(Alice una piccola meraviglia di paese)
LA SOLITUDINE DI ALICE
Quel giorno Alice, inconsapevolmente, stava aprendo il suo cuore: sono qui, davanti a questo PC, che è diventato l’unica fonte di gioia della mia giornata e mi chiedo…perché? Perché non desidero vedere nessuno, parlare con gli amici, organizzare una serata, andare al cinema? Perché rimango qui a parlare con il computer e a parlar solo con me stessa?
Credo che il mio cuore sia diventato arido e privo d’amore, non riesco più a chiacchierare con la gente che non mi sembra vera, vedo solo in lontananza la vita sociale che mi circonda e non mi piace, non la condivido e perciò non la cerco.
Ma io non cerco più nessuno….perchè?
Mi commuovo per un poesia che leggo sul mio PC, condivido la vita di persone che non conosco, ma che sento vicinissime perché riconosco che si tratta di un incontro di anime… inizio, così, la mia giornata leggendo questi blog.
Spesso mi emoziono, mi commuovo, soffro, vivo il dolore degli altri, ed invece, non mi importa di sapere se un mio conoscente od anche un mio parente ha bisogno di me!
Sì, “vivo la mia solitudine” e l’assaporo ogni giorno di più, guardo il mondo come da un oblò e non lo condivido.
C’è troppa invidia, accidia, ingordigia, falsità…la gente mi ha delusa oppure sono stata io a deludere le persone?
Domande…domande….quante domande! Ma chi mi potrà dare tutte le risposte che cerco?
Chiedo AIUTO….e vediamo se il mio prossimo mi deluderà ancora…e poi ancora….
Con immutato affetto Tilde
“Siamo vecchi fanciulli che han paura di dire
che ancora non vogliono andare a dormire”
L.Carroll – Alice in Wonderland
2 Commenti for "LE PICCOLE STORIE DI TILDE"
come mi è piaciuta questa storia,la storia di Alice non so è come nei suoi dettagli riconoscessi qualcuno…..
Grazie, per il tuo commento, sei una persona gentilissima con un animo molto sensibile.
In effetti, hai ragione, in Alice, se guardiamo bene, troviamo tutti un pezzo di noi stessi.
Ciao, Tilde
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