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di Nunzio De Pinto

Il film tv Le ali, trasmesso ieri da Raiuno, è stato il più visto della prima serata con 4.759.000 (19,76%), battendo il film su Canale 5 Vacanze di Natale 2000, seguito da 3.857.000 (18,84%). In complesso la serata è andata alla Rai che ha distaccato Mediaset di oltre 10 punti: 46,01% rispetto al 34,77% con Raiuno prima rete con il 19,74%. LeAli, fiction del tutto ispirata all’allora sottotenente paracadutista della “Folgore” Gianfranco Paglia, scampato miracolosamente ad un attentato il 2 luglio del 1993, a Mogadiscio, nel corso della missione di pace dell’Onu in Somalia. Colpito da tre proiettili però, nel tentativo eroico di salvare i suoi compagni, tre dei quali purtroppo poi morti, è costretto tuttora ad una vita da tetraplegico. Il titolo è tratto direttamente da una celebre frase rivolta al soldato da un ex trapezista russo, inventore di un metodo di cura non riconosciuto per tetraplegici. : “Per volare non servono le gambe, ma le ali”. Un lungo periodo di riabilitazione, che lo ha portato sino alla Svizzera e poi in Russia; grazie alla terapia, alla volontà, alla tenacia, alla determinazione è riuscito a riacquistare una buona mobilità degli arti superiori anche se oggi è costretto su una sedia a rotelle. Successivamente il reintegro nell’Esercito Italiano nel “Ruolo d’Onore” con l’impegno in diverse missioni di pace. La fiction ha appassionato i telespettatori non perché ci fossero molte scene di quella che fu l’agguato al check point “Pasta”, anzi, paradossalmente, considerato che gran parte del pubblico era formato da militari (nonostante i pochi passaggi pubblicitari, la voce sulla vita dell’eroe di Mogadiscio ha ben presto fatto il giro di tutte le caserme d’Italia), quello che è piaciuto al pubblico è stato vedere l’approccio che Gianfranco Paglia ha dato al “dopo”. L’Amore di Giovanna, che non è mai venuto meno, coronato poi con il matrimonio e la nascita di due bambini (la fiction si ferma alla primogenita Vittoria), l’Amore dei genitori e dell’amico d’infanzia che pur di stargli vicino diventa il suo fisioterapista e si getta con lui nel primo lancio con il paracadute dopo l’incidente. Insomma, il pubblico ha premiato quegli aspetti che hanno fatto di Paglia l’eroe “antieroe” per antonomasia, che, dovunque si trovi, non dimentica i suoi compagni che non ci sono più: il Sottotenente Andrea Millevoi dell’8^ reggimento “Lancieri di Montebello, il sergente maggiore incursore Stefano Paolicchi del 9° battaglione d’assalto paracadutisti “Col Moschin” e il paracadutista Pasquale Beccaro del 186° reggimento paracadutisti “Folgore”.

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