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I SIGNORELLI
I  Signorelli erano una famiglia tipo: padre, madre,  due figli, Angelo e Sara. Essi vivevano tranquilli nel loro paesino in riva al fiume, in una casa dal tetto spiovente, e con un allegro giardinetto sempre pieno di fiori rossi, gialli, viola, arancione. Era piccolo quel giardino, ma ben curato ed in primavera era un’esplosione di vita.
Gioia e dolore della Signora Chiara Signorelli, che ci dedicava tutto il suo tempo libero. Suo marito Andrea, l’aiutava nei week end, tagliava l’erba, potava gli alberelli ed insieme erano felici di vedere il loro lavoro ben fatto. Esso era il segno tangibile di una vita tranquilla, serena, basata su un amore reciproco, nato tanti anni prima, sui banchi di scuola, ma diventato sempre più forte ed indistruttibile.
Quella tiepida sera di Maggio, erano fuori in giardino, a godersi il canto dei grilli ed il cielo stellato, quando Chiara disse ad Andrea: - oggi ho visto il dottor Bianchi… mi è stato diagnosticato un cancro al seno – la sua voce era calma, come sempre, ma un leggero tremolio delle mani la tradiva, rendendo esplicita la paura che albergava nel suo cuore. Non devi impressionarti – continuò Chiara – al giorno d’oggi bisogna ritenersi fortunati quando il cancro colpisce il seno,  dicono che sia una  zona del corpo dove può essere ancora controllato…..
Andrea, la guardava, incredulo, muto e terribilmente spaventato. Poi all’improvviso le diede un ceffone, perché mi fai questo? – le disse! Chiara si girò verso di lui, i suoi occhi erano pieni di lacrime… e, finalmente, tra le braccia del marito riuscì a sciogliere quel nodo che gli stringeva la gola, da quando il dottor Bianchi le aveva dato questa orrenda notizia.
Tutto accadde velocemente…. le piante del giardino morirono in fretta senza nessuno che si curasse di loro…. i ragazzi rimasero spauriti e senza alcuna guida…. Andrea non sapeva più organizzare la sua vita…..
Allora Chiara, ancora molto fragile, ferita nel fisico e nell’anima, si mise a sedere sul letto e si disse DEVO VIVERE, HANNO TUTTI BISOGNO DI ME!
Chiara guarì in fretta e non si guardò più indietro… il giardino pian, piano rifiorì e la vita riprese a scorrere lentamente, come le placide acque del fiume lì accanto.

Con affetto Tilde

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