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(Mingrone Gianpaolo)

L’episodio è accaduto a Brunico dove l’alpino presta servizio da decenni

di Nunzio De Pinto


AFRAGOLA
– Come è gratificante per noi del Sud sfatare il luogo comune che ci fa apparire agli occhi di quelli del Nord come dei fannulloni indolenti, senza alcuna voglia di lavorare e, soprattutto, essere considerati tutti quanti dei “camorristi”. Questo è accaduto domenica scorsa, quando il luogotenente degli Alpini, Giampaolo Mingrone, cinquantunenne nativo di Afragola, ed in servizio da diversi decenni presso il 6° Reggimento Alpini di Brunico, al cui vertice c’è il Colonnello Massimo POLI, si è gettato nelle gelide acque del fiume Rienza per portare aiuto ad un uomo di sessantuno anni, residente a Monguelfo, senza pensare alle conseguenze; l’unico suo obiettivo era quello di salvare una vita umana. E c’è l’ha fatta senza non pochi problemi. Il Luogotenente Mingrone, una vita nel Corpo degli Alpini, la cui associazione, fondata a Milano l’8 luglio 1919 da un gruppo di reduci della Grande Guerra, conta attualmente 384.000 soci, con 81 sezioni in Italia e 31 sezioni nelle varie nazioni del mondo, dal Sud Africa all’Australia più 4 gruppi autonomi del Canada, ha lasciato la sua città natale giovanissimo per arruolarsi nell’E.I. La sua è stata una carriera brillante che gli è valsa il grado di Luogotenente, massimo grado per un sottufficiale, vanta una notevole esperienza nelle missioni all’estero, attualmente è di stanza presso il 6° Reggimento Alpino, reggimento nato il 1° novembre 1882, e Mingrone non poteva fare miglior regalo al suo reggimento. Domenica pomeriggio, Mingrone, insieme alla moglie, era a fare jogging lungo l’argine del fiume Rienza in direzione di San Lorenzo. Ad un certo punto vede una coppia che si sbracciavano dal vicino ponte per attirare l’attenzione di qualcuno. Resosi conto che un uomo si era lasciato cadere dal ponte per suicidarsi, il Luogotenente Mingrone, senza perdere un attimo, si toglie le scarpe e si lancia in acqua. Raggiunge l’uomo e, insieme ad un giovane kosovaro che poi farà perdere le sue tracce, riesce a trarre a riva l’uomo che risiede a Stregona, frazione del centro pusterese. Il coraggio dimostrato da Mingrone nell’occasione rende onore alla Forza Armata ed al Corpo degli Alpini, gente generosa ed altruista che nulla chiede in cambio. Il pusterese salvato in extremis, è stato successivamente soccorso dai sanitari della Croce Bianca e ricoverato in osservazione presso l’ospedale cittadino. Il coraggio civile e l’abnegazione dimostrata dal sottufficiale di Afragola andrebbe premiata dall’Esercito che può dirsi onorata di annoverare tra le sue fila gente del calibro di Mingrone.

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