TELERADIO NEWS
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Ai signori responsabili e redattori capo di testate giornalistiche, radiotelevisive e telematiche (Web-Internet). Loro Sedi.
Caiazzo, -8 novembre 2008.
Oggetto: Invio comunicati, notizie e foto con cortese preghiera di pubblicazione.
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TeleradioNews. Nuovi sondaggi, proposti anche dai lettori.
TeleradioNews. Nuovi sondaggi, proposti anche dai lettori, nell’apposito sito di appoggio cui si accede cliccando sull’immagine sulla destra. Chiunque può contribuire con il proprio parere, in modo assolutamente riservato, e proporre altri sondaggi che, nei limiti del lecito, la redazione si riserva di attivare; basta inviare una email, anche con immagini, filmati, auguri e notizie da pubblicare a: info@teleradionews.info - oppure a una delle altre e-mail rilevabili dal sito.
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Caiazzo. Valli del Volturno, consorzio “benedetto” da Ventre.
Folla delle grandi occasioni per la presentazione del Consorzio “Valli del Volturno”, fondato dal giovane quanto dinamico imprenditore agricolo Antonio Della Rocca e finalizzato alla promozione e valorizzazione dei prodotti tipici locali. Presenti i sindaci del comprensorio, con in testa il primo cittadino di Caiazzo, Stefano Giaquinto, i colleghi di Piana di Monte Verna, Raffaele De Marco, e Castel Campgnano, Giuseppe Di Sorbo, i referenti della Camera di Commercio, Giuseppe Falco e Luigi Rao, nonché l’euro parlamentare Riccardo Ventre che ha avuto parole di apprezzamento ed incoraggiamento per il coordinatore Della Rocca. Molte le adesioni registrate in occasione della presentazione del consorzio ai caiatini, che possono anche contare su una sede locale del sodalizio, da poco inaugurata in via Attilio, ma anche nel comprensorio si registra notevole interesse e curiosità per la prima iniziativa caiatina cooperativistica del terzo millennio, preceduta nella storia della città solo dalla cooperativa allevatori che tuttora gestisce una macelleria in via Cattabeni. Prossimo incontro venerdì 14 novembre a Baia & Latina su richiesta di numerosi addetti ai lavori interessati.
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Caiazzo. Poste, ci risiamo.
Attesa prioritaria spedita a settembre da Ferrara. Ci risiamo con ritardi nel recapito della corrispondenza postale. Quando la situazione stava finalmente normalizzandosi, dopo tantissime proteste a causa dei disservizi lamentati per vari mesi, all’improvviso l’utenza ha rilevato nuovi, inspiegabili ritardi nella consegna della corrispondenza, a quanto pare conseguito al cambio dei portalettere, che finalmente avevano cominciato ad imparare strade e nomi dei destinatari, con due ragazze forestiere che, ad aggravare la situazione, si alternerebbero nell’espletamento del servizio. Sta di fatto che le bollette da pagare non vengono recapitate in tempo utile, le pagine gialle telefoniche neppure si sa dove siano finite, e le lettere viaggiano con mesi di ritardo, a quanto segnalato da un lettore ancora in attesa di una missiva contenente importanti documenti, spedita ad agosto da un grosso centro dell’Emilia e non ancora giunta a destinazione, sebbene contenga importanti documenti senza i quali non è possibile svolgere determinate operazioni.
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Caiazzo. Commercianti riuniti in “conclave”.
Vertice dei commercianti aderenti alla neo costituita associazione “Com Cai” per far conoscere il sodalizio, aprire il tesseramento e cominciare ad affrontare insieme i tanti, annosi problemi che assillano la categoria. L’incontro è fissato presso la sede della neo costituita associazione fra Artigiani, Produttori, Commercianti e fornitori di servizi per le ore 20 di sabato 15 novembre. All’ordine del giorno presentazione dell’associazione, tesseramento per il biennio 2009 - 2010, programmazione primo trimestre 2009, varie ed eventuali. In attesa di poter conoscere e divulgare le risultanze dell’importante incontro, ricordiamo che:
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Caiazzo. Processo a Sorbo, nuovo rinvio.
Rinviato a febbraio il procedimento penale a carico dell’ex sindaco Nicola Sorbo per la commovente storia di Antonio Palumbo, portata alla ribalta internazionale da Maurizio Costanzo per la situazione di degrado e indigenza in cui viveva il vecchietto di San Giovanni e Paolo. A causa di uno sciopero dei pubblici ministeri, infatti, è stata rinviata a febbraio 2009 la nuova udienza del procedimento penale a carico del sindaco Nicola Sorbo, rinviato a giudizio per le frasi profferite nel corso di un comizio spacciato per conferenza stampa all’indomani della famigerata puntata del Costanzo Show dedicata quasi totalmente al caso Palumbo. Dopo numerosi rinvii e ripetizioni del giudizio, conseguite al cambio dei giudici monocratici della sezione staccata di Piedimonte Matese del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, l’udienza avrebbe dovuto tenersi giovedì 6 novembre, ma in tale data era proclamata l’astensione dei Piemme, per cui l’ennesimo rinvio era inevitabile. Dovrebbero tornare a febbraio quindi i nodi al pettine ed in particolare dovrebbe essere nuovamente sentito il comandante dei Carabinieri della Stazione caiatina, Maresciallo A.S. Ups Giuseppe Oliva, presente al comizio e pertanto chiamato a confermare quanto lamentato dalla parte offesa, il giornalista Gianni Gosta, attraverso l’avvocato Nicola Leone, costituito anche per parte civile, mentre l’imputato è difeso dall’avvocato Ciro Ferrucci. Il giudice dovrebbe sentire anche alcuni dei numerosi testimoni citati a sua discolpa da Sorbo, ed in particolare la dottoressa Cervo e l’assistente sociale che all’epoca avrebbe seguito il caso, sempre che le parti non concordino nel ritenere valide le testimonianze già rese anche da qualche dipendente comunale. Trattandosi di fatti risalenti all’inizio dell’anno 2001, invero, per l’aspetto penale si prospetta la prescrizione, mentre il procedimento dovrebbe proseguire per la parte civile, anche se si vocifera di un possibile accordo fra le parti in seguito ad un malore che recentemente ha colpito l’ex sindaco.
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Castel Campagnano. Ponte, sabato la presentazione.
Grande entusiasmo nell’intero comprensorio per l’ufficializzazione della notizia, anticipata in esclusiva da queste colonne, del finanziamento concesso dalla Regione al Comune di Castel Campagnano per realizzare un ponte fra le strade provinciali Piana di Monte Verna Castel Campagnano e Dugenta Cantinelle, e quindi un viadotto d’accesso alla strada ad elevato scorrimento “Fondo valle Isclero”. La presentazione ai residenti è in programma sabato presso l’azienda Castello Ducale, dove si succederanno gli interventi degli assessori regionali Ennio Cascetta e Gennaro Oliviero, nonché dello stesso sindaco. Giuseppe Di Sorbo, il quale sin dall’insediamento si è battuto per la realizzazione di tale importante opera, che consentirà finalmente al comprensorio di uscire dallo storico isolamento. Al riguardo il sindaco Di Sorbo ha anche inteso precisare i reali termini della situazione in seguito alla divulgazione di un comunicato, ricevuto anche dalla nostra redazione, dal quale si evinceva l’esclusivo merito del consigliere regionale Nicola Caputo, mentre nelle sue dichiarazioni il sindaco ha sempre evidenziato anche l’impegno dell’assessore regionale Gennaro Oliviero.
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Caiazzo. Piatti tipici, prima serata, primo successo.
Perfettamente riuscita la prima cena presso l’azienda agrituristica Marinella di Pontelatone, preceduta da una visita guidata agli scavi della vicina Treglia. Circa trenta i partecipanti che, nel rispetto di un copione ideato dalla vice presidente della Pro Loco, Maria Fiore, diventano automaticamente giurati, per valutare i piatti tipici partecipanti al concorso bandito dalla stessa Pro Loco. Prossimo appuntamento venerdì 14 novembre presso l’azienda agrituristica “Selvetelle” di Caiazzo. Prenotazioni già possibili preso la Pro Loco, piazza Verdi, Caiazzo, tel. 0823/862761. L’evento sarà seguito dall’emittente televisiva “Italiamia” di Caserta.
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Caiazzo. Il Comune cerca istruttori sportivi.
L’amministrazione comunale ha avviato la procedurta per individuare due preparatori atletici per i giovani studenti che parteciperanno alla prossima edizione di “Gioco Sport”, come si evince dal seguente bando: “Città di Caiazzo Provincia di Caserta Piazzetta Martiri Caiatini 1, 81013 Caiazzo, tel. 0823.615711, fax 023.868000, email: info@comune.caiazzo.ce.it – web: www.comune.caiazzo.ce.it - Avviso Selezione Pubblica per titoli per la formulazione di una graduatoria per l’incarico di n. 2 Istruttori Sportivi per la lpreparazione dei giovani atleti alla manifestazione “Gioco Sport- Ed. 2008/09. Il Responsabile del Servizio rende noto che è indetta una selezione pubblica, per titoli, per la formulazione di una graduatoria da utilizzare per l’affidamento di n. 2 incarichi di Istruttore sportivo, di cui almeno uno di sesso femminile, in occasione della Manifestazione “Gioco - Sport” per l’anno scolastico 2008/09. Ai professionisti incaricati a seguito della selezione sarà attribuito un compenso lordo forfetario di euro 1.000,00= omnicomprensivo. Requisiti Di Ammissione: Per l’ammissione alla selezione è previsto il possesso da parte dei partecipanti d’ambo i sessi dei seguenti requisiti: 1) Cittadinanza italiana; 2) Godimento dei diritti politici; 3) Non avere subito condanne penali che impediscano, ai sensi delle vigenti disposizioni in materia, la costituzione di rapporti con la Pubblica Amministrazione; 4) Diploma di laurea I.S.E.F. o, in subordine, patentino di istruttore sportivo rilasciato dal CONI. Non possono partecipare alla selezione ai sensi delle vigenti disposizioni in materia, coloro che siano esclusi dall’elettorato politico attivo e coloro che siano destituiti dall’impiego presso una Pubblica Amministrazione. Domanda: La domanda di ammissione alla selezione datata e sottoscritta (a pena di irricevibilità) redatta su carta semplice e debitamente sottoscritta, indirizzata al Responsabile del Settore, P I. del Comune di Caiazzo -Piazzetta Martiri Caiatini, 1- dovrà essere presentata direttamente al protocollo o rimessa a mezzo del servizio postale mediante Raccomandata A.R., con esclusione di qualsiasi altro mezzo, entro 10 (dieci) giorni dal giorno successivo alla data di pubblicazione del presente bando, all’Albo Pretorio e precisamente entro il 7/11/2008. Ove tale termine scada in giorno festivo, deve intendersi prorogato automaticamente al giorno seguente non festivo. Per la validità farà fede la data del timbro dell’ufficio postale accettante.Nella domanda di ammissione i candidati dovranno dichiarare, a pena di esclusione, sotto la propria responsabilità, consapevoli delle sanzioni penali di cui all’art. 76 del D.P.R. 445/00 in caso di false dichiarazioni: a) cognome, nome e residenza; b) luogo e data di nascita; c) possesso della cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell’Unione Europea; d) godimento dei diritti politici; e) possesso del titolo di studio richiesto. Dovranno inoltre dichiarare: 1) Esatto recapito, per eventuali comunicazioni, qualora il medesimo non coincida con la residenza; 2) L’assenza di condanne penali ovvero le eventuali condanne riportate e i procedimenti penali pendenti, dei quali deve essere specificata la natura; 3) Consenso al trattamento dei dati personali. Alla domanda di partecipazione i concorrenti devono allegare curriculum professionale redatto su carta semplice datato e sottoscritto; I documenti devono essere presentati in originale o in copia autenticata; É ammessa l’autocertificazione nei casi, nei limiti e con le modalità previste dalla vigente normativa, in tal caso deve essere allegata fotocopia di un documento di riconoscimento. In caso di autocertificazione i titoli posseduti devono essere specificamente indicati (es. data inizio e fine rapporto di servizio, durata del corso di formazione ecc.) per essere soggetti a valutazione. La partecipazione alla selezione comporta la esplicita ed incondizionata accettazione delle norme stabilite dal presente bando. La selezione sarà effettuata dal Responsabile del Servizio AA.GG. e Personale. Tra i titoli di servizio saranno valutate eventuali esperienze di istruttore sportivo presso PP.AA. di cui all’art. 2 del D.lgs.165/01 e attestati di partecipazione a corsi di formazione rilasciati dalle specifiche federazioni dei singoli sport. Determinazione Del Punteggio: Per i titoli è attribuito un punteggio complessivo massimo di 10 punti, suddiviso in relazione alle seguenti categorie nel modo sotto indicato: a) Titoli di servizio: 0.5 punti per ogni mese di servizio presso Enti Pubblici o Privati; b) Tesserino CONI: 1 punto (se non valutato quale requisito di ammissione); c) Titoli vari (attestati corsi) 0.5 punti per ogni titolo attinente sino ad un max di 4 punti. Ogni altra informazione relativa al presente bando può essere richiesta all’Ufficio Pubblica Istruzione del Comune di Caiazzo, tel. 0823/615734. (Il Responsabile del Procedimento dottor Franco Della Rocca)
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Castel Campagnano. Ponte sul Volturno, ecco il progetto.
Sabato 8 novembre 2008, alle ore 11, presso l’hotel Castello Ducale di Castel Campagnano (Caserta), l’assessore regionale ai Trasporti, Ennio Cascetta, parteciperà alla presentazione del progetto per il collegamento tra le strade provinciali n. 336 Castel Campagnano - Piana di Monte Verna e n. 182 Telese Terme - Dugenta, finanziato dalla Regione Campania con 6,7 milioni di euro, che consentirà di migliorare l’accessibilità delle due aree delle province di Caserta e Benevento con un ponte sul fiume Volturno. All’incontro parteciperanno anche il presidente del Gruppo regionale del Partito Socialista Gennaro Oliviero, i presidenti delle Province di Benevento Aniello Cimitile, e di Caserta Sandro De Franciscis, e i sindaci dei Comuni di Castel Campagnano, Caiazzo, Ruviano, Alvignano, Dugenta e Melizzano. (Fonte: comunicato)
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Raviscanina. Mille Catene.
Riceviamo e pubblichiamo una dolce lirica di Paolo Pinelli, il poeta di Raviscanina, in provincia di Caserta, ospite a Fiuggi e a Piedimonte Matese e che presto potremo vedere in TV (tv sky 920) quale ospite d’onore al concorso “Star Sprint edizione” 2008: “Mille Catene. (VII Atto) Mille catene si possono spezzare e non questo amore, l’unico amore eri tu per me. La notte non passa mai arriva il giorno e vedo il sole che nasce guardando te che illumina il tuo viso e con quel viso si trasforma in noi la realtà. Mi riappari in mente e da lassù dea celeste mi abbracci sorridendo come un bambino mi dici figlio mio vorrei portarti con me ma ora no, stai crescendo sempre di più, cosi con la speranza verso un domani troverai l’amore, io lo so sei prigioniero di un sogno che ti tormenta da sempre non ti lascia mai dormire tu che desideravi da tempo e col tempo mi ritroverai accanto a te nel letto d’oro come una dea terrena”.
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Raviscanina. Assegnato il premio Olmo 2008.
Folla delle grandi occasioni presso l’auditorium di Raviscanina che nel pomeriggio di sabato 8 novembre ha ospitato la cerimonia di assegnazione del premi Olmo, conferito da Lelio De Sisto a Gianguido Baldi. A Gianguido Baldi la nomination per il cinema al Premio Olmo - A. De Sisto 2008 che si è svolto sabato 8 novembre nell’auditorium di Raviscanina ormai diventata sede istituzionale del premio. Per il cinema, la prestigiosa scultura, è finita nelle mani di Gianguido Baldi, noto attore partenopeo e figlio d’arte che è diventato popolare in “Un posto al sole”, la fortunata fiction televisiva e che ha alle sue spalle anche tanti altri lavori importanti. Nel Matese pare abbia trovato anche l’amore e non poteva esserci migliore conclusione, sabato 8 novembre, che portare a casa oltre l’amore anche il prestigioso premio, nella precedente edizione assegnato a Renato Carpentieri, temibile commissario di “La squadra”. Gradito anche l’ospite della serata che avevamo annunciato da queste stesse colonne: il giovanissimo chitarrista, con un grande futuro, a sentire i grandi esperti di chitarra classica, Fabio Capone, del quale è stato possibile apprezzare tutto il talento. Quanto al premio letterario, questa edizione ha dato spazio ai giovani. Questo, l’orientamento della Fondazione De Sisto. Un giovane scrittore ha portato via la scultura molto ambita, rappresentante un ramo di olmo. Tra le novità per il prossimo anno, l’inserimento nelle varie sezioni della kermesse anche del teatro. Alcuni attori presenti sul palco per una breve presentazione della nuova sezione – teatro versione 2009. Novità assoluta di questa edizione, una sorta di “Premio Olmo show”, talk show condotto da un giornalista che ha affrontato argomenti sociali di un certo spessore con ospiti alcuni premiati e domande dal pubblico. (Pietro Rossi)
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Piedimonte Matese. AN in piazza con gli studenti.
Le varie componenti giovanili di Alleanza Nazionale sono vivine ai giovani che manifestano per una scuola migliore, come si evince dal seguente comunicato: “Siamo scesi in piazza per confrontarci direttamente con gli studenti, professori e dipendenti scolastici del territorio, creando un canale di comunicazione che fosse libero da strumentalizzazioni ideologiche. C’è necessità di smentire le false informazioni diffuse da una sinistra incapace di confrontarsi con i problemi reali del paese, e che cerca di cavalcare una protesta infondata per tentare di ritrovare una nicchia di consenso. La nostra battaglia, mirata a sovvertire i miti immaginari del sessantotto, sta per essere vinta, anche grazie ai primi interventi mirati su scuola e università. Riabilitare il sistema di istruzione del nostro Paese è una priorità. Sosteniamo con convinzione chi sta portando avanti un opera di riforma del sistema assolutamente necessario. Vogliamo zittire chi, con demagogia, anche tra gli studenti e i docenti del matesino, diffonde paura e incertezza, al solo fine di trarne consenso personale e beneficio politico”. (Andrea Boggia, Alleanza Nazionale Circolo di Piedimonte Matese, Azione Giovani Nucleo, Piedimonte Matese, Area Identitaria Piedimontese)
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San Nicola La Strada. Ambiente, ancora scaricabarile?
L’Assessore provinciale all’Ambiente, Esposito, vuole risolvere il problema della Uttaro e della cava Mastroianni. Fa scrivere da De Franciscis a Bertolaso. Quando venne chiamata da De Franciscis a far parte dell’esecutivo provinciale, Lucia Esposito fece molto bene, tanto da meritarsi gli elogi e le simpatie del mondo universitario (era assessore all’Università e alla Legalità). Poi venne defenestrata per colpa del suo partito e, dopo un anno sabbatico, De Franciscis l’ha richiamata e le ha affidato una delega che gli ha creato solo problemi: l’Ambiente. Non sappiamo se ha fatto bene ad assegnarle questa delega per la quale si è bruciata un esponente dei Verdi, sappiamo solo che ha iniziato con il piede giusto. Dopo i primi giorni per conoscere le problematiche territoriali e poi via, è partita subito con il vero bubbone della provincia di Caserta: la discarica “Lo Uttaro” e la cava Mastroianni. Dietro molte sue insistenze, il presidente della Provincia, Sandro De Franciscis, ha inviato al sottosegretario di Stato per l’emergenza rifiuti in Campania, Guido Bertolaso, una lettera con cui si chiede l’avvio degli interventi di recupero del sito di trasferenza e dell’area del cosiddetto “panettone” allocati presso la discarica esistente in località “Lo Uttaro” di Caserta. La missiva contiene anche la richiesta di un sopralluogo congiunto nell’area. Di seguito riportiamo il testo integrale del documento: “In data 11.11.2006 l’Amministrazione provinciale di Caserta, con il senso responsabilità che ha sempre contraddistinto la sua azione, al fine precipuo di evitare l’ulteriore acuirsi della cosiddetta emergenza rifiuti in Campania, ha proceduto, in uno con il Comune di Caserta, alla sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa con il Commissario di Governo per l’Emergenza Rifiuti nella Regione Campania (nella persona del dott. Guido Bertolaso, oggi Sottosegretario di Stato con specifica delega all’emergenza rifiuti, giusta quanto disposto dal decreto legge n. 263 del 09.10.2006 convertito nella legge n. 290 del 06.12.2006) avente ad oggetto l’apertura di una discarica ubicata presso la località “Lo Uttaro” insistente sul territorio del Comune di Caserta. Il predetto Protocollo d’Intesa prevedeva, a carico della struttura commissariale e dell’apparato statale nel suo complesso considerato, l’adozione di una molteplicità di interventi e di misure atte a ristorare le comunità e gli enti interessati dall’apertura (rectius: riapertura) della discarica de qua. Occorre evidenziare, giunti a questo punto della ricostruzione della vicenda, che gli interventi ristoratori previsti dal richiamato Protocollo, ad onta del tempo trascorso e dell’impegno profuso da tutti gli attori coinvolti, sono rimasti privi di seguito concreto in quanto l’unica parte dell’intesa cui è stata data piena ed effettiva attuazione è quella relativa all’apertura della discarica (mentre quasi tutti gli altri punti dell’accordo del novembre 2006 restano qualificabili, rebus sic stantibus, come mere dichiarazioni di intenti). Allo stato risulta che per la sola località “Foro Boario”, nel territorio del Comune di Maddaloni, si sia cominciato a dare seguito a quanto fissato nell’intesa. La gestione ed il concreto esercizio della discarica in oggetto emarginata sono stati, inoltre, contraddistinti da una pluralità di presunte irregolarità ed illiceità ascrivibili, in ipotesi, a più soggetti a vario titolo coinvolti nella gestione stessa, tanto da arrivare, come è ben noto alle SS. VV., all’adozione di un provvedimento di sequestro della discarica de qua, da parte dell’autorità giudiziaria. Il descritto stato di cose appare ormai insostenibile anche per la sua evidente attitudine a diffondere, tra le collettività interessate, un crescente senso di sfiducia verso le istituzioni locali e nazionali che vengono, ormai, percepite come incapaci di assicurare risposte concrete a fronte di situazioni potenzialmente rischiose per la salute pubblica. Orbene alla luce di quel che precede, ed evidenziando ulteriormente che gli impegni assunti con il Protocollo d’Intesa del 11.11.06 si connotano per un macroscopico inadempimento ictu oculi percepibile, si ritiene quanto mai opportuno, oltre che doveroso, elencare di seguito gli interventi urgenti da porre in essere da parte delle SS. VV. per quanto di rispettiva competenza: 1) eliminare la situazione di potenziale, e per certi versi attuale, pericolo per la salute e l’igiene pubblica rappresentata dalla illegittima presenza di rifiuti solidi urbani all’interno del sito di stoccaggio e trasferenza della discarica in oggetto nonché nell’area del cd “panettone”; 2) dispiegare, con la tempestività del caso, tutte le iniziative di propria competenza affinché si addivenga al dissequestro della discarica in discorso ed alla sua integrale bonifica. Al Sottosegretario di Stato, dott. Guido Bertolaso, inoltre, si rivolge formale sollecitazione ad attivarsi in tutte le sedi competenti affinché si giunga, coerentemente agli impegni assunti con il più volte richiamato Protocollo del novembre 2006, alla cancellazione dall’elenco di siti da destinare a discarica, individuato dall’art. 9, comma 1, della legge n. 123 del 2008 di conversione del decreto legge n. 90 del 2008, della “cava Mastroianni” ubicata in Caserta in località Torrione; si evidenzia, infatti, a tale proposito che detto sito insiste, in pratica, nella stessa area della discarica denominata “Lo Uttaro” di talché appare evidente la violazione degli impegni assunti dal Commissariato di Governo con la sottoscrizione del più volte menzionato Protocollo d’Intesa. Tutto ciò premesso si avanza, altresì, formale richiesta affinché, in tempi brevissimi, si proceda ad un sopralluogo tecnico congiunto che consenta a tutte le strutture e le istituzioni coinvolte nella vicenda sopra sinteticamente descritta di acquisire consapevolezza delle reali dimensioni del problema cui dovrà fare necessariamente seguito una riunione tecnico-operativa nella quale adottare un cronoprogramma degli interventi di recupero del sito in oggetto. Lo scrivente auspica tempestivo riscontro alla presente missiva, anche al fine di recuperare il rapporto di fiducia e di credibilità tra l’Istituzione rappresentata e le popolazioni interessate, che sono le uniche e sole a pagare l’altissimo costo in termini di salute e anche di immagine per i ritardi negli interventi sin qui accumulati. (Nunzio De Pinto)
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San Nicola La Strada. Pro Loco al “Campania”.
Lo stand della Pro Loco all’interno del centro commerciale Campania. Incessante continua l’attività del consorzio delle Pro loco dei siti borbonici e monti Tifatini all’interno del Centro Commerciale Campania di Marcianise, nell’ambito del progetto “Provincia in centro”. Dopo che già 7 Pro loco hanno già realizzato la loro esposizione, da ieri mattina e fino a stasera toccherà alla Pro loco di San Nicola la Strada, retta dal presidente Lucio Bernardo, essere presente con un apposito stand. Il sodalizio sannicolese ha potuto contare sulla collaborazione della scuola media Mazzini, di cui è dirigente la professoressa Rosanna Bernardo. Attraverso lo stand gli addetti del sodalizio illustreranno ai visitatori l’importanza della città, che sorta sull’antica Appia, nel corso di questi anni ha sviluppato un proprio tessuto storico e urbano di una certa importanza. San Nicola la Strada negli ultimi anni ha fatto notevoli sforzi per creare una propria struttura culturale, infatti numerosi sono gli appuntamenti musicali, teatrali e culturali che vengono proposti periodicamente, senza tralasciare la tradizione. È utile ricordare che annualmente in questa città viene rievocata “la cavalcata borbonica” che ricorda le corse dei cavalli alla rotonda di San Nicola la Strada nel giorno di Pentecoste. L’attività all’interno del Centro Commerciale Campania della Pro loco sannicolese rientra nel programma delle attività del consorzio, che mira alla promozione turistica e culturale dei territori della Provincia di Caserta. (Nunzio De Pinto)
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San Nicola La Strada. Marotta appoggia Esposito.
Marotta (PD) plaude all’intervento dell’assessore Esposito che vuole bonificare la Uttaro. L’intervento dell’assessore provinciale all’Ambiente, Lucia Esposito, di voler a tutti i costi bonificare lo Uttaro, il “panettone” e non far aprire la cava “Mastroianni”, ha incontrato i commenti favorevoli (e non poteva essere diversamente) del Partito Democratico di San Nicola La Strada. “L’emergenza rifiuti nella nostra Regione e nella nostra Provincia” – ha affermato l’avvocato Vito Marotta, segretario cittadino del PD – “non è certo terminata. Le conferenze stampa di Berlusconi e la parziale assenza dei sacchetti per strada non bastano a rimediare alle carenze strutturali del nostro territorio. Avvertiamo, però, forte il rischio che su questi temi ci sia un tentativo di abbassare il livello di attenzione. Per questa ragione” – ha sottolineato Marotta – “il locale circolo del PD plaude all’iniziativa della Provincia di Caserta di scrivere al Sottosegretario Bertolaso per chiedere un urgente sopralluogo alla zona di Lo Uttaro al fine di dare avvio, quanto prima, alla bonifica dell’intera area. Il PD ritiene, altresì, apprezzabile la richiesta di precise garanzie circa la cancellazione della Cava Mastroianni dall’elenco dei siti da destinare a discarica. Il nostro territorio va bonificato” – sostiene l’esponente del PD che sottolinea come sia stata importante che l’assessore Esposito sia tornata a far parte della squadra di De Franciscis, considerata la sua alta professionalità – “La nostra comunità ha già sostenuto sacrifici gravosi che meritano oggi il rispetto del protocollo d’intesa. Bene ha fatto l’Assessore Lucia Esposito a considerare questo problema tra le priorità del suo rinnovato impegno. Va sostenuto con responsabilità il suo tentativo di ripristinare un intenso rapporto tra le istituzioni ed i cittadini quale elemento fondamentale per favorire un processo virtuoso che conduca ad una risposta concreta alla richiesta di bonifica”. (Nunzio De Pinto)
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San Nicola La Strada. Telethon, maratona patrocinata dal Comune.
Pascariello concede il patrocinio al Comitato Telethon. Fervono i preparativi per la Maratona Telethon 2008. Anche quest’anno l’Amministrazione Comunale, che si è sempre dimostrata sensibile a tele iniziative, ha concesso il Patrocinio morale in favore del Comitato Telethon – Fondazione Onlus, per partecipare alla “Maratona Telethon 2008” volta al sostegno della ricerca scientifica per la cura delle malattie genetiche. Sin dal 2002, l’amministrazione comunale di San Nicola eroga la somma di 500 euro in favore di Telethon e per suo gesto di generosità il comune sannicolese è stato inserito sin dal 2004 nell’albo d’oro di Telethon. Fu una grande soddisfazione sia per il sindaco Angelo Antonio Pascariello che per la cittadinanza tutta apprendere che la nobildonna Susanna Agnelli, presidente di Telethon, aveva inserito il Comune di San Nicola la Strada nell’Albo d’Oro delle Pubbliche amministrazioni per Telethon. I cittadini sannicolesi hanno sempre risposto con generosità all’appello lanciato da Susanna Agnelli per “Telethon”, tanto che nel 2006 concorsero con circa 6.000 euro ed anche l’anno scorso sono stati generosi. Anche le due comunità parrocchiali di don Oreste Farina e don Pasquale Lunato sono molto attive sul versante della solidarietà a favore della ricerca avviata da Telethon. Il Telethon (Television Marathon) è nato negli stati Uniti nel 1966, su iniziativa del famoso attore americano Jerry Lewis, con lo scopo di raccogliere fondi per avviare la ricerca sulla distrofia muscolare, una malattia piuttosto diffusa e dalle cause allora pressoché sconosciute. Il successo della trasmissione, sia in termini finanziari che di pubblico, ha spinto l’Associazione francese contro le Distrofie (AFM) a ripetere, con altrettanto successo, l’esperienza in Francia, a partire dal 1987. L’AFM ha concesso, nel 1990, la disponibilità del marchio Telethon per l’Italia ad un Comitato Promotore, presieduto da Susanna Agnelli, nato sotto l’egida della Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (UILDM). Dal 1992 il Comitato Promotore Telethon, con una modifica al proprio statuto, ha aperto le porte alla ricerca su tutte le malattie genetiche di origine ereditaria. Nel 1995 è nata la Fondazione Telethon, come ente dedicato esclusivamente alla gestione delle iniziative di ricerca di Telethon. Dal 1999 il Comitato Telethon Fondazione ONLUS è stato insignito dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. (Nunzio De Pinto)
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San Nicola La Strada. Ubriachi molestano signore.
Troppi ubriachi alla mensa di don Oreste. I residenti hanno paura di camminare per la Rotonda. Anche le donne vengono importunate ed evitano attentamente la zona nel pomeriggio e la sera. Il prossimo mese di gennaio la “Mensa della Fratellanza compirà tredici anni. In tutti questi anni don Oreste Farina, che l’ha creata, ed i suoi numerosi collaboratori, tutti volontari, hanno offerto un pasto a 60 persone, di ogni razza, colore e religione, per 365 giorni all’anno. Dunque, qualcosa come circa trecentomila pasti caldi. Eppure, oggi, questa grande opera di carità cristiana messa in piedi da don Oreste presso la chiesa Maria Santissima della Pietà al largo Rotonda, rischia diventare una situazione esplosiva. Gli “ospiti” della Mensa della Fratellanza” arrivano da Caserta, Caivano, Pascarola, Capodrise, Cardito e sono tutti beni accolti. Gli extracomunitari giungano alla Rotonda con largo anticipo sull’orario di distribuzione del pasto ed in attesa di accomodarsi al “desco” preparato con tanto amore dai volontari, si ubriacano, litigano fra loro, importunano i cittadini e le donne sannicolesi hanno paura ad attraversare la Rotonda. Una situazione esplosiva, appunto, che già numerose volte ha richiamato l’attenzione delle forze dell’ordine intervenute per alcune risse scoppiate per futili motivi. Don Oreste ha molti da risolvere quotidianamente: dalla pasta all’olio, dalle braccia che occorrono per mandarla avanti giorno dopo giorno, ai fratelli bisognosi che sono sempre in sensibile aumento. Ma la provvidenza di Dio è sempre venuta in aiuto di questo parroco che, per alcuni, potrà essere scomodo perché dice sempre quello che pensa sia il bene della comunità. La gente, i parrocchiani, anche i partiti, gli sono sempre venuti incontro, così questi tredici anni sono letteralmente volati via. La “Mensa della Fratellanza” è una idea fortemente voluta e realizzata da don Oreste per aiutare i fratelli più bisognosi, al di là di ogni colore, razza e religione, ma bisogna pensare di fare qualcosa perché non degeneri e non nascano nei sannicolesi sentimenti diversi da quelli che li hanno animato sinora. Alcuni anni orsono, Pasquale Delli Paoli, leader cittadino di Forza Italia, arrivò persino a chiedere che la “Mensa della Fratellanza” venisse chiusa. Ovviamente, ciò non è avvenuto anche perché il sentimento dell’accoglienza è molto forte nei cittadini di San Nicola La Strada. Eppure, una soluzione va presa. Ad esempio, si potrebbero organizzare incontri fra coloro che usufruiscono della mensa, insieme ai i leader delle varie nazionalità presenti fra gli extracomunitari e le forze dell’ordine, unitamente ad esponenti dell’amministrazione comunale, al fine di far comprendere loro che l’accoglienza non deve diventare abuso e sopruso, che l’eventuale chiusura della mensa è un danno che ricade esclusivamente su di loro. In tutti questi anni la mensa, che è situata all’interno dei locali a fianco la chiesa, è stato il punto di riferimento per centinaia e centinaia di immigrati, rom o più semplicemente poveri che, grazie al pasto caldo offerto dalla comunità pastorale di don Oreste, hanno potuto sopravvivere, ma bisogna far loro comprendere che c’è bisogno anche della loro buona volontà. (Nunzio De Pinto)
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San Nicola La Strada. Real Convitto, via al restauro.
550.000 euro per il recupero dei sotterranei del Convitto borbonico. La giunta comunale, in una delle sue ultime sedute, ha approvato il progetto esecutivo dei lavori di recupero, risanamento e restauro del complesso borbonico comunale “Real Convitto Borbonico Madonna delle Grazie – Recupero dell’ipogeo”, per complessivi euro 550.000,00. Tale opera è stata inserita nel programma annuale e triennale dei Lavori Pubblici 2004/2006 approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 7 del 26 febbraio 2004 e riproposto nelle annualità successive. La buona notizia è che l’opera è stata ritenuta meritevole di attenzione da parte della Regione Campania, la quale ha concesso il finanziamento con Decreto Dirigenziale n. 480 del 30 luglio 2007 pubblicato sul BURC n. 46 del 20 agosto 2007. La giunta comunale ha provveduto anche a nominare l’ing. Lorenzo Vallone quale Responsabile Unico del Progetto. Le stanze sotterrane sono venute alla luce durante le festività natalizie del 2003, in maniera assolutamente fortuita. Nessuno in città ne conosceva l’esistenza e grazie solo alla volontà del Sindaco Angelo Antonio Pascariello di voler valorizzare in maniera concreta tutti i siti storici della città e, soprattutto questo edificio storico posto nel cuore di San Nicola ed anche grazie all’opera gratuita offerta dai volontari del Nucleo comunale della Protezione civile, queste stanze sotterranee sono state svuotate da tutto quanto vi era in esse contenute e riportate parzialmente al loro antico splendore. Sin dalla loro scoperta è stata intenzione dell’amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Angelo Antonio Pascariello recuperare al patrimonio cittadino questo sito lasciatoci in eredità dalla dinastia dei Borboni. A tale proposito, dietro l’imput del primo cittadino, i tecnici comunali, guidati dall’ingegnere Paolo Vasta, prepararono e presentarono alla Regione Campania, Settore Tutela Beni Paesistico-Ambientale e Culturali, il progetto preliminare dei lavori di “Recupero e risanamento del complesso borbonico Santa Maria delle Grazie”, che si inquadra nell’ambito delle iniziative previste dalla legge regionale nr. 58/74. (Nunzio De Pinto)
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Villa Literno. Caritas, disabili aiutano disabili.
Diventerà un progetto comunale con l’assessore Tessitore. Disabili che aiutano altri disabili ad integrarsi nella società. Una iniziativa semplice ma geniale promossa dalla Caritas di Villa Literno. Gite fuori porta, iniziative sociali, incontri culturali o semplici visite a casa, per portare un pò di sollievo ad ammalati e disabili: ordinaria amministrazione per tutte le Caritas e in particolare per quella di Villa Literno, che da anni è attiva in questo ambito. Se non fosse per un particolare: insieme agli adulti, ad aiutare gli altri, ora ci sono tanti ragazzi ed alcuni di loro sono affetti da leggere disabilità. “È una cosa in cui credo fortemente – dice il coordinatore Gino Mercurio – sono convinto che il rinnovamento degli operatori Caritas sia il presupposto fondamentale per far continuare questa attività nel tempo e sono davvero felice per il coinvolgimento di tanti ragazzi in difficoltà che, aiutando gli altri, aiutano anche se stessi”. E ci tiene a fare i nomi dei ragazzi: Alessandro Pollastro, responsabile della sede, Laura Ucciero, Giuseppe Ucciero, Giovanna Fiondella, Luigi Sciarra, Antonio Zaccariello. La sede a ridosso di via Chiesa, allestita con il fondamentale contributo del parroco don Giuseppe Cartesio, che è anche presidente della Caritas, funge anche da Centro tossicodipendenza, Centro d’ascolto, Banco Alimentare, Centro raccolta coperte e vestiti per indigenti. Ultima iniziativa, di cui Mercurio mostra orgoglioso le foto, una gita a Gaeta con pranzo sociale: “Abbiamo avuto la partecipazione di tante persone che, a causa delle loro difficoltà, non uscivano di casa quasi mai, è stata una gioia averli con noi”. Da questa prima esperienza, nascerà a breve un progetto di più ampia portata, con l’aiuto dell’amministrazione comunale. L’assessore alla Disabilità Antonio Tessitore, in accordo con il collega alle Politiche giovanili Nicola Tamburrino, ha già predisposto un piano di intervento. Primo passo: uno screening completo e dettagliato delle disabilità presenti sul territorio. Dopo aver capito quali sono i problemi, si interverrà con iniziative di carattere sociale, ma anche culturale (campagne di comunicazione, convegni) e infrastrutturali (abbattimento barriere architettoniche). (Pietro Cuccaro, Addetto Stampa Comune di Villa Literno)
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Castrel Volturno. Forza Italia boicottata e aggredita.
Scuola: impedito intervento di Forza Italia Campania a Stati Generali del Sud. Il portavoce regionale di Forza Italia in Campania, Ernesto Caccavale, ha riferito di essere stato “ricoperto di fischi, insulti, aggredito verbalmente e quasi anche fisicamente” a Castel Volturno (Caserta) dove è intervenuto agli Stati generali delle scuole del Sud promossi dalla Regione Campania. Caccavale ha spiegato di aver ottenuto dall’assessore regionale, Corrado Gabriele, la possibilità di intervenire dal palco ma di essere stato impedito dall’andare avanti a causa della contestazione subito. “Sono andato via accompagnato dal servizio d’ordine della manifestazione”, aggiunge Caccavale. “Questi signori dicono di essere democratici ma si tratta - spiega - della democrazia totalitaria per cui parlare solo chi è d’accordo con loro”. Il portavoce di Forza Italia sottolinea di essere ‘molto amareggiato: sono figlio di due docenti che hanno lavorato per una vita all’interno di un liceo pubblico, io ho studiato solo in scuole pubbliche. (ANSA).
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Caserta. Cameristica tridimensionale all’Autunno Musicale.
Con il Quartetto Terpsycordes Mozart & Haydn; Prokofiev & Sciostakovic; Schubert & Schubert. Sabato 8 e domenica 9 novembre alle ore 20.00 in località Vaccheria di S. Leucio, presso la Chiesa di S. Maria delle Grazie Programmi tridimensionali quelli proposti dal Quartetto Terpsycordes sabato 8 e domenica 9 novembre ore 20.00 alla Chiesa S. Maria delle Grazie della Vaccheria di S. Leucio: Haydn e Mozart, Prokofiev e Sciostakovic e i due grandi quartetti con titolo di Schubert, Rosamunda e La Morte e la Fanciulla. Il Quartetto in si minore op 33 n. 1 di Haydn fa parte di una serie di sei quartetti (detti quartetti Russi) composti nel 1781 e pubblicati nel 1782 che rappresentano il punto di svolta nella storia del quartetto e possono essere considerati i primi quartetti nella perfetta forma classica. Fu lo stesso Haydn, infatti, a presentarli come “scritti secondo principi completamente nuovi”.Charles Rosen individua tale novità nella prima apparizione nei quartetti haydniani dell’accompagnamento obbligato, definito da Guido Adler (Hanbuch der Musikgeschichte) come un procedimento compositivo nel quale le voci di accompagnamento, sebbene subordinate alla voce principale, sono create usando gli stessi motivi che costituiscono i temi principali. Sempre secondo il Rosen, questo modello compositivo rispondeva al bisogno di compromesso tra la ricchezza dell’antiquato stile contrappuntistico e la gerarchia moderna di melodia e accompagnamento. I quartetti op. 33 si presentano nei canonici 4 movimenti, con la novità dello scherzo in sostituzione del minuetto: Il Quartetto per archi in sol maggiore K 387 di Mozart fu composto nel 1782 a Vienna ed edito nel 1783 ed è il primo dei sei quartetti dell’Autore dedicati a Haydn; si caratterizza per un cromatismo accentuato e citazioni mozartiane della Jupiter e della sinfonia 23 di Michael Haydn Opera della maturità, Il Quartetto in la minore op. 29 (D 804) “Rosamunde” scritta poco prima dell’altro celebre Quartetto “Der Tod und das Maedchen”, fu tra le poche che Schubert poté vedere pubblicate. Sempre difficile fu il suo rapporto con gli editori. Basta scorrere il catalogo e confrontare date di produzione e date di stampa, senza parlare degli aneddoti, per averne immediato riscontro. E se ciò costituì la spia dell’inattualità del maestro viennese, peraltro ancor oggi parzialmente estraneo ai gusti ed alle passioni del grande pubblico, rimane quasi inspiegabile l’immediato interesse dimostrato dalla casa editrice Sauer-Leidesdorf per un lavoro come il Quartetto in la minore, ennesimo altissimo emblema di comunicazione intima e riservata, di cui lo spirito cameristico impregna fortemente tutti e 4 i movimenti, in un intreccio ricco di citazioni, rimembranze e di un nostalgico affetto. Il primo movimento, “Allegro ma non troppo”, si avvia in “pianissimo” in una atmosfera rarefatta e sognante molto suggestiva, lasciando emergere il canto lontano del primo violino. L’”Andante”, che richiama immediatamente l’incipit dell’Improvviso op. 142 n. 3 per pianoforte, trae il motivo principale dal secondo intermezzo delle musiche per “Rosamunde, Fuerstin von Cypern”, di qualche mese anteriore. Da qui il titolo dato all’intero Quartetto. Segue uno straordinario “Minuetto: Allegretto” che sacrifica il senso di danza per fare spazio ad una spiritualità inafferrabile. Vi è citato un Lied, “Die Goetter Griechenlands”, scritto 5 anni prima. Il conclusivo “Allegro moderato” risolve l’opera in direzione della serenità che però, come spesso avviene in Schubert, lascia intravedere ombre di tristezza adagiate su ritmi ed inflessioni melodiche di stampo “ungherese”. Una calda luce poetica pervade questo lavoro, da annoverarsi tra i migliori scritti da Schubert. Il Quartetto in re minore op. postuma (D. 810) “La Morte e la Fanciulla” è un’opera complessa e significativa, nella quale si ritrovano le migliori qualità del maestro viennese. Grandissimo capolavoro, che vide la luce nei primi mesi del 1824, in uno dei momenti più critici della sua vita, pubblicato solo nel ‘31, il Quartetto in re minore rivela una costruzione solidissima, dove tecnica strumentale e compositiva si fondono in una mutevolezza d’umori che fissa sulla carta stupefacenti momenti di lirismo e di canto. È il miglior Schubert, si è detto, quello che, nutrito da un respiro poetico di tragica bellezza, trova nella forma cameristica tradizionale dei 4 archi la misura ideale del proprio sentire. Il titolo del lavoro, come nelle quasi contemporanee Variazioni per flauto e pianoforte (su “Trockne Blumen”) e dell’altro Quartetto in la minore (”Rosamunde”), si ricollega ad un Lied, “Der Tod und das Maedchen” (”La Morte e la Fanciulla”), scritto 7 anni prima. La realizzazione strumentale ne è, in un certo senso, metafora e insieme allegoria. Un mondo nuovo dove il linguaggio liederistico, simbolo di una realtà fatale, incombe in una sorta di irradiazione ora chiarissima, ora appena percettibile. Sotto l’aspetto tecnico ciò è reso con la trasformazione del ritmo dattilo, caratteristico del Lied, e con il suo reimpiego in una forma che, nella “circolarità” del disegno e nell’intima coesione delle parti, esprime un equilibrio perfetto e inalterabile. I 4 movimenti di questo straordinario Quartetto schubertiano, vero e proprio emblema dell’epoca romantica, sono piuttosto estesi: un “Allegro”, un “Andante con moto”, che presenta il motivo del Lied con 5 variazioni, uno “Scherzo: Allegro molto”, dove il Trio si presenta come una serena apertura nel modo maggiore, quindi il tagliente e conclusivo “Presto” che precipita nel drammatico “Prestissimo” delle battute finali. Completano I programmi due capolavori del novecento russo: il brillante quartetto n.2 di Sergey Prokofiev, composto su temi folcoristici Kabardini ed il Quartetto op 122/11 di Dimitri Sciostakovic scritto nella tonalità di fa minore, una delle più usuali nella produzione dell’Autore che ne caratterizza alcune tra le pagine più importanti. Si può consultare il programma della Rassegna sul sito http://autunnomusicale.altervista.org dove è anche possibile visionare e /o scaricare in formato pdf il manifesto, la locandina e il programma della Rassegna. (Associazione Musicale Anna Jervolino, Orchestra da Camera di Caserta, Autunno Musicale 2008, Suoni & Luoghi d’Arte - Itinerari Barocchi, fino al 26 dicembre, Reggia di Caserta & Luoghi d’Arte. Segreteria organizzativa tel. 0823/361801; 287172)
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Caserta. Strade sicure, UGL in prima linea.
Sicurezza Stradale, la Ugl Caserta apprezza le posizioni di Confartigianato. “É stato trattato l’argomento sicurezza stradale in termini di sviluppo e non in termini repressivi; per questi motivi formulo agli organizzatori di Confartigianato Caserta l’apprezzamento per le tesi illustrate questa sera”. Sono queste le prime dichiarazioni che ha rilasciato il Vicesegretario Provinciale della Ugl Caserta Ferdinando Palumbo a margine del convegno “Autoriparazione e Sicurezza Stradale” svoltosi l’altra sera nel teatro di Corte della Reggia. Sul palco, oltre agli organizzatori, autorevoli esponenti del mondo assicurativo, di Confindustria, della politica nazionale e di quella locale i quali hanno relazionato sull’argomento partendo dalle diverse esperienze maturate nel settore. Commovente la premiazione di Raffaele Pugliesi, ottantenne autocarrozziere figlio d’arte, che ha ricevuto dall’Europarlamentare Riccardo Ventre una targa al merito per il lavoro svolto. Gradita la Presenza del Sottosegretario di Stato all’Economia e alle Finanze Nicola Casentino il quale ha paventato la possibilità di una defiscalizazzione degli oneri per gli autoriparatoti.
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Caserta. Auser, riconfermata la presidente Elisabetta Luise
“La nostra associazione con il passare degli anni ha acquisito un ruolo sempre più attivo nel territorio cittadino. Con soddisfazione vi comunico che abbiamo raggiunto l’obiettivo dei 300 iscritti, con un raddoppio rispetto all’anno precedente”. È questo un passaggio della relazione introduttiva tenuta dalla presidente uscente e riconfermata Elisabetta Luise al secondo congresso dell’Auser di Caserta. L’assise si è svolta nella Sala “Di Vittorio” dello Spi provinciale, sul tema “Anziani come risorse”. All’inizio dei lavori è stata insediata la Presidenza, composta da Clea Campofreda, Vanna Corvese, Elisabetta Luise, Mario Melluso e Angelo Tenneriello. Dopo la relazione introduttiva svolta dalla presidente Elisabetta Luise, nel dibattito sono intervenuti e hanno portato i saluti i rappresentanti di altre organizzazioni ed associazioni invitate: Clea Campofreda della Segretaria provinciale dello Spi e Michele Colamonici, segretario generale Cgil Caserta, Michele Tannini, Presidente Acli Caserta, e Gennaro Castaldi, presidente Csv Assovoce. Nel dibattito sono intervenuti Vanna Corvese, Mariella Natale, Amalia Laperuta, Teresa Chianese e Concetta Gaudieri. L’intervento conclusivo è stato svolto dal presidente regionale dell’Auser Mario Melluso. Prima di passare agli adempimenti organizzativi, il presidente dell’assemblea Angelo Tenneriello ha messo in votazione come documento politico e programmatico dell’Auser di Caserta la relazione introduttiva, integrata con i contributi degli interventi e con le conclusioni di Mario Melluso. Infine, è stato eletto con voto unanime il nuovo Comitato Direttivo, che risulta rinnovato al 50% dei suoi componenti, che sono Elisabetta Luise, Marisa Attanasio, Teresa Chianese, Vanna Corvese, Federico D’Angelo, Rita Esposito, Anna Maria Guarriello, Ruggero La Rotonda, Vittoria Maietta, Angelo Tenneriello e Liliana Vastano. Saranno delegate al Congresso Regionale Auser, che si terrà a Vico Equense il 26 novembre, Rita Esposito ed Elisabetta Luise. Come Sindaci Revisori sono stati eletti Mario Berto, Antonio Schiavo e Paolo Spina. Infine, su proposta della Presidenza del Congresso, è stata riconfermata con voto unanime nella carica di presidente dell’Auser di Caserta Elisabetta Luise. (A cura della Presidenza)
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Caserta. Corso subacqueo FIAS.
Parte lunedì sera presso lo Stadio del Nuoto di Caserta il 42° corso subacqueo della FIAS di Caserta. In circa tre mesi di attività si formeranno i nuovi subacquei casertani che si aggiungeranno alle centinaia di appassionati che in questi 36 anni di attività hanno frequentato la scuola di Terra di Lavoro. L’inizio del nuovo corso per sommozzatori di primo livello ha salutato la fine del corso di specializzazione in “immersione su relitti” tenuto dagli istruttori della FIAS casertana sui relitti presenti nel golfo di Napoli e in diverse grotte per simulare l’ambiente angusto delle navi affondate. “Questa intensa attività - ha commentato Giovanni Esentato, presidente provinciale della FIAS di Caserta - è frutto di una grande passione per il mare. In FIAS i giovani crescono in un ambiente sano, pulito e a contatto con la natura”. Intanto un grande successo è stato ragiunto proprio in questi giorni infatti la FIAS di Caserta è diventata scuola ufficiale di Decathlon, “Unire queste due grandi realtà - commenta Roberto Remoli, vice presidente provinciale - darà sicuramente una forte spinta a questo sport. Saremo presenti con i nostri loghi e con le nostre attività proprio negli spazi Decathlon garantendoci una più ampia presenza sul territorio”. Tra gli istruttori, il direttore tecnico Nicolino Barricelli, Mario Mantiio, Giuliana Ferreri, Emanuele Esentato e gli allievi istruttori Raimondo Scotto e Flavio de Luca.
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Atassia, tutti possono lottarla.
Riceviamo e pubblichiamo un appello a sostegno della lotta all’atassia: “Portiamo a conoscenza l’ennesima nostra iniziativa per raccogliere fondi ed incentivare la ricerca scientifica per la causa che da anni perseguiamo con tutte le nostre forze. Anche tu puoi aiutarci! Ti basta partecipare. Acquistando un biglietto lo farai! Unisciti a noi, dacci anche il tuo fluido insieme con te saremo più forti nella lotta contro l’atassia, una malattia neuro-genetica rara e gravemente invalidante che colpisce il sistema nervoso centrale, alterando il coordinamento dei movimenti. Solo nel nostro paese le persone colpite sono più di 5.000, tra le quali il manifestarsi è in rilevante aumento con un range di età compreso fra 2 e 70 anni, senza distinzione di sesso o etnia. Vogliamo diffondere il nostro messaggio attraverso e con voi Associazioni, Federazioni, Enti, Centri di Volontariato, Disabili, atassici, amici e quanti interessati, oltre all’invito ad acquistare uno più blocchetti, è anche possibile farsi promotori nella vendita dei biglietti tra i propri conoscenti! Un blocchetto contiene 20 biglietti ed il costo del biglietto è di €. 2,00. Chiunque fosse intenzionato a farlo può scriverci e comunicarci dove possiamo spedire il materiale inerente, comunicheremo anche quali procedure adottare. Per chiedere i blocchetti andare sul sito e cliccare sull’apposita scritta. NB: per meglio stabilire una precisione di correttezza e di validità, i/il blocchetti/o saranno spediti in contrassegno postale, quindi il pagamento sarà alla consegna. Grazie anticipato a tutte le persone sensibili ed affettuosi saluti”. (NB: tutti gli aggiornamenti relativi alla lotteria, si potranno visualizzare dal nostro sito di sezione cliccando sul seguente link: http://www.atassia.org/iniziative/2009/LOTTERIA09/index_lotteria_epif09.htm)
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Caserta. ACMS, UGL chiarisce.
Le precisazioni di D’Angelo. Dopo la conferma delle trenta promozioni effettuate in seno alla società ACMS ed a seguito delle accuse mosse a mezzo stampa dal segretario di categoria della Ugl Giorgio Donato, arrivano oggi anche le precisazioni del segretario provinciale della sigla sindacale Sergio D’Angelo. “É surreale” ha affermato il sindacalista “pensare che gli stessi lavoratori che stavano lottando affinché fossero reperiti i fondi necessari a garantire il pagamento dei loro stipendi, debbano adesso assicurarsi che quegli stessi fondi non vadano sprecati. È peraltro scandaloso apprendere come ancora oggi, nelle condizioni in cui versa l’ACMS si pensi a promuove alcuni e non si badi a migliorare i servizi da offrire alla cittadinanza. Mi preme ricordare” ha concluso D’Angelo ”che le condizioni di lavoro dei dipendenti sono pietose, che agli stessi mancano indumenti e scarpe antinfortunistiche e che i depositi presenti sui territori di Marcianise, Cairano e Sessa Aurunca sono del tutto fatiscenti e per giunta non adeguati ai minimi criteri di sicurezza. È giusto a questo punto chiedersi di chi siano le reali responsabilità della messa in liquidazione dell’azienda”.
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Caserta. L’insostenibile pesantezza del vivere…
nei nostri territori, ovvero come Eurocompost tiene in scacco 200.000 cittadini. “Il TAR – afferma Enzo Falco, segretario provinciale dei Verdi di Caserta - deciderà il 22 gennaio sulla questione Eurocompost di Orta di Atella. Nel frattempo i cittadini possono morire o se gli va bene dovranno continuare a sopportare puzze nauseabonde, vomiti, diarree. E come al solito i più penalizzati saranno i bambini”. Così non si può vivere! Chi abita a Orta di Atella, Succivo, Frattaminore, Caivano, Frattamaggiore, Grumo Nevano, ieri ci hanno telefonato anche da Arzano, non ha diritto di cittadinanza e deve mal sopportare questo attacco sconsiderato alla loro salute. Ovviamente chi non la sente la puzza non può credere alle scene che stiamo vedendo in questi giorni. La gente è esasperata e siamo molto preoccupati anche dal punto di vista dell’ordine pubblico. Chi non interverrà si assumerà la responsabilità anche per questo. Eppure sono decine e decine le sentenze che intervengono a tutela dei cittadini, anche in quei casi in cui, non essendoci dati scientifici di rilevamento delle sostanze inquinanti (a quando una rete di centraline?), risulta conclamato il fastidio, il malessere e i sintomi negativi di tali puzze. Così non si può andare avanti! “I Verdi che con Enzo Russo di Orta di Atella sono – continua Falco - da tempo presenti in questa battaglia ritengono che non si possa aspettare gennaio e i tempi del TAR. Hanno già dato mandato ai propri avvocati per un esposto denuncia in sede penale e stanno attrezzando un ricorso in sede civile per la chiusura immediata di Eurocompost. Quello che non riescono a fare gli Enti Istituzionali, lo faranno direttamente i cittadini”. “Inizieremo con Eurocompost – conclude Falco - e continueremo con tutte quelle presenze che offendono i cittadini di questa macro area di Comuni a nord di Napoli e a sud di Caserta, dal Nolano- Valle di Suessola al Litorale Domitio, lungo i Regi Lagni, ammorbata da rifiuti, camorra e pseudo-imprenditori che non hanno rispetto nemmeno per se stessi e, in nome del dio-denaro, non riescono neppure a fare quegli adeguamenti ambientali per non causare disturbi e malessere diffuso. Questo non è e non potrà mai essere “sviluppo”; non può esistere uno sviluppo che non tenga conto della salute e del benessere dei nostri cittadini. In quest’area serve solo ed esclusivamente una bonifica completa, profonda, una messa in sicurezza ambientale di tutti gli impianti industriali presenti, una rete di centraline ad alta capacità percettiva, rilevatori su tutti i camini e uno studio epidemiologico serio che metta in nesso di casualità ed effetto fonti di inquinamento e salute pubblica”. Sarebbe opportuno che tutte le forze politiche determinassero un tavolo istituzionale per realizzare quello che i cittadini si aspettano da anni. Scriveteci all’indirizzo e-mail: sviluppo sostenibile@interfree.it
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Caserta. Convegno sui diritti dell’Uomo.
Mercoledì 26 novembre 2008 alle ore 17 presso l’aula magna della Seconda Università degli Studi di Napoli Via Vivaldi 43, Caserta, convegno organizzato da Amnesty International, Lega Internazionale Diritti Umani e Pax Christi in occasione del 60° anniversario della “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”. Relatori: Lorenzo Chieffi, Preside della Facoltà di Giurisprudenza: “I Diritti umani nella dichiarazione dell’ ONU e nella Costituzione”; Tonio Dell’Olio di Libera International, già coordinatore nazionale di Pax Christi: “Il contributo della società civile per la promozione dei Diritti Umani”; Sergio Travi, responsabile Amnesty regionale: “minori e barbarie fra guerre e guerriglie, microcriminalità e camorra”. Coordina il Dott. Corrado Caiola, responsabile Lega Internazionale Diritti Umani. Concluderà il convegno la cantautrice per la Pace Agnese Ginocchio con il video-canzone “tutti i diritti umani di (e per) tutti gli uomini”. (Per informazioni: 0823326228, 3470782723, 3201480741, 335397067, 0823321739 - Comunicato dal prof. Stefano Angelone, Pax Christi, Caserta)
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Durazzano. Due arresti per spaccio.
Operazione antidroga dei Carabinieri. I militari del nucleo operativo e radiomobile di Montesarchio, nel corso di un servizio mirato alla repressione del traffico di sostanze stupefacenti, hanno tratto in arresto, con l’accusa di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti, Sandro Abbatiello, 42enne di Durazzano, e la propria convivente Rosa Rivetti, 40enne di Caserta, casalinga, residenti a Durazzano. (Fonte: Comunicato)
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Benevento. Cittadinanza Attiva.
Scuola di cittadinanza attiva ed educazione alla partecipazione. Dal 30 novembre ‘08 al 4 dicembrè08 a Benevento si terrà un corso sulla cittadinanza attiva ed educazione ala partecipazione attestato ed offerto dalla Regione Campania. Potranno partecipare tutti i soci del forum che presenteranno domanda digitale sul sito del portale dei forum della Regione Campania entro il 10 novembre ‘08. Dopo verrà fatta una selezione dalla commissione regionale per coloro che potranno beneficiare del corso gratuitamente. Prenderanno parte alla scuola, 60 ragazzi campani di cui 10 dovranno essere della provincia di Caserta, Saranno presenti anche rappresentanti del Forum Nazionale, e dei Forum delle Regioni: Lazio, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Puglia. La Regione Camapania mette a disposizione dei prescelti alla scuola, vitto ed alloggio per tutti i giorni di permanenza a Benevento, le serate saranno allietate da eventi e spettacoli di ogni genere. Per maggiori informazioni contattare il Presidente Antonio Cervera via e-mail all’indirizzo stesso del forum, oppure chiamate al 320/8461113. Scuola di cittadinanza attiva - Benevento 30/11 al 4/12. L’Assessorato alle Politiche Giovanili della Regione Campania, in collaborazione con il Forum Regionale della Gioventù promuovono il progetto “Scuola di Cittadinanza attiva”, primo laboratorio di sostegno alla partecipazione nei Forum comunali dei giovani. Il Laboratorio si terrà presso il Centro sociale La Pace, c.da Monte delle guardie, via A. Cifaldi km 0,8, Benevento. I destinatari del progetto saranno 60 giovani dai 16 ai 29 anni impegnati fortemente sul tema della partecipazione giovanile e della cittadinanza attiva quali componenti di forum comunali regolarmente attivati e monitorati dalla Regione. La partecipazione è gratuita e prevede vitto e alloggio. È inoltre previsto un servizio di navetta per il trasporto dalla stazione di Benevento al Centro sociale. I ragazzi saranno selezionati tra: - coordinatori dei forum comunali della gioventù; componenti dei forum comunali della gioventù. La selezione verrà effettuata da una Commissione composta da membri provenienti dal Settore regionale Politiche Giovanili, dal Forum regionale della Gioventù, dai Forum provinciali giovanili di ciascun territorio, ed EFI s.p.a. Essa verrà effettuata tramite opportuno colloquio atto a valutare le motivazioni e le esperienze maturate all’interno del Forum. Inoltre si terrà conto delle Pari Opportunità di genere e di una equa distribuzione territoriale. I giovani che fossero interessati al progetto devono effettuare l’iscrizione compilando la domanda di partecipazione allegata. La domanda dovrà essere inviata a: a.moreno@maildip.regione.campania.it e scaricata, sottoscritta dall’interessato e presentata in busta chiusa, corredata di copia fronte/retro di un documento di identificazione, entro e non oltre il giorno 10 novembre 2008 presso la sede della Regione Campania, Settore Politiche Giovanili, Centro Direzionale isola A6, secondo piano, Napoli, avendo cura di riportare sulla busta la seguente dicitura “Avviso di selezione per la partecipazione al laboratorio sperimentale Scuola di cittadinanza attiva”, all’attenzione della dott.ssa Anna Moreno. Non fa fede il timbro postale. La selezione dei candidati si svolgerà il 13 novembre 2008 presso le sede della Regione Campania, Via Marina 19C, Palazzo Armieri, 80133 Napoli.
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Benevento. Sostenere Turismo e Cultura.
Dalla Segreteria dell’onorevole Formichella riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato: “L’on. Nicola Formichella interviene sulla programmazione 2007 – 2013 per il Turismo ed i Beni Culturali in Regione Campania. All’incontro organizzato dall’assessorato regionale al turismo in un albergo di Napoli con i rappresentanti istituzionali, ha partecipato l’orevole Formichella che fra l’altro ha dichiarato: “Bisogna finalmente operare scelte strategiche e dare il giusto contributo al nostro territorio, tenendo conto di quali sono le condizioni in cui operiamo. Cominciamo a guardare quello che fanno i giovani, c’è infatti una inversione di tendenza con le nuove generazioni che hanno finalmente deciso di investire nel nostro territorio. Ci sono decine di esempi, che hanno determinato vere e proprie eccellenze nel mondo della piccola impresa, che convivono con tante scandalose iniziative imprenditoriali finanziate lautamente con i fondi dello stato ed oggi miseramente chiuse, o in via di fallimento. Il giovane deputato ha lanciato un appello affinché si sbarri la strada alle clientele, portando avanti scelte rigorose e trasparenti, dando così spazio a pochi progetti ma concreti e visibili. Insomma - ha concluso l’on Formichella - i processi economici siano finalmente governati dalle imprese e non dalla politica, trasferendo così più mercato anche nel turismo e nei beni culturali, che sono una fondamentale risorsa della nostra regione”.
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Lecce. Giornalisti a 16 anni?
Yes, we can! Alla Terza “C” del Costa l’incarico di curare gli articoli per la città di Lecce su Blogolandia. La prof.ssa Bruno alla guida di 23 giornalisti in erba, “pubblicisti” sul web. Sono oltre 200 i comuni e le città italiane presenti su “Blogolandia” (www.blogolandia.it), il primo network di blog urbani in Italia. Blogolandia si pone l’obiettivo di svolgere un’opera informativa complementare ed alternativa ai media classici (carta stampata, televisione, radio), e di mettere al centro il cittadino e le persone di un territorio, facendo informazione “dal basso”, dando cioè voce ai singoli cittadini che abbiano a cuore la propria città e che sentano scorrere una pur minima linfa giornalistica nelle proprie vene. Caso unico in Italia è quello di Lecce, nel Salento (o Repubblica Salentina, come amano definirla i ragazzi), in quanto a curare lo specifico blog (lecce.blogolandia.it) non è un giornalista, non è un semplice cittadino ma è una intera classe di scuola superiore.É, infatti, alla 3C dell’Istituto Tecnico Commerciale “Costa” di Lecce che è stato proposto e affidato l’incarico di curare le informazioni, gli articoli e le news del capoluogo salentino e del territorio circostante. Ventitre giornalisti in erba che periodicamente leggono i giornali, ascoltano la radio e seguono i tg locali per poi trarre spunto e redigere un articolo proprio su un fatto di personale interesse. A capo della “redazione” giornalistica della 3C c’è l’alunno Emanuele De Pascalis, mentre a coordinare e a supervisionare tutto il lavoro dei giovani pubblicisti è lo loro docente di Italiano, prof.ssa Maddalena Bruno. Ad oggi il cronista più attivo, con il maggior numero di pezzi pubblicati, è Andrea Pagliara. Questi i componenti della giovane redazione: Desireé Bevilacqua, Federico Bevilacqua, Matteo Campilongo, Gianmarco Candido, Matteo Carrisi, Giuseppe Carrozzo, Riccardo Chirizzi, Alberto De Nisco, Emanuele De Pascalis (capo redattore), Vanessa Geusa, Dario Giancane, Alessandro Leucci, Fabiola Macchia, Paola Mazzotta, Andrea Pagliara, Samuele Palermo, Chiara Parente, Emanuele Pennetta, Stefano Rizzo, Ilaria Russo, Jacopo Salierno, Raffaele Taurino e Gabriele Verri. Tra chi è attratto più dalla cronaca e chi si sente più vicino allo sport, pezzo dopo pezzo, questi piccoli giornalisti crescono e partecipano in prima persona alla vita e ai fatti che avvengono in città. E, tenuto conto che sono all’inizio del loro terzo anno, c’è ben motivo di credere che nei prossimi tre anni scolastici ne vedremo delle belle. «É un’esperienza assolutamente emozionante», riferisce il capo redattore Emanuele, «essere a capo di una redazione giornalistica mi sta davvero emozionando. Soprattutto perchè questa nostra squadra è tutta composta dai miei compagni di classe, che insieme a me si impegnano quotidianamente a ricercare notizie e a pubblicarle». La mini-giornalista Ilaria invece interviene così: «Ogni volta che vedo pubblicati i miei articoli sul web provo una grande soddisfazione e una enorme emozione. Certo, crearli non è affatto facile, ci vuole pazienza e concentrazione, bisogna cercare notizie sui giornali, sui siti web, ecc. e poi bisogna elaborarle. Ma in fondo questa attività mi diverte molto e mi piace, quindi sicuramente continuerò a pubblicare notizie sula mia città». Mentre Andrea, il più prolifero dice: «Sono molto entusiasta di questa nuova attività che sto intraprendendo grazie alla scuola. Mi diverte molto scrivere articoli che riguardano la mia città e soprattutto vedendo che il mio lavoro è apprezzato e ricompensato dai commenti che ricevono i miei pezzi, sia da lettori esterni che dai miei compagni stessi». Ogni blog su Blogolandia è dedicato ad una sola città o comune d’Italia ed è curato da un cittadino / blogger (giornalista e non) appassionato del proprio territorio comunale, a cui viene affibbiato il nome di “sindaco”. Blogolandia attraverso il proprio staff di redazione, seleziona con cura il Sindaco per ogni blog: non esiste un identikit-tipo, il sindaco è in pratica una persona amante del territorio in cui vive e che sente di voler quotidianamente raccontare con passione la propria città. Nel caso di Lecce, la proposta ai ragazzi è giunta direttamente da Rudy Bandiera, ideatore del servizio. (I.T.C. “Costa”, Piazzetta De Sanctis 10, 73100 Lecce, tel. 0832/306014, fax: 0832/303935, e-mail: itc.costa@clio.it - web: www.costa.clio.it)
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«Lasciamo le scuole a Stintino»
Sindaco e assessore attivano i canali per evitare la chiusura dell’istituto scolastico. «Chiudere la scuola di Stintino sarebbe un grave danno per la nostra cittadinanza, vorrebbe dire costringere i nostri figli a spostamenti quotidiani per seguire le lezioni, significherebbe vedere famiglie stintinesi lasciare il nostro paese per trasferirsi a trenta chilometri da qui». È lo sfogo del sindaco di Stintino Antonio Diana e dell’assessore comunale alla Pubblica istruzione Antonella Mariani, preoccupati per la possibile chiusura della scuola del paese che, se si dovesse realizzare per la nuova riforma della Scuola, costringerebbe i bimbi della materna, elementare e media a migrare verso Porto Torres. Una preoccupazione che sindaco e assessore avevano già espresso alla chiusura dell’anno scolastico 2007-2008 quando, nel giugno scorso, avevano fatto sentire il loro disappunto per la notizia dell’accorpamento delle due classi, 4ª e 5ª, della Scuola elementare del paese. A causa di una riduzione di iscritti è stata creata una “pluriclasse” formata da bambini di 9 e 10 anni, che per alcune materie vengono riuniti in un’una. Un accorgimento che l’amministrazione comunale non ha mai condiviso e già da allora si era fatta portavoce del disagio e della preoccupazione degli alunni e delle loro famiglie. «Adesso non possiamo permettere la chiusura della scuola – riprende il primo cittadino – perciò ci siamo attivati su tutti i possibili canali perché questo non avvenga. Stiamo dialogando con la Provincia e la Regione Sardegna. Per noi questa della scuola è diventata una priorità che, al momento, va al di là di ogni altro programma elettorale». Per il sindaco infatti la presenza della scuola a Stintino è uno stimolo alla crescita della comunità, è occasione di espressione dei valori di appartenenza ad una comunità, di rapporti di amicizia. «Per la scuola – prosegue Antonio Diana – sono stati fatti progetti importanti come ammodernamenti, ampliamenti e creazione di aule tematiche e tutto questo non deve essere vanificato». «Stintino è una realtà particolare – afferma l’assessore Mariani – e le distanze che ci separano dalle altre realtà al momento ci rendono unici. Non possiamo far fare chilometri ai nostri piccoli concittadini e chiudere anche la scuola dell’infanzia. In tutto, 60 bambini sarebbero costretti a viaggiare e perderebbero l’opportunità di una esperienza di aggregazione all’interno della loro comunità». La chiusura dell’edificio di via Lepanto per l’amministrazione comunale significa anche vedere vanificate le politiche di pianificazione urbanistica, che incentivano la popolazione a vivere a Stintino e all’acquisto della prima casa e quelle a favore delle famiglie. «Senza una scuola – conludono gli amministratori – come possiamo pensare di attrarre le famiglie e i giovani?».
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Città di Castello. Si presenta “Veronica”.
É stato appena pubblicato - per conto delle Edizioni EVA di Venafro (Is), nella collana IBIS, di psicologia e neuroscienze – “Veronica”, un piccolo libro scritto da Gianni Tadolini in collaborazione con Lucia Barbagallo e Michela Collina, con prefazione del Prof. Gianangelo Palo. Introduzione ad un’analisi realistica della personalità di Veronica Giuliani, la Santa di Città di Castello. Si tratta di un breve studio su una delle figure più affascinanti della mistica europea, a cavallo tra il 1600 e il 1700. Da molti anni coltivo l’interesse per la Santa, nata nelle Marche - a Mercatello sul Metauro - e vissuta fino alla morte in Umbria, nel Monastero delle Clarisse Cappuccine di Città di Castello. Ho cercato di affrontare la vita di Santa Veronica con gli strumenti della mia professione e delle mie competenze (sapete che, ormai da quasi trent’anni, svolgo attività sanitaria, nell’ambito della psicologia clinica e delle neuroscienze). Ne è nato un saggio, in prevalenza ad orientamento antropologico, che tuttavia non toglie spazio al messaggio di fede che Veronica Giuliani ha voluto lasciarci. Con i miei collaboratori abbiamo utilizzato il metodo di indagine denominato “Psicostoria”, entrato nello scenario delle discipline psicologiche ad opera di un collega canadese, Jean Marc Charron, docente alla Università di Montréal. Charron utilizza gli strumenti della psicologia moderna - soprattutto la psicanalisi di derivazione statunitense (Erik Erikson) - per rileggere la vita, e soprattutto la personalità, di grandi figure della storia. Charron ha iniziato con San Francesco D’Assisi (Erikson lo aveva fatto con Lutero). Noi abbiamo cercato di proseguire con Veronica Giuliani ed abbiamo sottoposto alla nostra riflessione psicologica i suoi fervori mistici, le sue visioni, le sue estasi, le sue drammatiche penitenze. Il libro verrà presentato sabato 15 novembre alle ore 17 a Città di Castello (PG), nella sala conferenze dell’Hotel Garden, Viale Aldo Bologni (zona piscina comunale). Dopo la presentazione ci fermeremo per un aperitivo e per conoscerci meglio. (Dalla Prefazione di Gianangelo Palo)«… una […] caratteristica dell’opera di Tadolini: uscire da una visione puramente teologica o clericale, per assumere la dimensione antropologica come punto fondamentale e irrinunciabile di ogni considerazione. Ma l’uscita da una visione puramente teologica non vuol dire negarla, ma assumerla criticamente nei suoi elementi importanti di lettura di una realtà. Nasce allora il discorso della Psicostoria, che assume una valenza importante perché indicatore di un metodo che può segnare un cammino per coloro che vorranno affrontare simili tematiche in questa prospettiva». (Gianni Tadolini è Vicepresidente della Associazione per lo Studio della Psicologia e delle Neuroscienze “Gian Mario Balzarini”, e-mail: tadogio@tin.it - web: www.balzarini.splinder.com - Visitate anche il blog - Vizitu la blogon -: http://amerigoiannacone.wordpress.com)
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Milano. Premio Vergani.
Al Circolo della Stampa di Milano la cerimonia del premio Guido Vergani 2008 “Cronista dell’anno”. Il Premio “Vita di Cronista” assegnato a Franco Abruzzo e Ettore Mo. Bella cerimonia sabato mattina al Circolo della Stampa in occasione della consegna del “Premio Guido Vergani 2008″ ai cronisti, che si sono messi particolarmente in luce. L’assegnazione dei premi - organizzati dall’Unione cronisti lombardi di cui è presidente Rosy Brandi - è stata fatta da una Giuria presieduta da Ferruccio De Bortoli, direttore de “Il Sole 24 Ore”. La Giuria ha assegnato anche il riconoscimento “Vita da cronista” a due veterani della professione: Franco Abruzzo e Ettore Mo, con queste motivazioni: 1. Franco Abruzzo: Le sue e-mail arrivano come un fiume in piena, a ogni ora del giorno e anche della notte, suscitando ora approvazioni ora arrabbiature, comunque, tenendo sempre caldi i motori del dibattito sul mondo del giornalismo. Che lo si voglia o no, le sue informazioni on line per i giornalisti lombardi sono un sollecito a non disinteressarsi di una professione bellissima eppure sempre più controversa. Ma Franco Abruzzo è stato soprattutto un cronista. In un’epoca in cui le notizie si trovavano scarpinando e senza l’incubo di violare la privacy di nessuno i suoi articoli erano costruiti con la stessa dovizia di particolari e lo stesso puntiglio che i colleghi più giovani hanno conosciuto attraverso la lunga presidenza dell’Ordine e poi con l’inesauribile vis polemica dei messaggi come “difensore civico dei giornalisti”. 2. Ettore Mo: “Caro Mo, lei sa tenere la penna in mano”, gli comunicò Piero Ottone dopo aver letto alcuni suoi “raccontini”: Ettore Mo era appena sbarcato da una nave della marina mercantile britannica dove lavorava come steward. Prima era stato sguattero a Parigi, barista nelle Isole della Manica, bibliotecario ad Amburgo, insegnante di francese a Madrid, infermiere a Londra. L’ingresso nel giornalismo fu però meno avventuroso. “Per dieci anni ero il milite ignoto del Corriere della Sera: mi firmavano i pezzi raramente. Poi mi hanno buttato nell’acqua … “. Era un mare in tempesta: la rivoluzione dei pasdaran di Khomeini, a Teheran. Ettore Mo ha girato il mondo, ovunque ci fosse una guerra, una catastrofe, una storia bella o brutta da raccontare. Ha intervistato i grandi della Terra ma ha dato la voce anche ai piccoli, scrivendo indimenticabili pagine di cronaca densa di umanità. Un grande inviato ma soprattutto un croni sta onesto, umile e con le scarpe rotte. Avvertenza: per sentirvi a vostro agio, quando si parla con lui è meglio chiedergli dove non è stato. Anche se domani potrebbe essere già in viaggio per andarci. Ed ecco i nomi dei vincitori del Premio “Cronista dell’anno” Guido Vergani 2008: Per la carta stampata: Primo premio (2000 Euro e targa della Banca Popolare di Lodi): Giacomo Amadori di Panorama per l’intervista in esclusiva a Veronica, una delle assassine di Suor Laura in Val Chiavenna. Secondo premio ex aequo (500 Euro ciascuno e targhe Sanofi-Aventis e Ordine dei Giornalisti Lombardia): Giorgio Sturlese Tosi (Espresso) per un’inchiesta su I pirati della sanità e Michele Focarete (Corriere della Sera) per un articolo su madre e figlia milanesi entrambe prostitute. Terzo premio ex aequo (250 Euro ciascuno e targhe Unione Province Lombarde e Comune di Milano): Gabriele Moroni (Il Giorno) per l’inchiesta 20 anni dopo in Valtellina ed Eugenio Arcidiacono (Famiglia Cristiana) per una esemplare storia di solidarietà. Segnalazione (targa Gruppo Cronisti Lombardi): Andrea Silla (Corriere della Sera) per un articolo sui detenuti scrivani- informatici nel carcere di Cremona. Per la Radio, Tv e Web: Primo Premio (2000 Euro e medaglia d’oro Camera di Commercio Milano): Elena Fusai (Rai Tgr Lombardia) per un servizio a Broni sulle conseguenze sulla popolazione e sull’ambiente della lavorazione dell’amianto. Secondo premio ex equo (500 Euro ciascuno e targhe Unione Nazionale Cronisti Italiani e Associazione Lombarda Giornalisti): Vera Paggi (Rai News 24) per una inchiesta sulla Clinica degli orrori Santa Rita di Milano e Diletta Giuffrida per un’inchiesta sui rom a Milano (Sky Tg24). Terzo Premio ex aequo (250 Euro e targhe Guardia di Finanza Lombardia e Comando Carabinieri Lombardia): Andrea Riscassi (Rai Tgr) per un servizio sui minatori della Valtellina e Alessio Lasta (Telelombardia) per un servizio sulla scuola per ragazzi disadattati di Don Gege al Quartiere Gratosoglio di Milano. Segnalazione (targhe Gruppo Cronisti Lombardi): Davide D’Antoni (Telelombardia) per un’inchiesta sulla pedofilia a Milano e Stefano Fumagalli (Telenova) per due servizi sui campi rom nel centro di Milano. La Giuria ha poi deciso di assegnare un Premio Speciale (targa grande Gruppo Cronisti Lombardi) alla Redazione della Cronaca di Milano del Corriere della Sera per l’iniziativa “Il camper nei quartieri”. I Premi Vita di Cronista sono stati assegnati, dalla Giunta del Gruppo Cronisti Lombardi, a Franco Abruzzo e Ettore Mo. La Giuria del Premio Guido Vergani, Cronista dell’anno 2008 è formata da: Ferruccio de Bortoli (direttore de Il Sole24Ore), presidente,Letizia Gonzales presidente del Consiglio Regionale dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, Franco Marelli-Coppola vice presidente dell’Associazione Lombarda Giornalisti, Giancarlo Angeleri direttore de La Prealpina di Varese, Alessandro Casarin (caporedattore Tg Rai Lombardia) Luigi Casillo (responsabile redazione di Milano di Sky Tg24), Giulio Giuzzi (vice direttore de Il Giorno), Roberto Rho (responsabile redazione di Milano de la Repubblica),e per il Gruppo Cronisti Lombardi: Annibale Carenzo, presidente onorario, Rosi Brandi, presidente, Gianfranco Pierucci, vicepresidente, Paola Blandi, Beppe Ceccato, Elena Golino, Mimmo Spina, Alessandro Galimberti, membri di Giunta.
(La cronaca con tutte le motivazioni è in www.piazzettavergani.org)
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Il “caso” Saviano.
I limiti della realtà: La mafia, lo Stato “medioevale” e il caso Saviano. Da sempre do a ciascuno il suo. Al giovane Roberto Saviano, autore di “Gomorra”, non posso non riconoscere il coraggio ma non solo questo e non perché non vorrei trovarmi nei suoi panni. Il fatto si è che il coraggio e come una munizione che va spesa contro l’obiettivo giusto e nel momento giusto. Chi spara all’impazzata corre il rischio di trovarsi disarmato di fronte al fuoco del nemico: è il caso del nostro scrittore. Nel mio lavoro “Mafia per non dire capitalismo” (2005) io giudico ingenui e fuorvianti i vari onesti e coraggiosi Falcone, i quali ci hanno lasciato la pelle per avere sfidato in prima persona criminali di mestiere ovvero per avere assunto in proprio una causa che riempie le carceri, gratifica di martiri uno Stato immaturo e indegno e non risolve il problema. Non è una mia opinione. Da molto tempo il mio solo partito è quello della scienza. L’istituto dello Stato avrebbe dovuto concludere il Medioevo, come si insegna nelle scuole ma come l’uomo nacque animale (e non poteva essere diversamente) così lo Stato è nato medioevale, e non poteva essere diversamente dato che il salto di qualità dev’’essere preceduto da un decorso evolutivo lento e lungo. Nel Medioevo propriamente detto ogni potente, circondato da un gruppo di segugi, costituiva una specie di autocrazia, che esercitava, in modo approssimato e rudimentale, i tre poteri di Montesquieu: il legislativo, l’esecutivo e il giudiziario che nello Stato saranno palesi e distinti. Ogni autocrazia, come in una giungla antropomorfa, realizzava rapporti di concorrenza e/o di coalizione con le altre autocrazie. Era inevitabile che, accanto ad uno Stato “nominale” sopravvivessero autocrazie medioevali minori, quali sono appunto le mafie anche se sono costrette a mimetizzarsi intanto nell’area di una monarchia assoluta. Ai prìncipi, marchesi, baroni, duchi e così via succedono i boss di calibro diverso. Può darsi che le mafie siano nate come sodalizi di uomini d’onore per la giustizia alternativa davanti all’arbitrio e alla prepotenza dei re e dei potenti feudatari: sociologicamente c’interessa sapere che oggi i mafiosi sono anzitutto uomini di affari. Lo Stato nascente si limita a gestire l’esistente, più precisamente ad accrescere i propri privilegi sfruttando i sudditi senza provvedere ai loro bisogni. Questa realtà non si è ancora esaurita. La costituzione prima e la repubblica democratica dopo (cfr. quella in cui viviamo), assegneranno compiti ai poteri dello Stato e limiti alla sua autorità, ma non basteranno ad impedire il formarsi di nuove e più potenti autocrazie (dittature) nemmeno con la pratica elettorale, in cui si identifica la democrazia. É storia dei nostri tempi, anzi dei nostri giorni. Si pensi al nostro Paese e alla “più grande democrazia del mondo”. La scienza ci dice che l’essenza del crimine è l’offesa dei diritti naturali e che lo Stato sarà tale solo quando sarà responsabile del benessere di ogni nato della sua collettività secondo la trilogia aurea “libertà-fratellanza-uguaglianza” della Rivoluzione Francese del 1789 ovvero quando risponderà, per l’appunto, ai diritti naturali. Solo allora sarà l’”età maggiore” della civiltà. Sarà il socialismo. Ancora è ben lungi dall’avere raggiunto questo livello, tanto più che è nato mutilato del quarto potere essenziale, quello della sovranità monetaria, rimasta nelle mani di trafficanti medioevali. Questo Stato si dice borghese: è esso il fautore del capitalismo, agonismo forestale antropomorfo, la cui versione selvaggiamente estremizzata e globalizzata (cioè estesa all’intero Pianeta) si dice liberismo. Lo Stato liberista si ammanta di leggi fingendo di legittimarsi con queste ignorando l’altra verità scientifica che legittimo è solo ciò che è conforme ai diritti naturali. Si continua a chiamare economia ciò che è solo predonomia (artescienza della predazione antropomorfa) mentre l’economia propriamente detta è la scienza risolutiva dello Stato-padre che accudisce tutti i nati. É tempo di finirla con lo slogan manicheistico (così caro all’onesto e gentile –e ingenuo – magistrato Caselli) “più legalità, meno criminalità”, secondo cui tutto il bene starebbe da una parte. Non intendo esortare a disubbidire alla legge ma solo affermare che questa è giusta solo nella misura in cui è conforme ai diritti naturali. Per il resto può essere essa stessa uno strumento criminale. La legalità liberista-affarista sta distruggendo quel poco che era stato fatto a favore dei diritti naturali. Proprio in questi giorni imperversa lo scontro fra la legge e la piazza (che la contesta in nome del diritto e della coscienza) per salvare la scuola da un’offensiva di tipo medioevale. Che la legalità sia l’unica alternativa alla criminalità e quindi alle mafie è un’ennesima menzogna degli autòcrati borghesi. Le mafie non sono (come si ripete) contro questo Stato dei cui strumenti, sia pure collaterali (come le banche) si servono per reinvestire i loro profitti predatori. La genesi di ogni mafia è complessa: schematicamente diciamo che c’è un nucleo solido, costituito da una vera e propria autocrazia (talora passata da un boss all’altro come una monarchia ereditaria) e un contorno morbido costituito da elementi anche occasionali che spesso sono cittadini abbandonati dallo Stato. Come tutte le organizzazioni segrete di carattere affaristico, eredi di una tradizione, hanno un rituale di iniziazione (che talora ripete costumi secolari) e di disciplina. Sempre per via della clandestinità, talora praticano la tortura e la violenza contro traditori e recedenti perché in possesso, questi, di segreti e quindi possibili veicoli d’informazione. Molte autocrazie mafiose (ovvero di affarismo occulto) praticano anche la pena di morte con processi sommari in assenza dell’interessato, che può essere raggiunto ovunque. Spesso l’esecutore di un omicidio può essere un affiliato ricalcitrante che lo esegue sotto la minaccia di morte. Altra verità scientifica: il nostro inconscio ragiona! Per esempio: “se il predare il necessario del prossimo per arricchire il proprio superfluo senza limite – crimine per sé stesso – è un fine lecito, tutti i mezzi per raggiungerlo sono leciti”. Sfido moralisti, psicologi, sociologi, psicoanalisti e criminologi a dimostrarmi il contrario. Questa convinzione inconscia vale per mafiosi e predatori comuni. Di fatto, fra legale (la via per arricchirsi rispettando le regole del mercato, per esempio) e paralegale (raggiungere lo stesso fine con mezzi non legali) non c’è soluzione di continuità. La collusione non è necessariamente un fatto personale ma è nell’essenza e nello spirito del sistema gestito da uno Stato di fatto ancora medioevale (cfr. l’attuale assetto governativo). Stando così le cose, un’Antimafia si smentisce da sé non potendo mai raggiungere lo scopo dal momento che l’affarismo paralegale (le mafie, appunto) fanno parte della struttura del sistema. Essa può solo creare dei “capri espiatori” per favorire un’altra menzogna: che la mafia sia un corpo estraneo di una società altrimenti sana e alimentare l’àlibi: che le cose vanno male perché c’è la mafia. Solo a questo serve l’attività giudiziaria anche quando è “generosa” con un Andreotti, impietosa con un Contrada e totalmente ingiusta con un giusto come Tortora. La lotta alla mafia è una lotta ad un sistema che la produce ed alimenta. Ad un dibattito radiofonico di molti anni fa, al sindaco di Misterbianco (CT), che gridava “abbasso la mafia”, gli contrapposi, sorprendendolo non poco, nonostante costui fosse un ex comunista, che bisognava gridare “abbasso il capitalismo”. Come rapportarsi dunque con la mafia?. Non come i Falcone: il loro sacrificio mi commuove sul piano umano ma la loro teoria non mi convince. Non esiste un problema della mafia ma del capitalismo. La cronaca dei fatti di mafia serve per fare lettori ed è perfino tollerata dai personaggi citati, che magari sentono di fare del protagonismo. Esiste un grosso giornale (in provincia di Ascoli Piceno), che è una vera antologia di fatti mafiosi: chi lo fa vive di cronaca. Perciò non prese nemmeno in considerazione il mio citato lavoro “Mafia per non dire capitalismo” perché la verità scientifica avrebbe dimostrato la inutilità di quel periodico, che non manca di agitare lo slogan sopra descritto. Quando la cronaca porta difficoltà all’interno di qualche mafia, allora c’è da aspettarsi delle reazioni violente. “Gomorra” deve essere stata recepita come una denuncia ed un’aggressione personali! L’esortazione a non pagare il pizzo serve a diffondere la menzogna che la mafia possa essere debellata con il contributo delle sue vittime inermi mentre essa – come la delinquenza “economica” comune – è naturale in un contesto dove il primo delinquente è lo Stato (offensore dei diritti naturali). Io non so quale sia stato il proposito di Roberto Saviano nell’accingersi a scrivere la sua opera, incriminata dalla mafia (sic): se quello di fare soldi a palate, c’è riuscito anche fin troppo bene. Se anche quello di contribuire al debellamento del fenomeno, allora, a maggior ragione, devo anche riconoscergli una buona dose di ingenuità e una cognizione sociologica del fatto non proprio eccellente, poiché non si tratta di conoscere fatti e segreti ma di sapere perché quelle cose avvengano. Perché non ha scritto un testo per denunciare i crimini dello Stato? Lo sa quanti pizzi legali paghiamo? Ne cito uno per tutti: il canone RAI, un abbonamento “coatto” per un servizio del tutto simile ad un qualsiasi prodotto di parte e commerciale, ed estorto con la minaccia del pignoramento di beni anche a vecchi pensionati di fame il cui unico diversivo è un apparecchio televisivo. Da 62 anni denuncio i crimini di Stato (e non credo di essere il solo) e da alcuni anni, tramite Internet, inoltro ai grossi mass media i miei molti scritti destinati ad alcune testate, ma quelli tacciono. Saviano è diventato ricco ed eroe senza cambiare nulla, io sono rimasto povero e sovversivo, consapevole dei “limiti della realtà”. Opere come la sua piacciono allo Stato borghese, perché l’aiutano a fingere di combattere un male che esso stesso alimenta. Al contrario, non gli può piacere un lavoro che lo smaschera. Io penso che Roberto Saviano abbia agito come un apprendista stregone: calamitato da un possibile successo quanto ora sommerso da una comprensibile paura, che gli ha reso difficile la vita. Gli auguro ogni bene. (Carmelo R. Viola)
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IV Novembre: “Ignorante chi festeggia”.
Dalla testimonial della Pace, Agnese Ginocchio riceviamo e pubblichiamo: Tutto quello che non ci hanno detto sul quattro novembre. A Bussonelo (TO) una lapide cominciava con queste parole: Per quello che fu sofferto nell’ozio depravante della caserma sotto il bastone della servitù nel lezzo delle trincee nelle vigilie di magnificate carneficine… Essa fu distrutta nel 1921 dai fascisti. Il monumento ai caduti di Tolentino (MC), distrutto dai fascisti nel 1922, recava questa lapide: possa la santità del lavoro redento fugare e uccidere per sempre il sanguinante spettro della guerra per noi e per tutte le genti del mondo questa la speranza e la maledizione nostra contro chi la guerra volle e risogna. Lettere dal Fronte. Chi il 4 novembre festeggia la “vittoria” farebbe bene a rileggere questa lettera scritta da una vittima, semianalfabeta, ma con le idee molto più sincere e molto più chiare di tanti intellettuali ed editorialisti di oggi: “Maestà inviamo a V.M. questa lettera per dirvi che finite questo macello inutile. Avete ben da dire voi, che è glorioso il morire per la Patria. E a noi sembra invece che siccome voi e i vostri porchi ministri che avete voluto la guerra che in prima linea potevate andarci voi e loro. Ma invece voi e i vostri mascalzoni ministri, restate indietro e ci mandate avanti noi poveri diavoli, con moglie e figli a casa, che ormai causa questa orribile guerra da voi voluta soffrono i poverini la fame! Viliacchi, spudorati Ubriaconi, Impestati, carnefici di carne umana, finitela che è tempo li volete uccidere tutti? Al fronte sono stanchi nell’interno soffrono la fame, dunque cosa volete? Vergognatevi, ma non vedete che non vincete, ma volete che vadino avanti lo stesso per ucciderli. Non vedete quanta strage di giovani e di padri di famiglia avete fatto, e non siete ancora contenti? Andateci voi o viliacchi col vostro corpo a difendere la vostra patria, e poi quando la vostra vita la vedete in pericolo, allora o porchi che siete tutti concluderete certamente la pace ad ogni costo. Noi per la patria abbiamo sofferto abbastanza, e infine la nostra patria è la nostra casa, è la nostra famiglia, le nostre mogli, i nostri bambini. Quando ci avete uccisi tutti siete contento di vedere centinaia di migliaia di bambini privo di padre? E perché? per un vostro ambizioso spudorato capriccio”. Lettera dal fronte del tenente Angelo Campodonico, 1915. Durante le oscurissime notti, quando scoppiano sulle trincee terribili granate, i soldati cercano uno scampo nel ritirarsi indietro, e allora io e gli altri ufficiali li ricacciamo, puntando il nostro moschetto carico, pronto ad agire ad ogni tentativo di fuga. Forse questi sono i momenti peggiori della guerra, quando noi, sotto il grave peso dell’enorme responsabilità, siamo costretti a ricorrere a qualunque mezzo, pur di obbedire anche noi agli ordini che ci vengono da fonte superiore. Lettera di protesta di un italiano, Padova, 28 maggio 1916. Signor re, basta tanto macello di carne umana. Loro signori tutti birboni sono in salvo, i nostri poveri tutti al macello. Volete conquistare la terra e ammazzare i cittadini? Dite voi signori di amare la Patria e intanto distruggete chi la rende grande e gloriosa. Uccisa la gioventù e molti padri di famiglia chi lavorerà le terre italiane? Invece della guerra se aveste avuto buon senso avreste fatto lavorare tante terre incolte, e così far sfamare i popoli, ma no, li volete ammazzare. Un padre che ama i suoi figli non cerca di ucciderli per acquistare terra, lei invece si proclama padre della Nazione… che padre è? E la faccia finita che è ora, basta la guerra così infame e ingiusta. Siamo tutti stanchi: domme, bambini, uomini, anziani. La nostra bella Italia prima si diceva fiore d’Europa, ora invece lutto e pianto. Lettera spedita a Viterbo il 14 agosto 1917 da un soldato di 21 anni Questa lettera è costata una condanna a 1 anno e 10 mesi di reclusione militare per “insubordinazione” e “lettera denigratoria”. La guerra è ingiusta, perchè è voluta da una minoranza di uomini i quali, profittando della ignoranza della grande massa del popolo, si sono impadroniti di tutte le forze per poter soggiogare, comandare e massacrare; che chi fa la guerra è il popolo, i lavoratori, loro che hanno le mani callose e che sono questi che muoiono, sono essi i sacrificati, mentre gli altri, i ricchi, riescono a mettersi al sicuro. (Fonte: E.Forcella e A.Monticone, “Plotone di esecuzione”, Laterza) Chi volle la prima guerra mondiale fu un mascalzone. Chi la festeggia oggi è un ignorante. Dal 4 novembre rinasca il monito solenne: Mai più la guerra! Tutto quello che non ci hanno detto sul quattro novembre. La prima guerra mondiale costò all’Italia 650 mila morti e un milione di mutilati e feriti, molti di più di quanti erano gli abitanti di Trento e Trieste, i territori ottenuti con la vittoria della guerra, che erano già stati concessi all’Italia dall’Austria in cambio della non belligeranza. Il 4 novembre ripudiamo la guerra. Oggi si svolgono in tutta Italia le cerimonie per ricordare il 4 novembre 1918, data in cui l’Italia uscì “vittoriosa” dalla prima guerra mondiale. Con questo volantino vogliamo dedicare spazio alle vittime della prima guerra mondiale, che hanno pagato con la loro vita il costo di una guerra inutile. La festa del 4 novembre fu una ricorrenza istituita dal fascismo per trasformare le vittime di una guerra spietata e non voluta in eroi coraggiosi che si immolavano per la Patria. Furono costruiti monumenti ai caduti e agli insegnanti fu chiesto di celebrare le forze armate. Questa eredità non è stata sufficientemente sottoposta a critica con l’avvento della Repubblica. Vogliamo portare nella consapevolezza sociale ciò che è ormai acquisito nello studio degli storici e degli studiosi: l’Italia entrò in guerra nonostante l’Austria avesse promesso la restituzione di Trento e Trieste in cambio nella non belligeranza. L’intento era infatti quello di espandere l’Italia verso territori esteri (come avvenne con la conquista del Sud Tirolo) seguendo il mito dell’imperialismo romano, che ebbe poi nel fascismo la sua massima celebrazione. Dopo la guerra infatti si parlò di “vittoria mutilata” perchè le mire espansionistiche non furono coronate. La prima guerra mondiale fu un affare per grandi industriali, politici corrotti, funzionari statali senza scrupoli, alti ufficiali con le mani in pasta. Le commesse di guerra fruttarono profitti così scandalosi che fu nominata una commissione di inchiesta parlamentare, prontamente sciolta dal fascismo dopo la marcia su Roma. I migliori libri di storia segnalano che il fascismo al potere - fra i primi atti - bloccò la commissione parlamentare che indagava sulla prima guerra mondiale e sui porofitti illeciti accumulati da faccendieri, burocrati, generali, industriali. Perchè allora si festeggia la prima guerra mondiale? Una risposta ci viene da un testo scolastico: G. De Vecchi, G. Giovannetti, E. Zanette, “Moduli di storia 2″, ed. scolastiche B. Mondadori. “L’idea di una “guerra grande” non per l’orrore e la sofferenza bensì per l’eroismo e ill patriottismo dei suoi protagonisti e la bontà dei suoi obiettivi, nacque soltanto dopo il conflitto. Essa fu il risultato delle commemorazioni ufficiali dei governi liberali dell’immediato dopoguerra e poi del regime fascista. Questa idea si concretizzò, fin dagli anni immediatamente successivi al conflitto, in una serie di iniziative finalizzate a tenere vivo negli italiani il ricordo della guerra: cerimonie pubbliche, istituzione di festività (per esempio il 4 novembre, anniversario della vittoria), intitolazione di vie e scuole a eroi della guerra, diffusione nelle stesse scuole e nei centri ricreativi dei canti patriottici. Ma lo strumento più efficace furono i monumenti ai caduti. Fu soprattutto il regime fascista a favorirne la diffusione, imponendone la costruzione in tutti i paesi e città d’Italia. Quali erano la funzione e le caratteristiche dei monumenti ai caduti? Il loro obiettivo immediato era la commemorazione dei soldati morti sul campo di battaglia, in particolare di quelli originari della località in cui era costruito il monumento. Tuttavia, nei testi che apparivano sulle lapidi e nel tipo di raffigurazione emergeva un altro e più importante obiettivo. Si trattava, infatti, di iscrizioni e di sculture che descrivevano la guerra come una sofferenza giusta e necessaria; i soldati vi erano rappresentati come degli eroi che, consapevolmente e volontariamente, avevano sacrificato la propria vita per la patria. In sostanza, i monumenti e le lapidi presentavano la guerra come un momento di “grandezza” dell’Italia e degli italiani, dunque come un’esperienza estrema ma assolutamente positiva. Niente di più lontano dalla realtà. Appare allora chiaro che i monumenti erano progettati non solo per offrire alle famiglie un conforto e una giustificazione per la morte dei loro cari, ma anche e soprattutto per costruire la memoria di una guerra “grande” che ne falsificava la realtà nascondendone gli aspetti più violenti e assurdi. La memoria non ufficiale e l’opposizione alla guerra La memoria ufficiale della guerra non fu però l’unica forma di commemorazione del conflitto. Soprattutto nel biennio 1919-20, vi furono associazioni e forze politiche (in genere di sinistra) che cercarono di mantenere in vita il ricordo dell’opposizione alla guerra e delle sofferenze che essa aveva causato ai soldati e ai civili. Anche questa versione alternativa si manifestò attraverso lapidi e monumenti in genere costruiti nei comuni guidati da sindaci socialisti. Si trattava però di monumenti molto diversi da quelli ufficiali. Le lapidi “alternative” erano ben più precise ed esplicite nel descrivere l’orrore del conflitto. I soldati morti erano descritti come vittime e non come eroi. Questi monumenti ebbero vita breve e difficile. Già i primi governi liberali del dopoguerra ne ostacolarono o vietarono la costruzione; con la salita al potere del fascismo, nella cui ideologia tanta parte aveva l’esaltazione della nazione e della guerra, essi vennero tutti distrutti. Un mito presente ancora oggi L’interpretazione ufficiale della guerra rimase prevalente anche dopo la caduta del fascismo, non solo a causa dell’efficacia della propaganda del regime, ma anche perchè, messa a confronto con la seconda guerra mondiale - che in Italia nessuno, a parte il regime fascista, aveva voluto - la Grande guerra appariva meno insensata e drammatica. È solo a partire dagli anni sessanta che nelle interpretazioni degli storici, così come nella mentalità degli italiani, ha cominciato a riaffiorare una memoria critica della guerra. A testimoniare la sopravvivenza del mito della Grandeguerra vi sono ancora i monumenti di epoca fascista; in molti casi ne è stata modificata la dedica, estendendola anche ai morti della seconda guerra mondiale e della Resistenza. Solo in pochissime realtà, in genere nel corso degli anni settanta e ottanta, sono stati sostituiti con nuovi monumenti che rappresentano la guerra non come un giusto sacrificio per il bene della patria, ma come un orrore da evitare per sempre”. Questo documento è stato realizzato e distribuito da Peacelink, una associazione di volontariato dell’ informazione che dal 1992 offre una alternativa ai messaggi proposti dai grandi gruppi editoriali e televisivi. PeaceLink collabora con associazioni di volontariato, insegnanti, educatori ed operatori sociali che si occupano di Pace, nonviolenza, diritti umani, liberazione dei popoli oppressi, rispetto dell’ambiente e libertà di espressione. Tutti i volontari di PeaceLink svolgono il loro lavoro a titolo puramente gratuito, per dare voce a chi non ha voce. (Associazione Peacelink via Galuppi 15, 74010 Statte, Taranto. Per contatti, informazioni e collaborazioni: PeaceLink CP 2009, 74100 Taranto, tel. 099-7303686, fax. 06-57290945, email: info@peacelink.it PeaceLink - http://www.peacelink.it)
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Per Natale auguri da Babbo Natale.
Come certamente tutti sapranno, lassù, molto lontano, nella remota Lapponia Finlandese, in un angolino del mondo, all’interno di una magica montagna con due picchi a forma di orecchio, la montagna di Korvatunturi, vive Babbo Natale. Il percorso che porta a Korvatunturi è molto impervio e solo gli Elfi, Babbo Natale stesso, e naturalmente le sue renne, ne conoscono la strada. Attraverso quei sentieri passano solo animali indisturbati, orsi bruni, volpi e tanti altri che vivono lì da migliaia di anni, e che lasciano le loro misteriose orme. La “Montagna dell’Orecchio” è un posto molto speciale perchè proprio da lì, e solo da lì, Babbo Natale e i suoi Elfi riescono a sentire se i bambini del mondo sono stati buoni oppure no. Gli Elfi scrivono tutto ciò che accade e che odono dai bimbi in enormi libri, che poi Babbo Natale legge con grande attenzione per decidere i regali da consegnare a Natale a tutti i bambini buoni. Ma… attenzione! Tutto questo succede anche per gli adulti! Sono davvero molte le magiche storie che ruotano intorno alla leggendaria e lunga vita di Babbo Natale, degli Elfi e delle sue instancabili renne. Da alcuni anni, fortunatamente per noi, Babbo Natale ha sentito il desiderio di incontrare la gente anche al di fuori della notte di Natale. E così ha deciso di costruire il proprio Villaggio a pochi chilometri da Rovaniemi, proprio in un punto dove la strada principale attraversa il magico Circolo Polare Artico. In questo villaggio, immerso nella quiete della immacolata foresta finlandese, ci sono molte case. In una di queste, Babbo Natale ha la sua calda ed accogliente residenza, ed incontra grandi e piccini da tutto il mondo. A Rovaniemi c’è anche il famoso Ufficio Postale di Babbo Natale, dove giungono ogni anno milioni di lettere cariche di desideri, sogni e speranze da tutto il mondo. Oltre a ricevere lettere, Babbo Natale spedisce i suoi messaggi augurali personalizzati con francobollo e timbro da collezione. Per non fare il solito regalo la letterina personalizzata di Babbo Natale è molto di più di un augurio di Natale: è un regalo e un messaggio di amore, pace, amicizia. Il Vero Babbo Natale con l’aiuto dei suoi Elfi, scriverà la tua Letterina personalizzata, redatta su speciale carta e busta, con il nome del Destinatario. Immagina che sorpresa! La Lettera viene spedita dal vero Babbo Natale e dai suoi Elfi dall’ Ufficio Postale all’interno del suo Villaggio, sul Circolo Polare Artico, immerso tra le bianche foreste di Rovaniemi, tra renne e folletti. Proprio da quell’Ufficio Postale, dove arrivano ogni anno milioni di lettere da tutto il mondo, la tua letterina sarà spedite ai tuoi cari. É possibile indicare fino a due nomi con lo stesso cognome e stesso indirizzo e scegliere la lingua del testo. Babbo Natale le parla tutte. C’è anche la possibilità di far menzionare a Babbo Natale il nome del Mittente. Sulla busta con il francobollo da collezione, verrà impresso l’originale timbro postale di Babbo Natale. Oltre alla Letterina, la busta contiene ogni anno un diverso omaggio di Santa Claus. Il testo della lettera è deciso naturalmente da Babbo Natale: Lui sa che cosa dirci! I contenuti? Tanta Magia in due versioni: per bambini fino ai 12 anni e per quelli fino a 99 anni. Il costo di ogni letterina è di Euro 6,95. La Lettera viene spedita in occasione del Natale o del nuovo nnno. Termine ultimo accettazione richieste letterine. Letterina Natale: 5 dicembre 2008, ore 12.00; Letterina Nuovo Anno: gennaio 2009. La Letterina viene spedita direttamente all’indirizzo richiesto. Letterina di Natale: recapito previsto tra il 20 ed il 24 dicembre. Letterina di buon anno: recapito previsto entro fine gennaio. In rete la proposta, la locandina e i moduli per richiedere la letterina, on line anche proposte sui Mercatini di Natale, news in anteprima su matesepark con indicazioni dettagliate sul Parco del Matese, storia, costumi e tradizioni del suo popolo, foto inedite e notizie su sagre ed eventi, tutte le proposte turistiche aggiornate in tempo reale, per un’ospitalità familiare calorosa ed attenta ai tuoi bisogni, di un’esperienza ricca di significati e di bei ricordi sui siti di seguito indicati. (Ugo Cappello, Bag & Dreams Incoming Tour Operator, re-mail: incoming@bagdreams.it -web: www.bagdreams.it - www.incomingcampania.com - www.altocasertano.com - www.mateseincoming.com - www.matesepark.it - www.agriturismomatese.it - www.parcodelmatese.com - www.incomingcampania.com - incoming.mateseincoming.com)
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