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di Accordino Antonio

Ho cessato d’interessarmi di voi nel 1948 , ed avevo già ottenuto la Delegazione Comunale ed il Cimitero; e prima ancora gli Assegni Familiari per tutti i pescatori iscritti alla cooperativa. Quella di S.Giorgio è stata la prima in provincia ad aver gli assegni. C’era in previsione l’acquisto di pescherecci per assicurarvi il lavoro per tutto l’anno. Ci sarei certamente riuscito a farveli avere, ma Voi, intimiditi dai padroni e incapaci di giudicare con la vostra testa, avete preferito distruggere tutto. Ecco, ve lo ricordo perchè possiate comprendere il motivo per cui prefereii dedicare la mia attività politica ad un paese che non era il mio e nel quale non ho mai abitato. Era squallido come S.Giorgio allora Oliveri, e non aveva strade e fognature, né farmacia, né acqua…E io sono lieto di avergli dedicato 7 anni di intensa attività perché quel popolo eccezionale ha meritato in pieno ogni mia premura. Ho fatto quel che dovevo e ho mantenute le mie promesse, anche se una sottospecie di Geometra imbecille di S.Giorgio lo contesta. Voi però sapete che il mio paese è questo e che avrei preferito dedicare qui tutte le mie attività. Ma Voi, perdio! Me l’avete impedito!, E poi, invasati da una crisi di autolesionismo, avete distrutto ciò che avevo fatto per sollevarvi dalla miseria e dalla schiavitù. Non tutti, certamente. Solo la maggioranza. E io ricordo ancora quelli che rimasero accanto a me recriminando quant’era accaduto.

Ora stringo la mano a tutti, anche a quelli con la corda.

Novembre 1972             Ennio Salvo

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Questo è lo stralcio di lettera che il Professore Ennio Salvo D’andria, inviò ai Sagnuggioti in occasione della presentazione del nipote Franco, alle imminenti elezioni comunali.

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Sul quarto e quinto foglio del n.81 = del Bollettino di Stampa “ PANDEMONIO “ datato 28 – 12 – 1971 – Direttore Responsabile Ennio Salvo D’andria, la sorpresa.

note d’arte

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TINDARO SEGRETO

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Tindaro Segreto s’è avvicinato da poco alla pittura e non ha certo produzione sufficiente ad una mostra d’arte. E’ un principiante? Forse si se ciò significa colui che inizia a far qualcosa; ma pur essendo molto giovane ed esercitando la sua attività di geometra, ha sentito per molti anni il fascino della pittura. Avrebbe potuto cominciar prima a dipingere, e non sappiamo se l’ha trattenuto il pudore o l’incertezza; poi ha rotto gli indugi, guidato dalla passione più che dalla tecnica, e ha cominciato a comporre i suoi quadri. Autodidatta, insoddisfatto di se e dei risultati della sua opera, com’è nella regola, ma sorretto da una vocazione meritevole di tecnica più scaltrita. Certamente l’acquisterà, e intanto, per esprimere adeguatamente il suo gusto per il colore e per la pennellata larga e corposa, s’è fatto seguace di Jack Friling studiando attentamente i suoi quadri e impegnandosi nel suo stile arioso e rapido. Ad una prima osservazione, i quadri di tindaro Segreto potrebbero configurare una volontà di imitazione, ma c’è invece qualcosa di personale che si evidenzia in successive espressioni, come chi onora il maestro che gli insegna la tecnica ma ascolta la voce interiore che gli suggerisce forme e concetti.

C.R. MALAMURA

( Pandemonio )

ANAC – giovane poeta

Anac – “ Dietro il muro “ Poesie. Editore Gabrielli – Roma

Anac è il nome d’arte che ha scelto antonio Accordino anagrammando il suo nome. E’ un giovane poeta pieno di sogni e di aspirazioni insoddisfatte, e forse per questo ha voluto porre un solido argine tra la poesia e la pratica diplomandosi in ragioneria. Vive in un piccolo paese sul mare, quasi ai confini della civiltà, in un ambiente che sotto molti aspetti risente ancora della vita patriarcale. Pensa, invoca ricorda, impreca: è quello che fanno tutti i giovani poeti alla ricerca di un’armonia che verifichi l’ansia di un desiderio confuso. Le ventotto poesie contenute nel volume confermano quanto abbiamo detto anche se spesso si tratta di bozzetti felicemente descrittivi; ma anche in questi affiora la malinconia del poeta e l’astio di chi non può modificare la realtà “ di questa terra misera/ abbandonata da Dio / e abbandonata per forza/ dai suoi figli.” Anac trascorre in solitudine le ore della sera “ in un raggio / di notte impastata / di barche vuote / di lampare psente/ sulla spiaggia/ squassata dal vento di terra.”non comprende perché tutto debba contrastare col suo pensiero, perché ogni cosa debba seguire “ la lunga strada che conduce alla morte “ e perché lui stesso si debba sentire “ intruso / in una strada / che mi aveva visto nascere . “

Bindo di Rialto

( Pandemonio )

Milazzo, 28.Giugno.2009

antonioaccordino@gmail.com

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