
Dovrei dirti della mia rabbia
dovrei trovare le parole
e rotolarle giù dalle labbra
fino alle tue orecchie
per farti tremare, padrone sorridente.
Dovrei dirti di quanto la frustrazione
mi assorbe la mente ed il pensiero
di quanto futuro gettato in pasto alle tue fauci
abbiamo costruito.
Ho imparato sulla mia pelle
che una società muore quando perde la consapevolezza
del diritto e del dovere
dovere anche d’aver diritto
schiacciato dal tuo potere.
Moriamo lentamente
quando la fine della giornata è stata buona
solo perché abbiamo vissuto
mostrando la nostra bella faccia
e la griffe dei pantaloni,
delle scarpe.
Ho sentito un uomo urlare
che dobbiamo lottare uniti al sindacato
alzare la testa e dire Basta Basta Basta
bastardi tutti
Basta
ma siamo morti che camminano
all’ombra del consumo
stritolati nel suo ingranaggio perverso.
Non è stasera la vita
ma domani e domani e negli anni che verranno
nei cancri che abiteranno i nostri polmoni
curati come?
assicurati a quale prezzo?
Dimmi tu che te ne vai sogghignando
per quel pezzo di pane rancido che ti danno
sarai felice domani
non ti volti indietro a guardare il tuo passato
nel futuro che hai creato?
chi sei uomo?
cosa vali?
cosa farai domani?
hai dei figli?
Cosa darai ai nostri figli?
un benessere fittizio
comodamente rateizzato per gli strozzini moderni e patentati?
Basta Basta Basta
voglio scendere da questa giostra di mostri ottimisti
da questo cantico delle creature inermi
da questa bolgia di veleni e soprusi
e di morti senza diritti
arrampicati senza rete in acrobazie edilizie.
Voglio scendere o lottare
con un mitra di parole
con la forza della mia nausea.
Non è tempo di parlare con sofismi intellettuali
è tempo di agire.
2 Commenti for "“RIVOLUZIONE STANCA” poesia di Natàlia Castaldi"
poeticamente non è un granché… ma Tilde, non sai che bisogno avevo di sfogarmi!
grazieeeee.
bacio, nat
Nat, ho sentito il bisogno di gridare con te!!!!!!!!!!!!
Ti abbraccio con affetto, Tilde
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