Sandro Neri_tempo_di_primavera

In un presente privo di memorie
per le croci senza lapide né nome
raccogli secchi papaveri rossi

tra le pagine d’un vecchio diario
e dalle alle fiamme
di questo stanco cammino.

Nel seme della ribellione
si nasconde il tacito dolore
dell’animo che avanza negli anni represso.

Aprimi varchi tra le nebbie del pensiero
e tornerò libera in catene
al servizio di arroganti minimi.

Ha avuto un nome ogni ideale
scagliato dalla torre
alla diaspora dei mondi
nelle lingue confuse d’incomprensibili déi
e profeti d’uguaglianza
armati d’arroganza e verità.

Falliremo ancora ma ci rialzeremo
nell’urlo delle nostre parole
scritte nel vento sulle tue labbra
e nel pugno chiuso
scagliato al cielo dei padri del pensiero.

Andiamo avanti compagno leggero
cantiamo ancora delle primule rosse
che fioriscono nelle primavere
dei soprusi.
Cantiamo ancora ché non sia finita
la nostra lotta senza strage né terrore
cantiamo ancora e culliamo d’amore
questo nostro stanco ideale.

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