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Il Parco della val d’Agri lagonegrese, nel cuore della Basilicata interna, entra ormai nella fase di attuazione. Divergenze di opinioni, contrastanti punti di vista, soprattutto in ordine alla nomina dell’ingegnere Mimmo Totaro a Commissario del Parco. Totaro è un professionista affermato, un tecnico che ha messo in risalto le sue capacità già ai tempi della frana di Senise.

Il parco è certamente una realtà nuova e complessa che pone la Valle dell’Agri a un bivio: da un lato il decollo della zona, dall’altro il rischio della stagnazione con tutte le conseguenze possibili.

Su questi ed altri argomenti proponiamo una nota dell’Assessore alle Politiche Sociali di Spinoso, Maria Rosaria Guarascio, che si batte da tempo per un parco a misura della gente che rappresenti un fattore dinamico nella tutela del territorio e nel quadro generale dello sviluppo.

Sono trascorsi venti anni da quando la Finanziaria 1988 dava per possibile l’istituzione del Parco nazionale della Val d’Agri, ponendolo in alternativa al Delta del Po che poi è diventato parco regionale.

Oggi il Parco della val d’Agri c’è e si accinge a diventare a tutti gli effetti realtà operativa. Si tratta di farlo funzionare, mettendo in moto la complessa macchina dello sviluppo sostenibile. Occorre assicurare un futuro soprattutto ai giovani ed alle popolazioni che spesso hanno temuto (e continuano a temere) una riedizione del Parco del Pollino con i tanti errori diventati, in certi momenti, addirittura fallimentari e in ogni caso insostenibili.

Il neo commissario Totaro ha davanti a sé una sfida: dare alle popolazioni della Valle dell’Agri ciò che in tanti anni non hanno avuto. Vale a dire una speranza concreta e un’altrettanto concreta possibilità di non abbandonare questa terra ricca di risorse e di energie. Di capacità intellettuali da valorizzare. E non solo di petrolio.

Il parco, come altre volte ho sottolineato, deve corrispondere alle attese della gente. Quindi non solo un parco sulla carta o, peggio, un parco di carta. Ma una realtà viva come sono del resto i parchi al Nord, anche là dove nei parchi c’è il petrolio. Ed è il caso del Ticino.

Ora l’ambiente della Valle ha un guardiano autorevole, incaricato di vegliare sui destini dell’area e di contribuire alla salvaguardia del suo complesso sistema. Fare in modo che il parco cominci a funzionare da subito è anche questa una sfida. Tra le più importanti. Naturalmente con il contributo dei comuni e delle autonomie locali, degli enti presenti sul territorio che dovranno essere consapevoli della posta in gioco.

Maria Rosaria Guarascio

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