bufala campana dop. O no? L’addetto-stampa Raffaele Raimondo
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