CASERTA
Nell’area orientale della conurbazione Casertana, tra il comune capoluogo di Caserta e la città di Maddaloni insistono due cementifici . Uno è l’opificio Moccia spa del gruppo Buzzi Moccia e la Cementir spa. Questi impianti posti a distanza l’uno dall’altro di meno di un chilometro, si ritrovano nella cerchia degli abitati cittadini ed emettono una grande quantità di prodotti nocivi come furani, diossine, polveri sottili e metalli pesanti volatilizzati. L’inquinamento delle dette industrie di trasformazione è riconosciuto oggettivamente, tanto che esse vengono definite dalla norma italiana industrie insalubri di prima classe. Sulle stesse non viene effettuato alcun controllo ambientale e sanitario adeguato alla popolazione esistente nell’area. Il comportamento omissivo della Regione Campania si oppone non solo alla normativa italiana quali il DM 4 giugno 2001 per la riduzione dei gas serra, al DM 2 aprile 2002 ,n. 60 in funzione del recepimento della direttiva 1919/30 CE del Consiglio del 22 aprile 1999, riguardante i valori limite della qualità dell’aria ma anche e soprattutto alla Decisione 2006/507/CE del Consiglio, del 14 ottobre 2004, relativa alla firma, per conto della Comunità europea, della Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti. Obiettivo della convenzione è la limitazione dell’inquinamento causato da inquinanti organici persistenti (POP). Essa definisce le sostanze interessate, pur mantenendo la possibilità di aggiungerne altre, nonché le norme relative alla produzione, importazione ed esportazione di tali sostanze.
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