

di Candalino Salvatore
Baronissi – Il 16 marzo, sarebbe stato il compleanno di Izet Sarajlic, grande poeta europeo e grande amico. È stato il poeta testimone di una grande tragedia: la guerra di Bosnia e l’assedio di Sarajevo e la grande voce della Sarajevo città martire dalla quale si è rifiutato di fuggire. È stato Presidente onorario di Casa della poesia, amico di Alfonso Gatto, cittadino onorario della città di Salerno, vero patriarca della “famiglia poetica” di Casa della poesia. Dal 2002, anno della sua scomparsa, per ricordarlo, si svolgono gli Incontri internazionali di poesia di Sarajevo, che abbiamo l’onore di organizzare e curare insieme alla nostra Ambasciata.
Ci piace ricordarlo a tutti i vecchi e nuovi amici con una delle sue poesie più belle e struggenti.
Considerato uno dei principali poeti dell’est europeo, membro del Circolo 99 di Sarajevo e testimone della grande tragedia della Bosnia, Izet Sarajlic (Doboj 1930), si laurea in lettere alla facoltà di filosofia di Sarajevo. Nel 1954 fonda il Gruppo 54 che dà inizio alle nuove correnti di poesia moderna in Bosnia Erzegovina, mentre tra il 1962 e il 1972 si occupa del festival Giornate poetiche di Sarajevo. È autore di una trentina di raccolte poetiche, tra cui Il libro degli addii e Diario di guerra di Sarajevo. Grande conoscitore e traduttore della poesia russa, Sarajlic è stato tradotto a sua volta in numerose lingue. Fino alla sua morte, avvenuta nel 2002, ha sempre lottato per il mantenimento della cultura laica della pluralità e della convivenza
http://www.casadellapoesia.org/blog/2009/03/16/video/izet-sarajlic-ultimo-tango-a-sarajevo
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