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Se non ci fossero le supernove l’universo sarebbe molto più noioso. Invece di tanto in tanto queste esplosioni stellari illuminano il cosmo con il loro bagliore improvviso, un miliardo di volte superiore a quello del Sole.
Ma i residui di questi cataclismi sono altrettanto spettacolari. Questi sono i resti di Cassiopea A, esplosa 340 anni fa e fotografata dal telescopio Chandra. I filamenti blu mostrano le onde d’urto generate dall’esplosione, le aree rosse e verdi invece sono formate dai resti della stella ormai distrutta riscaldati a temperature di milioni di gradi.
Fino a poco tempo fa, Cassiopea A era considerata la supernova più giovane della nostra galassia. Ma poi questo primato le è stato rubato.

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