fumata-sconcia-vista-da-venetico-sup-2001

fumate-sconcie-valle-mela

2-agosto-edipower

fumata-sconcia-anno-2001-vista-venetico

TUTTI POSSONO ARRICCHIRE ….TRANNE I POVERI !

L’intrigata vicenda della Valle Del Mela o dei..Veleni, propone analisi sociali specifiche e risalendo nella storia appare del tutto verosimile la questione posta  nel remoto 1883 dall’allora Procuratore Generale di Trapani Dr. Pietro Ulloa, quando sentì la necessità di spiegare il fenomeno a cui sembra collegabile l’affermarsi  della Mafia: “Non vi è impiegato in Sicilia che non si sia prostato al cenno di un prepotente e che non abbi pensato a trar profitto dal suo ufficio”.
Da un inchiesta giornalistica di Salvatore Cammareri Scurti (17/12/1899) “ … In questo inferno chi non vuole essere dannato deve farsi diavolo…” e continuando si arriva ai nostri giorni, dove la Sicilia divisa od unita rimane sempre terra fragile  ed impotente.
Dal Gattopardo di T. di Lampedusa: “Sono venticinque secoli che portiamo sulle spalle il peso di magnifiche civiltà eterogenee, tutte venute da  fuori, nessuna germogliata da noi stessi, nessuna a cui noi abbiamo dato il là…da duemilacinquecento anni siamo colonia.”
E poi facendo un piccolo salto pindarico nel tempo: “Vacilla la fede nella giustizia legale, anzi non vacilla, manca addirittura.”
Quindi la nostra condizione ha radice storiche e sembra difficile sfuggire alla nostra storia, anche con un governo liberal-capitalista  non si riesce a sradicare tale situazione.
La Sicilia ha la possibilità di sfuggire da questa triste retaggio storico, è  necessario un risveglio intellettuale, attraverso un processo culturale capace di sfruttare le sue risorse storiche, naturali e paesaggistiche, con attivazione di una politica di ampi confronti piuttosto che autonomista.
Forse siamo geograficamente lontani dai processi più evoluti per lo sviluppo socio economico?
Tuttavia pare necessario abbandonare la vecchia concezione assistenziale e puntare sulla sussidarietà e sullo sviluppo sostenibile.
Occorre un grande coraggio per neutralizzare una classe politica che si esprime molto bene in campo nazionale, mentre risulta incapace nella condizione regionale. Allora il problema è il regionalismo, ove si formano i pastrocchi che inibiscono le liberalizzazioni delle risorse e formano privilegi senza le necessarie condizione meritocratiche.
La politica in questo momento, ha dimostrato che da sola non può assolvere alle necessità di una società le cui esigenze sono molteplici e variegati, pertanto il processo di partecipazione deve essere il più ampio possibile e la politica dovrà risultare lo strumento applicativo di attuazione, la base di ogni istanza parte proprio dagli individui, i quali esprimono aspettative che non possono essere semplificate da intrigati rapporti di varie forme di governo.

Questa riflessione mi sembra opportuna in quanto in questi giorni ho visto in giro per Milazzo e dintorni più politici che turisti, ma non nei punti necessari come ad esempio l’Ospedale di Milazzo o altre realtà che subiscono le pericolose induzioni della Raffineria, della Centrale Edipower di S. Filippo del Mela ed altre strutture industriali altamente inquinanti, che accrescono oltremodo il grave degrado fisico ambientale.
Vetrine, show, passerelle, meeting forse s’approssima qualche competizione elettorale ed allora bisogna apparire a tutti i costi.
Sarebbe sufficiente che taluni, andassero per qualche ora al pronto soccorso dell’Ospedale Giuseppe Fogliani di Milazzo e capire la caotica situazione e magari approfondire meglio le prestazioni sanitarie della struttura nel suo complesso, verificare il costo sanitario e le qualità delle prestazioni, verificando i diritti del malato, etc. etc.
Vi assicuro che il degrado fisico della struttura ospedaliera è poca cosa rispetto al caos della stessa, soprattutto in una realtà come la nostra di crisi ambientale.
Uscire indenni (intendo psicologicamente, almeno credo) sarebbe già sufficiente, però abbiamo una realtà da diporto nautico con imbarcazioni anche di lusso che farebbe presumere una realtà socio-economica di buon livello.
Tale contraddizione non trova giustificazione, in una realtà che territorialmente chiamiamo Valle del Mela, vi è di tutto e di più, caotica commistione tra benessere reale, virtuale, figurativo e forte disagio sociale, stupendo golfo con industrie metiliche, che versano i loro liquami ed immettono in ambiente i loro veleni, depuratori urbani con condotte sottomarine che scaricano inquinando la costa e limitano la balneazione, traffico veicolare incasinato, sistema commerciale spontaneo e senza una strategica pianificazione, sviluppo industriale inesistente ovvero non legato in modo funzionale alla realtà economica locale, sviluppo urbano non controllato, feste popolari e fuochi pirotecnici quale coreografia di un folklore più artefatto che reale.
Ma qualche politico, un po’ pimpante, crede che con le strategie delle interrogazioni consiliari e con operazioni politiche di intesa a cordata, si possono mitigare le cose, .se ci fornite i dati certi delle forme d’inquinamento noi interveniamo.., così ribadiva.
Ma se i dati certi non sono disponibili, su che dati allora le industrie che hanno redatto la Valutazione di Impatto Ambientale si sono basati ?
Centraline dappertutto, in modo che il monitoraggio sia garantito, va bene, ma quando scopriamo che ci sono ripetitivi sforamenti, l’ancor pimpante consigliere può garantire l’intervento adeguato, ovvero il fermo impianti ?
L’Ass.re Provinciale all’Ambiente Petrella fa anche lui il medesimo ragionamento, e noi siamo stanchi di sentircelo ripetere, addirittura vuole mettere le centraline per i cavi Terna, che ricordiamo a noi stessi che i piloni sono alti 70 mt e ne sono previsti un’infinità.
Il monitoraggio presuppone una forte capacità di intervento, in caso di anomalia.
Un vero impianto tecnocratico sterile e disumanizzato, arricchito da soggetti che grazie a taluni favorevoli aspetti della vita, pretendono di sincronizzare il loro futuro con le esigenze sociali e amministrative.
Mi permetto di suggerire a tali individui di non vessare e di cooperare per  far valere il diritto al lavoro, alla salute alla vita, ed abbattere il grave disordine che impedisce lo sviluppo armonico del nostro sistema socio economico, e l’accorato appello che rivolgo a tutti è di diffondere il più possibile l’acquisizione della piena consapevolezza che possiamo cambiare e migliorare ed evolverci, smaterializzando le sofferenze e le angosce che ci provengono da tanti anni di grave subordinazione a sistemi che  avversano la nostra liberta di essere.
Noi della T.A.T. non intendiamo promuovere la tutela dell’ambiente come movimento ideologico disconoscendo ogni altra fenomenica, riteniamo che lo sviluppo consapevole ed ordinato sia necessario quale garanzia di tutti gli interessi.

Ciò che avviene nella nostra isola, lo vediamo anche se in qualche modo diverso, in altri luoghi, manca una vera condivisione dei valori, ma in ogni caso pur nella diversità si deve ricercare in modo costante la unità di intenti e di interessi.
Quindi ai politici che si stanno promovendo e che oggi si scoprono “Ambientalisti per caso”, chiediamo anziché roboanti proclami di intenzioni, precise azioni di governo.
Ci pare piuttosto ridicolo che, un qualsiasi consigliere di maggioranza faccia le interrogazioni alla forma di governo a cui appartiene.
A molti non sarà sfuggito che, avremmo potuto essere molto più critici verso chi possiede forme di potere amministrativo, questo non significa che a tale possibilità vi abbiamo rinunciato, vuol dire che crediamo che in certe cose, c’è chi arriva prima e chi dopo, noi pensiamo  di aspettare…ancora un po’.

La foto di cui sopra è stata ripresa il remoto 10 aprile 2001, alla fatidica ora delle 18.37 da un paesino collinare, ed è eclatantemente esplicativa per far comprendere quale era ed quale è  la drammatica situazione, in cui versa la Valle del Mela.
Malgrado ciò, ricordo a me stesso che la Edipower riuscì ad ottenere la certificazione EMAS, forse attraverso operazioni manageriali, piuttosto che per meriti industriali.
Oggi la Edipower vuole proseguire con l’OCD (Olio Combustibile Denso), presuppongo che tutti siamo d’accordo nel suggerire alla Edipower, che non è proprio il caso di.. insistere.
Milazzo li  9 Agosto 2009

Il Vice Presidente T.A.T.

Arch. Salvatore Crisafulli