L‟OLIMPO

A cura di Andropos

E’ un monte nella Grecia settentrionale,al confine tra la Tessaglia e la Macedonia, vicino al mare Egeo. Con i suoi 2917 metri, è la cima più alta della Grecia; per tale motivo di venne, nello immaginario popolare, la sede degli dei nella mitologia greca.
Al 1938 risale la creazione del parco nazionale del monte Olimpo.
Nella mitologia greca la cima dell’Olimpo era considerata la dimora degli dei: i palazzi erano stati costruiti da Efesto, dio del fuoco. Le Stagioni proteggevano la vetta della montagna con una coltre di nubi. Zeus era il dio supremo: a corte gli dei festeggiavano con nettare e ambrosia ed erano allietati dalle Muse.
Le dodici divinità dell’Olimpo erano Zeus, la sua sposa Era, i fratelli Poseidone (dio del mare) e Ade (dio dell’Oltretomba), la sorella Estia (dea del focolare) e i figli Atena (dea della saggezza), Ares (dio della guerra), Apollo (dio del Sole), Artemide (dea della Luna e della caccia), Afrodite (dea dell’amore), Ermes (messaggero degli dei) ed Efesto.
La luminosità a cui l’Olimpo dovrebbe il suo nome non è il consueto bagliore delle nevi inondate dal sole, o lo splendore di una cima che emerga improvvisa al di sopra delle nubi, ma la fantastica luce che l’aurora boreale accende nel cuore della notte. Infatti, dal 19 al 20 ottobre, si notava un grande arco, attraverso il quale si vedevano talora le stelle. Posato sull’orizzonte dal lato nord, quest‟arco formava una concentrazione di luce, da cui nasceva
una zona concentrica luminosa, da cui si slanciavano delle colonne verticali. Il monte Olimpo è coperto di foreste di pini larici e di cedri del Libano. La zona è conosciuta fin dall‟antichità per le sue miniere. I monasteri bizantini che vi trovano luogo sono stati dichiarati patrimonio dell‟umanità. James George Frazer scrive: “ l‟alta catena del monte
Olimpo (l‟odierno Troodos), coperto di neve per la gran parte dell‟anno, protegge Paphos dai venti settentrionali e orientali e la separa dal resto dell‟isola. Sulla sommità del versante indugiano gli ultimi boschi di pini di Cipro, dando riparo qua e là a dei monasteri in uno scenario non dissimile dagli Appennini”.