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(Busto argenteo San Sisto I papa e martire patrono di Alife)

Nell’ imminente festa del santo protettore (10 e 11 Agosto 09), l ‘Ambasciatrice internazionale per la Pace Agnese Ginocchio invoca il Santo protettore della diocesi per affidare i problemi della comunità e domandare Pace in Terra di lavoro


Alife(Ce)
– Fa tanto male all’animo vedere gente che soffre… Quest’anno la festa del santo patrono Sisto I papa e martire che ricorrerà il prossimo 10 e 11 Agosto, non sarà una festa sentita ed attesa per tanti concittadini della mia comunità che all’improvviso sono diventati poveri(1)…La Festa di San Sisto rappresenta per noi tutti alifani la festa delle feste, un punto di riferimento per tutti. In questo periodo la città si popola, molti emigranti alifani ritornano dai paesi lontani per essere presenti alla festa delle feste. Io però continuo a domandarmi: Come si può festeggiare una festa patronale quando vedi intorno a te gente che soffre, si lamenta, gente che perde la speranza nel futuro, che perde la Pace dello spirito ed infine che perde lentamente anche il proprio senso per vivere? Come si può? Ha senso festeggiare una festa patronale con luci sfolgoranti, novene, fuochi pirotecnici, musica e balli e poi fare finta di nulla, come se tutto fosse normale?
Cosa significa festeggiare se non condividere insieme alla comunità -nostro prossimo- le gioie, ma anche e soprattutto i suoi dolori, farsene carico e quindi cercare di risolverli mediante azioni solidali? Non sarebbe stato più utile e meritorio che parte delle offerte raccolte per la festa patronale avrebbero potuto essere destinate a favore dei casi di famiglie più povere di Alife, che ne sono davvero tante, ma quest’anno lo sono ancora di più ? Quanta indifferenza, quanta superficialità. Se questa può essere vita….Quale vita?!?! Quando si deciderà una buona volta di cambiare mentalità ?!?! “I problemi degli altri sono cavoli loro e a me non interessano…”. Questo pare che sia l’atteggiamento adottato dalla massa…Che vergogna. Fa tanto male all’ animo vedere così tanta indifferenza…
Caro San Sisto I Santo Papa e Martire, patrono della mia città, desidero affidarti questa mia preghiera di Pace: Tu che sei il nostro santo patrono, il padre di tanti di noi, figli di questa comunità cresciuti senza padre, almeno Tu ascoltaci da lassù e da Pastore del gregge quale sei stato e continui ad esserlo, compi una specie di miracolo, restituisci alla mia comunità la Pace che tanto manca, quella Pace che non si costruisce con le feste e con gli spari,  bensì con le azioni concrete e l’impegno quotidiano ad abbattere il muro della vergona e dell’apatia intorno a noi.
Caro San Sisto fà comprendere agli alifani che non ha senso festeggiare la festa del proprio santo patrono- papa e martire- che ha dato la sua vita per difendere la verità e la vera fede di Cristo ( non quella di mammona), se ci accorgiamo che nella nosra comunità sono presenti condizioni di disagio, di malessere, di povertà, di precarietà, di disperazione….”Ogni volta che avrete fatto una di queste cose ad uno dei miei fratelli più piccoli, in realtà le avrete fatte a me…”. Questa fu la risposta di Cristo, re e profeta di Pace, alla domanda dei suoi che gli chiesero in cosa consisteva il suo messaggio di Pace. “La Carità, l’Amore e la Solidarietà non abbia fine.Cielo e terra passeranno ma le mie parole non passeranno mai..” Epure pare che siano proprio questi gli ingredienti che mancano al nostro stile di vita ma che invece sono necessariamente indispensabili per riuscire a comprendere il vero senso del fare festa, se davvero vogliamo seguire il messaggio concreto del nostro Santo patrono, altrimenti la nostra non é fede, bensì bigottismo e superstizione, e sarà la solita sfilata, il solito programma; una vera e propria presa in giro al sacrosanto testamento trasmessoci da S. Sisto I papa. La carità non é chiusura ma apertura a 360°, aprire le porte e cominciare a vedere oltre le nostre barriere architettoniche, per riuscire ad scorgere nella nostra comunità, come nel nostro mondo, il nostro prossimo, fratello e sorella che soffre nelle vesti del povero, dell’ emarginato,del terremotato e sfollato, del clandestino, dell’ immigrato, dello straniero, dell’ammalato, del disabile… per abbracciarlo ed aiutarlo a sostenere il peso della vita e per restituirgli infine quel raggio di speranza che lo rinfranchi nel suo cammino.
Caro San Sisto ti chiedo a nome della mia comunità il dono della Pace vera. Suscita in essa nuovi Uomini e nuove Donne Missionari di Pace che siano validi punti di riferimento per i nostri giovani, come per tutta la comunità. La fede é vera solo quando sa mettersi in movimento e trasformarsi in Missione. Dunque non bastano più le parole, i riti e le solite funzioni, ma bisogna necessariamente unire a queste: fatti e azioni concrete. Suscita nuove persone e nuovi politici che si impegnino a realizzare la politica non di potere, ma la politica di servizio per la comunità: difendere il bene comune, promuovere la cultura della Pace e della Legalità, favorire l’intercultura e l’integrazione fra i popoli, salvaguardare l’ambiente tutelandolo come la nostra stessa vita, realizzare progetti di cooperazione internazionale per la difesa dei diritti per tutti, costruire la città della Pace e dei Diritti Umani per favorire lo sviluppo del teritorio ed abbattere così la crisi economica, assicurare infine un futuro sostenibile e certo per i nostri giovani, mediante azioni mirate e concrete che risolvino i problemi della comunità attanagliata dalla piaga della povertà. E’ proprio questa che manca alla nostra comunità, al nostro martoriato paese, ce ne vuole e tanta per poter stare bene con tutti per potere riportare ordine, dignità diritti, vivibilità, solidarietà e speranza per un futuro possibile. Ma per poter stare bene é necessario che ognuno scenda in campo, si assuma le proprie responsabilità, si faccia il proprio esame di coscienza, non deleghi sempre gli altri a risolvere i problemi, ma cominci egli (ella)per primo a dare il proprio contributo personale ed il proprio tempo per realizzare la Pace. Ed infine: nostra provincia di Terra di lavoro non sia più ricordata come terra di camorra, bensì in Terra di Pace, di Giustizia e di prosperità per tutti. Il sud é pieno di risorse e di gente generosa, fa che possa emergere da così tanta miseria. Perciò liberaci da quei mostri infernali (materializzati nelle menti e nelle membra di chi la governa, lo stesso vale per chi governa il nostro paese) che l’assediano e la circondano rendendola selva incolta. E liberaci anche dal pericolo della guerra nucleare, dal terrorismo e dalle calamità naturali. Questa é la grazia ed il miracolo che ti domando per me e per tutti. Forse é grande ciò che domando, ma se quanto domando per noi é impossibile so per certo che per Dio, Creatore dell’universo nulla é impossibile, o immenso e grande Santo protettore della nostra terra, della mia comunità, grande Papa, vicario del dolce Cristo in terra. Per le mani della Regina della Pace, Vergine Immacolata, Madre della Chiesa e dell’ umanità, ti affido questa mia preghiera di Pace. Salga a Dio e ridiscenda sulla terra come pioggia benefica e come immensa benedizione di Pace e di Giustizia per e su tutti noi che l’abbiamo chiesta, invocata e cercata. Amen. Shalom. Agnese Ginocchio-cantautrice ed Ambasciatrice internazion. per la Pace. Alife(Caserta-Campania-Italy) 4 Agosto 2009 A.M. * (Note:1 a causa di una truffa) *(Foto: Sacro Busto Argenteo del Santo patrono della città e diocesi di Alife(Ce): “Sisto I papa e martire” , compatrono della città di Alatri(Fr). Da notare al polso della mano sx( dx) del santo protettore la singolare ‘Croce della Pace’ donata dall’ Ambasciatrice di Pace Agnese Ginocchio nell’anno 2008. Autore foto: Andrea Pioltini )